mercoledì 14 novembre 2012

Podestà: MARONI non si discute ma guai a dividere il centrodestra. L’alleanza PDL-LEGA strategica


Andrea Accorsi
La Padania 14.11.2012

Il nome di Maroni non si discute. Ma se il centrodestra va diviso in Lombardia, rischiamo di ripetere quello che  successo in Sicilia. Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, non nasconde la stima per il candidato della Lega. Ma avverte divisi si perde. Presidente Podestà, qual  il suo giudizio sulla candidatura di Maroni? Il suo nome non si discute.  stato espressione stimata e qualificata del governo Berlusconi come ministro degli Interni. Poi uno si può chiedere come conciliare l'impegno di presidente con quello di capo di partito, ma questo sta nella disponibilità di Maroni a credere nel valore di un'alleanza. Intende l'alleanza tra Lega e Pdl? Dobbiamo fare di tutto per un recupero di una giusta e sana politica di onestà e di servizio ai cittadini da parte delle forze sane del Paese, una politica fondata sui valori morali che si sono probabilmente persi . Le forze sane sono appunto la Lega e il Pdl? Dobbiamo evitare di ripetere ci che  successo in Sicilia, con un Pdl diviso, una sinistra vittoriosa e Grillo quasi al 20%. In Lombardia se il centrodestra va diviso, temo si ripeta questa situazione. Viceversa, potremo ricostruire un'alleanza organica come quella che vivo personalmente da tre anni e mezzo in Provincia senza nessun momento negativo, di polemica o tensione.  un 'alleanza strategica per il nostro territorio. Se andiamo insieme ce la giochiamo e credo possiamo vincere. E come la mette con Albertini? Stimo Albertini, abbiamo avuto un rapporto cordiale nella nostra comune esperienza al Parlamento europeo.
Ma gli ho detto che escludere un'alleanza con la Lega non esiste n nell'esperienza storica, n nella matematica. Il progetto politico di ricreare una sana amministrazione vicina ai cittadini si può fare se stiamo insieme, non se andiamo divisi . Maroni ha anche annunciato il sostegno di liste civiche rappresentative del tessuto sociale ed economico della regione. Va bene le liste civiche, ma io vorrei un 'alleanza strategica tra Pdl e Lega. Quel che  certo  che non possiamo andare disgiunti, se no ripetiamo l 'esperienza negativa vissuta in Sicilia.  a questa alleanza che si deve portare anche quella parte centrista che non si sente legata a realtà come il Pd, Sel o l'Idv. Rispetto qualunque idea, ma coloro che sono del centro mi sembra siano in difficoltà a ritrovarsi in sintonia su alcuni valori con queste espressioni politiche estreme. Dobbiamo ampliare il pi possibile l' attrazione alla nostra parte di cattolici e socialdemocratici, quando dall'altra parte il peso di Sei, come al Comune di Milano,  notevole rispetto ad esempio all'Idv. Mi chiedo come possano molti moderati legarsi a persone rispettabilissime, per carità, ma che hanno una visione della società, della politica e di alcun i valori fondamentali completamente diversa. Allude alla famiglia? Per noi la famiglia  quella naturale. E crediamo che pur garantendo diritti a tutti non si può consentire l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali. Ma non  l'unico esempio. Crediamo che il terzomondismo debba essere espressione di aiuto perché quei popoli si sviluppino nelle loro terre, non per condurre flussi incontrollati qui, dove finiamo col vivere male sia noi che loro. In alcuni casi danno contributi positivi, ma solo se i flussi sono controllati, in altri sottraggono anche opportunità preziose. Nel governo Berlusconi l'accordo Pdl-Lega ha fatto molto bene da questo punto di vista rispetto all'idea che chiunque ha diritto a venire in casa nostra, magari senza neanche rispettare le nostre leggi, ordinamenti, costumi e consuetudini. Cosa pensa delle primarie del Pdl? Sono a favore, del resto basta leggere il programma votato al congresso del mio partito. Ma arrivare a farle all'ultimo minuto, come in tutte le cose si rischia di non fare bene. Quali ritiene siano le prospettive del suo partito in Lombardia?  evidente che abbiamo bisogno di ridare voglia, fiato, speranza a quella parte dell'elettorato che rischierebbe di non trovare un 'altra casa. Se il Pdl non riuscisse a ricreare quelle condizioni di entusiasmo, fede e impegno che hanno caratterizzato soprattutto gli inizi della storia di Forza Italia, parte dei suoi lettori confluirebbe nella Lega, ma una grandissima parte finirebbe nel non voto e una parte ancora con Grillo o altri. Non  questo il nostro obbiettivo, dobbiamo invece rigenerare la capacità di intercettare attese, speranze, timori , problemi della gente stando in mezzo ad essa. L'abbiamo fatto all'inizio con la gioia di battere le piazze. La campagna elettorale feci la promessa di fare giunte itineranti e di tenere aperto il palazzo della Provincia la seconda domenica di ogni mese. Sono promesse che ho mantenuto. Credo sia la strada per far ripartire anche la proposta del Pdl.

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