“ La Padania 01.12.2012”
Un record il Governo Monti l'ha battuto di sicuro: quello della
disoccupazione. Secondo i dati Istat nell'ultimo anno il tasso di
disoccupazione ha sfondato la soglia dell'11%, raggiungendo l'11,1%. In un anno
i disoccupati sono aumentati del 2,3% ed ora sono un esercito da 2,87 milioni di
persone. Sono i dati peggiori dal 1999. Ma, se è possibile, c'è di peggio. La
disoccupazione giovanile (cioè tra i soggetti tra i 15 e i 24 anni) segna un
drammatico 36,5%, il livello più alto mai registrato dall'Istat. L'Istat
sottolinea che tra i giovani sono in 639 mila a cercare lavoro. In pratica più
di un giovane su tre non ha un'occupazione. E la cosa molto preoccupante è che,
in base alle previsioni, non riuscirà neanche a trovarlo il prossimo anno. Lo
ha spiegato bene Susanna Camusso: «Sul piano occupazionale il 2013 sarà
un anno molto più pesante del 2012 che già è stato il più pesante di questi
anni. Per questo la riforma degli ammortizzatori sociali dev'essere rinviata».
Previsioni disastrose confermate anche dal ministro dell'Economia Vittorio Grilli:
«Se l'economia rallenta non si può pensare che l'occupazione migliori, anche
nei nostri dati c'è un peggioramento nel 2013». L'altro dato che getta un'ombra
sinistra sulla situazione del Paese è quello sui precari. Secondo l'Istat, nel
terzo trimestre 2012 le figure lavorative a tempo pieno sono in netto calo
(-2%, pari a -398.000 unità) rispetto allo stesso periodo di un anno prima. Di contro, continua la sua impetuosa
crescita il numero degli occupati a tempo parziale, cresciuti in un solo anno dell'11,6%
(+401.000 unità) e dei dipendenti a termine, cresciuti nel corso del 2012 del
3,5%, pari a 83.000 unità, ma esclusivamente nelle posizioni a tempo parziale. Inutile
sotto lineare che circa la metà dell'incremento del lavoro a termine interessa
i giovani sotto i 35 anni.
L'incidenza dei dipendenti a termine sul totale degli occupati sale così al 10,7%. Significativo è anche l'aumento dei collaboratori (+11,6%, pari a 45.000 unità), concentrato nei servizi alle imprese e nell'assistenza sociale. Ma la tragedia occupazionale non è solo italiana: secondo I'Eurostat, nell'Eurozona a ottobre sono stati registrati 18,7 milioni di disoccupati, pari all'11,7%, con una crescita su settembre di 0,1% punti. Su base annua l'aumento della disoccupazione è stato di 1,3% (era infatti al 10,4% a ottobre 2011), colpendo 2,16 milioni di persone in più in 12 mesi.
L'incidenza dei dipendenti a termine sul totale degli occupati sale così al 10,7%. Significativo è anche l'aumento dei collaboratori (+11,6%, pari a 45.000 unità), concentrato nei servizi alle imprese e nell'assistenza sociale. Ma la tragedia occupazionale non è solo italiana: secondo I'Eurostat, nell'Eurozona a ottobre sono stati registrati 18,7 milioni di disoccupati, pari all'11,7%, con una crescita su settembre di 0,1% punti. Su base annua l'aumento della disoccupazione è stato di 1,3% (era infatti al 10,4% a ottobre 2011), colpendo 2,16 milioni di persone in più in 12 mesi.

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