venerdì 7 dicembre 2012

L’ultimo capolavoro: esodati all'asciutto ma passa lo scivolo per le pensioni d'oro


“La Padania 07.12.2012”

E' la fine ingloriosa del Governo Monti. Nel penultimo provvedimento utile, l'ultimo è la legge di stabilità, i professori riescono a fare un pasticcio sia tecnico che politico: non si trovano soldi per esodati e terremotati ma si trovano invece per  garantire un comodo scivolo pensionistico ai grandi manager,  ai inclusa per intenderei. E' una norma che grida vendetta, una vergogna insopportabile e un'offesa per tutte le persone oneste». Lo ha dichiarato Massimo Garavaglia, responsabile economico della Lega Nord in riferimento alla norma approvata nel maxiemendamento al decreto sviluppo. «Di più, questo  Governo compie un grosso pasticcio tecnico - prosegue Garavaglia - perché l'emendamento non era stato votato in commissione ed è quindi un'aggiunta voluta dal Governo contro il parere del Parlamento. Infine non si sa come  quest'aggiunta non era nemmeno segnalata dalla relazione tecnica della ragioneria. Mistero. A questo punto questo governo prima se ne va vanno meglio è». Il maxiemendamento al decreto sviluppo, approvato ieri in Senato con il voto di fiducia.  Prevede uno scivolo alla pensione per i manager delle grandi aziende, comprese quelle in stato di crisi. Lo scivolo dovrà essere concordato con le associazioni sindacali di categoria. Secondo quanto si apprende, tra le aziende sarebbero interessate anche Rai, Enel e Poste. La misura, però, è stata inserita nel maxiemendamento senza incassare prima il via libera della commissione Industria.
La misura modifica la ri forma del mercato del lavoro targata Fornero dove prevedeva che «nei casi di eccedenza di personale, gli accordi tra datori di lavoro che impieghino mediamente più di quindici dipendenti e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale possono prevedere che, al fine di  incentivare l'esodo dei lavoratori più anziani, il datore di lavoro si impegni a corrispondere ai lavoratori una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe in base alle regole vigenti, e a corrispondere all'Inps la contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento.

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