lunedì 12 novembre 2012

Maroni fissa l'obiettivo: «La nostra Lombardia a statuto speciale POSSIAMO FARCELA»


“Fabrizio Carcano”
“La Padania 11-12.11.2012”

Non servono i sondaggi. Non quando vedi decine di persone in strada o in un cortile, riparate sotto gli ombrelli, sotto una pioggia torrenziale, in una fredda mattina che più che autunnale pare invernale, che aspettano con euforia che la loro nuova sezione, allestita, ristrutturata o affittata con il contributo   materiale di ognuno di loro, venga inaugurata dal proprio Segretario Federale. Negli odierni tempi bui per la politica, dove si parla quasi sempre di corruzione o malaffare, di Lusi, Fiorito ecc ecc e dove il vento dell'antipolitica soffia indisturbato dalla Lega Nord arriva una risposta completamente diversa, l'unica in questo desolante panorama politico italiano. Migliaia di militanti che lavorano per un ideale, che sacrificano con il sorriso sulle labbra il loro tempo libero per volantinare, per andare ai gazebo, per invadere oggi Bologna e far sentire la rabbia del popolo del Nord contro il Governo delle tasse. E per inaugurare, con orgoglio e soddisfazione, la propria nuova sezione cittadina. E anche questo è un segno in controtendenza: nei tempi in cui in politica vince l'astensionismo la Lega invece apre nuove sezione. E non sono casi isolati. Ne aprono decine ogni mese. E Roberto Maroni cerca di esserci sempre, per condividere con la propria  base un momento unico, emozionante e storico per ogni militante. E così ieri mattina il Segretario federale di buon mattino è sceso in provincia di Pavia, a Landriano, per la prima inaugurazione, quindi una tappa intermedia a Milano - per visitare un'associazione che aiuta i ragazzi in difficoltà la cui sede prima era il covo di un mafioso, uno dei tanti immobili confiscati tra il 2008 e il 2011 quando era il titolare del ministero degli Interni – e in fine eccolo a Pregnana, nell'alto milanese, per la seconda inaugurazione.
Ad aspettarlo, sia a Landriano che a Pregnana, tantissimi militanti, con i loro ombrelli o cappucci, incuranti del freddo e della pioggia. Orgogliosi e contenti. E non è retorica. «Inaugurare una sede - ha poi sottolineato - è sempre una gioia per me e in questa giornata la gioia è stata doppia. E vedere così tanta gente e così tanto entusiasmo significa una cosa sola: che la nostra base, ma questo ormai lo vediamo e la sappiamo, da alcuni mesi ha ritrovato la voglia di fare. Significa che la Lega c'è». Il peggio è alle spalle. La stagione della pulizia, in primavera, e quella del rinnovamento, in estate, sono alle spalle. E l'autunno sta portando alla rifioritura del movimento, come certificano anche i sondaggi che danno il Carroccio in costante crescita. Ma Maroni preferisce non badare ai sondaggi e confrontarsi con la gente. Venerdì era in Veneto, ieri in  Lombardi. Oggi a Bologna. Chilometri e chilometri, chiacchiere con le persone, momenti di incontro e confronto. «La Lega - ha ribadito - ha alle spalle una storia gloriosa, di cui ognuno di noi deve sempre andare fiero. Quando è stato necessario abbiamo attuato un vero cambiamento al nostro interno, e siamo stati gli unici a farlo, ma adesso siamo più forti di prima. E non abbiamo paura di niente e di nessuno. Perché queste sezioni che inauguriamo e tutte queste persone che sono qui sono le nostre radici , radici profonde, e le radici profonde non si gelano d'inverno e non si seccano d'estate e la pianta resta sempre viva. Come la Lega. L’imbattibile ed indistruttibile». Tante persone e tanto entusiasmo. Le armi necessarie per un'imminente campagna elettorale. E Maroni l'alza asticella: «Noi abbiamo un obiettivo ambizioso. Governare la Lombardia. Abbiamo tante idee e abbiamo già dimostrato di saperle mettere in pratica. In primis nel contrasto all'infiltrazione mafiosa», ricorda alla luce del suo grande lavoro da ministro degli Interni, ma non solo. Vicino a lui ci sono Fabrizio Cecchetti e Marco Tizzoni, i due 'pirla' come sono stati definiti dai malavitosi nelle intercettazioni, che avrebbero potuto essere rispettivamente sindaco e vice sindaco di Rho nel 2011 se avessero accettato un pacchetto di voti di origine sospetta e poi scoperto, un anno dopo, di provenienza mafiosa. Esempi concreti di onestà. Legalità e trasparenza per la Lombardia. Ma non solo. L'altro pilastro su cui Maroni batte è l'autonomia: «perché da decenni manteniamo la nostra 'magna Grecia' versandogli il 65% delle nostre tasse, ebbene ora noi diciamo basta, ne verseremo solo il 25%, perché non siamo degli egoisti, ma ci terremo l'altro 75% qui sul nostro territorio, per noi, per le nostre imprese, per i nostri lavoratori e pensionati. Vogliamo fare della Lombardia una regione a statuto speciale come il Friuli o il Trentino. E' una sfida ambiziosa, ma possiamo farcela e l'entusiasmo e l'energia della nostra gente lo conferma». Quindi qualche battuta con i cronisti sull'attualità politica. A cominciare dall'idea che si profila a Palazzo Chigi di accorpare elezioni Politiche e le Regionali di Lombardia, Lazio e Molise in un unico election day il 7 aprile. Ovvero la proposta lanciata dalla Lega in estate ... «Mi sembra una buona idea - sorride ironico il leader leghista - visto che noi lo abbiamo detto tre mesi fa e spero sia questa la soluzione: detto questo noi siamo pronti in qualsiasi momento». Poi una considerazione sulla decisione su cui si starebbe orientando della Lega di correre per il Pirellone solo con l'appoggio di liste civiche, ripetendo il felice modello sperimentato la scorsa primavera nella vittoriosa sfida per il comune di Verona. «La segreteria politica non ha detto che la Lega deve andare da sola ma con un suo candidato che aggregherà attorno a sé una o più liste civiche. Per non correremo da soli. Il consiglio federale deciderà lunedì, vedremo se nel frattempo ci sarà qualche altra sorpresa» . Infine una battuta sul Pdl e sull'idea di Gabriele Albertini di una coalizione mutuata sul Ppe europeo, da cui però si è già sfilato I'Udc che in Europa è nel Ppe... «Francamente questo 'birignao' non ci interessa. Sento parlare del modello Ppe ma poi apprendo leggendo i giornali che l'Udc non appoggia Albertini. Se la cantano e se la suonano tra d i loro. Il Pdl? Non so francamente con chi par lare, la nostra difficoltà è anche questa: capire chi è l' interlocutore e quale la linea del Pdl. E' difficile ad esempio parlare di legge elettorale, soprattutto perché per loro é un momento di confusione mentre noi abbiamo le idee chiare». 

Nessun commento:

Posta un commento