“Elisabetta Colombo”
“La Padania 12.12.2012”
La
cancelliera tedesca Angela Merkel stravede per Monti, dice di sostenere
le riforme compiute dal premier e aggiunge che queste riforme hanno messo l'
Italia sulla buona strada. E per chiudere in bellezza si augura che gli
italiani, cioè noi tutti, votino per proseguire su questa via. Secondo la
Merkel, le riforme compiute hanno fatto riconquistare all'Italia la fiducia nei
mercati, e quindi, secondo lei, vien da sé che «gli italiani voteranno chiaramente
per mettere l'Italia sulla buona strada ». E, purtroppo, non è sola: con lei,
nel coro dell'inno a Monti il salvatore, c'è anche il ministro degli Esteri tedesco,
Guido Westerwelle, che mette in guardia Silvio Berlusconi invitandolo a
non usare argomentazioni antitedesche nella sua campagna elettorale: «Sostengo
ciò che il governo di Mario Monti ha realizzato». Così noi dovremmo
"ubbidire" alla burattinaia d'Europa e sperare in un Monti bis, che
sarebbe come ridare fiducia a chi ci ha messo
letteralmente" in mutande" Già, perché Berlino dice che non si immischia ma in realtà si immischia...
eccome! «Una cosa di certo non la faremo passare» dichiara Westerwelle, e cioè
che «la Germania diventi oggetto di una campagna elettorale populista. Né la Germania né l'Europa sono responsabili delle
attuali difficoltà dell'Italia». Una chiara risposta a Berlusconi che lunedì
aveva denunciato «manovre speculative contro le aziende italiane» e accusato i
leader politici europei. La Germania "che non si immischia" va ben
oltre e addirittura, nel caso in cui si prendesse un'altra direzione, paventa
orribili scenari: non soltanto l'Italia si ritroverà «in grande difficoltà», ma
tutta l'Europa sarebbe investita «da turbolenze».
Interrompere la politica di riforma in Italia sarebbe dunque uno sviluppo pericoloso per l'Europa. Ma per quale Europa? Insomma "chi prodest?" Del resto la sintonia tra Merkel e Monti era chiarissima e Monti, ieri mattina, in una nota trasmissione tv, ha dichiarato di non credere ai «complotti» occulti di investitori sui mercati. E ha aggiunto, in sintesi: chi avrebbe dovuto fare le riforme non le ha fatte, è inutile che si punti l'indice contro lo spread perché il problema vero è un altro e chi in passato avrebbe dovuto fare le riforme per sostenere la crescita non l'ha fatto. Con il risultato che nell' ultimo anno il governo è stato costretto a mettere in campo misure draconiane, e la ripresa del sistema economico è saltata. Così Monti, che dovrebbe guidare un governo tecnico, almeno sulla carta, passa con disinvoltura alle affermazioni da campagna elettorale, certo di poter contare sul l 'appoggio della sua amica d'Oltralpe. A rincarare la dose ci si è messo anche il capogruppo del PPe Joseph Daul, secondo il quale la scelta del Pdl di far cadere il governo Monti «è stata un grave errore: siamo molto preoccupati per l'Euro e l'economia europea, non ci possiamo permettere questa politica spettacolo».
Interrompere la politica di riforma in Italia sarebbe dunque uno sviluppo pericoloso per l'Europa. Ma per quale Europa? Insomma "chi prodest?" Del resto la sintonia tra Merkel e Monti era chiarissima e Monti, ieri mattina, in una nota trasmissione tv, ha dichiarato di non credere ai «complotti» occulti di investitori sui mercati. E ha aggiunto, in sintesi: chi avrebbe dovuto fare le riforme non le ha fatte, è inutile che si punti l'indice contro lo spread perché il problema vero è un altro e chi in passato avrebbe dovuto fare le riforme per sostenere la crescita non l'ha fatto. Con il risultato che nell' ultimo anno il governo è stato costretto a mettere in campo misure draconiane, e la ripresa del sistema economico è saltata. Così Monti, che dovrebbe guidare un governo tecnico, almeno sulla carta, passa con disinvoltura alle affermazioni da campagna elettorale, certo di poter contare sul l 'appoggio della sua amica d'Oltralpe. A rincarare la dose ci si è messo anche il capogruppo del PPe Joseph Daul, secondo il quale la scelta del Pdl di far cadere il governo Monti «è stata un grave errore: siamo molto preoccupati per l'Euro e l'economia europea, non ci possiamo permettere questa politica spettacolo».

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