venerdì 11 gennaio 2013

Il Grande Euro-Bluff: dopo 11 anni di MONETA UNICA stiamo peggio di prima.


“Simone Boiocchi”
“La Padania 11.01.2013”

E passato più di mezzo secolo da quando Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Olanda crearono la Comunità europea del  Carbone e dell'Acciaio (Ceca), prima forma di integrazione del Vecchio continente. Ma certo i padri fondatori, da Alcide De Gasperi a Konrad Adenauer, non riconoscerebbero l'Europa allargata di oggi. Un'Europa incapace di guardare alle difficoltà dei singoli stati membri e, tristemente, autoreferenziale. Autoreferenziale come l'Euro, la moneta unica che ha iniziato il suo corso il primo gennaio del 2002 e che proprio ieri ha visto la presentazione , in pompa magna, della nuova banconota da 5 Euro. Una festa, più che una presentazione, con tanto di Inno alla Gioia e, forse, di buffet... Eppure, proprio quella moneta unica (contro la quale la Lega si è da subito schierata) , nata con l'improbabile promessa di migliorare gli squilibri sociali e la tenuta dell'economia stessa, sembra avere abdicato al suo compito. E lo testimoniano i fatti: nel 2002, ad esempio, prima che la moneta unica entrasse in circolazione e quindi quando ogni Stato era autonomo nel con io, la pressione fiscale rea le era al 49,8%. Oggi si aggira intorno a l 54,5. Cinque punti percentuali in più. Non male per una moneta che avrebbe dovuto assicurare la tenuta dell'economia. Se a tutto s i aggiunge che negli ultimi 20 anni la spesa delle famiglie per i consumi è aumentata del 7% e che, stando ai dati di Confcommercio, il 2012 è stato l'anno peggiore dal dopoguerra per quello che riguarda i consumi, il conto è presto fatto.
Insomma, mentre Draghi e i soliti noti festeggiano la nuova banconota da 5 Euro, l'Europa stessa non ce la fa, la gente non arriva alle fine del mese e le banche hanno smesso di fare le banche. Uno scenario apocalittico? No, quello che la Lega aveva previsto, ma che nessuno ha mai voluto affrontare seriamente.

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