martedì 13 novembre 2012

Il Carroccio all'unanimità: il segretario in corsa per il Pirellone: MARONI CANDIDATO DI TUTTI I LOMBARDI


“Fabrizio Carcano”
“La Padania 13.11.2012”

Sarà Roberto Maroni a correre alle prossime elezioni regionali per la Lombardia. La decisione è stata presa, all'unanimità dei suoi membri, dal Consiglio Federale del Carroccio, riunitosi al gran completo ieri pomeriggio nella sede milanese di via Bellerio. Una decisione poi formalizzata con un comunicato ufficiale emesso intorno alle 16. 30 in cu i si legge: •Il Consiglio Federale della Lega Nord ha deliberato all'unanimità di candidare Roberto Maroni alla guida della Regione Lombardia. Roberto Maroni ha accettato la candidatura con l'impegno di costruire, intorno alla sua figura, un'ampia coalizione con il sostegno di altre forze politiche e di una o più liste civiche che siano rappresentative del tessuto sociale ed economico della Lombardia•. Il dado è tratto. Ora indietro non si torna. Per Maroni si t ratta della seconda investitura,  dopo quella plebiscitaria ricevuta tre settimane fa dal popolo lombardo che aveva affollato i gazebo leghisti per una consultazione popolare su chi volevano come candidato al Pirellone. Il 76% aveva scritto sulla scheda Roberto Maroni. E ieri l' investitura popolare è stata confermata anche dal Consiglio Federale della Lega Nord. Da oggi, quindi, inizia la campagna elettorale per Palazzo Pirelli, con il Carroccio che guarda con un comprensibile e motivato ottimismo ad un obiettivo ambizioso e strategico nella realizzazione del progetto per diventare il movimento politico egemonico al Nord: conquistare anche la Lombardia, la regione più popolosa ed economicamente più importante, per creare un asse indistruttibile con il Piemonte e il Veneto già ottimamente amministrate da altri due uomini del Carroccio: Roberto Cota e Luca Zaia.
Piemonte, Lombardia e Veneto insieme sotto la comune guida di un leghista: ovvero più di 19 milioni di cittadini e un terzo del Pil italiano che si muoverebbero compatti in un'unica direzione. In pratica la grande  euro regione del Nord indicata come prossimo traguardo si concretizzerebbe nei fatti, perché la pressione che le tre Regioni del Nord, marciando unite come un solo soggetto, potrebbero mettere sia sui palazzi di Roma che su quelli di Bruxelles sarebbe terrificante e non potrebbe trovare resistenze dal  centralismo capitolino o europeo. Questo il traguardo. In mezzo, come detto, una campagna elettorale dove la Lega Nord potrebbe non correre da sola. Il segretario federale, infatti, sta lavorando per costruire intorno alla sua carismatica figura una coalizione ampia, che potrebbe contare sull'appoggio di altre forze politiche o di liste civiche che rappresentino il tessuto sociale ed economico della Lombardia. Come ha detto e ripetuto più volte, anche durante i tanti incontri pubblici avuti in giro per il territorio lombardo, di voler allargare il bacino di consensi oltre l'elettorato tradizionale leghista, applicando il cosiddetto 'modello Verona', ovvero il Carroccio che intorno a sé coagula liste civiche espressione del proprio territorio. Un progetto che ha permesso nella scorsa primavera, al borgomastro scaligero Tosi di stravincere al primo turno senza l'appoggio di altri partiti, attraendo intorno alla sua figura liste formate da cittadini che hanno a cuore l'interesse della propria città. Un modello che ora Maroni potrebbe replicare su più vasta scala alla Lombardia e ai suoi nove milioni di abitanti, dialogando con tutti coloro che siano disposti a sposare in toto il progetto di 'Prima il Nord', in questo caso declinato in 'Prima la Lombardia'. Una piattaforma con due capisaldi indiscutibili. Autonomia, ovvero il progetto di fare della Lombardia una grande regione a statuto speciale che trattenga sul proprio territorio il 75% del proprio gettito fiscale, lasciando il rimanente 25% alle casse statali (mentre ora la Lombardia trattiene solo il 35% e versa a Roma l'altro 65%), e pulizia, ovvero massimo rigore e determinazione nell'estirpare ogni tentativo di infiltrazione mafiosa nelle istituzioni lombarde. Un problema che non ha riguardato solo il Pirellone pensando anche ai comuni dell'hinterland milanese o monzese commissariati o sciolti per infiltrazioni mafiose negli ultimi due o tre anni. E chi, meglio dell'uomo che ha diretto il ministero degli Interni in un triennio in cui sono stati catturati 28 dei 30 più pericolosi latitanti di Cosa Nostra e in cui sono stati confiscati beni alle cosche per decine di miliardi di euro, può essere il garante della concreta realizzazione di questo progetto? Una candidatura, quella di Maroni, che ha davvero tutte le possibilità concrete di riuscire catalizzare i consensi di tutti i lombardi, superando i vecchi steccati ideologici centrodestra- centrosinistra. 

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