“Fabrizio Carcano”
“La Padania 20.11.2012”
Avanti per la propria strada. Una strada che
porta verso una Lombardia finalmente a guida leghista e verso quell'Euroregione
del Nord che «potrebbe essere il primo tassello di una nuova Europa dei popoli,
l'Europa che vogliamo". Roberto Maroni tira dritto per la sua
strada senza curarsi dei travagli interiori del Pdl o dei sempre più evidenti
tormenti del tandem Roberto Formigoni- Gabriele Albertini, un duo alla
disperata ricerca di sostenitori per una candidatura ormai scaricata da tutti,
compresa la lista “Fermare il declino” che fa capo al giornalista economico Oscar
Giannino, e che non entusiasma proprio nessuno (neppure nel Pdl), se non il
probabile candidato del centrosinistra Umberto Ambrosoli che, guarda
caso, vorrebbe confrontarsi con l'ex sindaco di Milano. Per la serie, l'avversario
me lo scelgo io, mica me lo indicano i cittadini. Un po' come se un pugile
potesse scegliersi l'avversario per il titolo, magari quello con meno forza e muscoli , tessendone
sperticamente gli elogi ... Polemiche da bottega, che non interessano minimamente
Maroni, che preferisce dedicare il suo tempo a questioni concrete per il
territorio lombardo e i suoi cittadini e
non a battibeccare sulle agenzie. Questioni concrete, presenti e future. Come
per l'appunto I'Euroregione del Nord, che di fatto potrebbe vedere la luce a
breve, se anche la Lombardia, dopo il Piemonte e il Veneto, avesse un
governatore leghista.
Un obiettivo ambizioso ma concreto, come ha ribadito lo stesso Segretario Federale del Carroccio intervenendo domenica sera nella popolare trasmissioni televisiva 'Che tempo che fa' dove, rispondendo alla mitragliata di domande del conduttore Fabio Fazio, ha ricordato come l'Euroregione padana avrebbe numeri da brivido, non soltanto per il Pil e la capacità economico-produttiva, ma anche in termini demografici, con i suoi quasi venti milioni di abitanti che ne farebbero una delle aree più popolose d' Europa. •La Lega - ha chiarito Maroni durante la trasmissione - mi ha candidato non per avere una poltrona in più, ma per realizzare un grande sogno, quello dell'Euroregione. La Lega è una forza europeista, anzi neo europeista, e io penso che serva più Europa, ma un'Europa diversa da quella attuale: quella delle regioni e dei popoli. E I'Euroregione del Nord può essere la prima tessera di questo nuovo mosaico europeo•. Per arrivare a realizzare questo sogno possibile, seguendo il solco del progetto federalista della macroregione del Nord profetizzata da Gianfranco Miglio, bisognerà compattare le tre grandi regioni del Nord attraverso un unico idem sentire amministrativo e politico, dando anche alla Lombardia una guida leghista. Per questo Roberto Maroni è impegnato a lavorare per costruire intorno alle sua figura una coalizione con liste civiche espressione della società civile che si ritrovino nel progetto di “Prima il Nord”, una proposta aperta a tutti coloro che, concretamente, vogliano mettere la Lombardia, i suoi cittadini, le sue imprese, il suo territorio, prima di tutto. Senza chiusure aprioristiche, nemmeno al Pdl, con cui la Lega, come ha voluto rimarcare Maroni, ha ben governato dal 2000 in tutte le regioni del Nord, inclusa la Lombardia. Per questo Maroni, rispondendo alle domande di Fazio, ha spiegato: •lo sono disponibile alle primarie. Sono un bagno di democrazia che fa bene. Ma più che dire che sono disposto a farle, non posso fare... •. Prima di aggiungere: •Bisogna capire quale Pdl: ci sono tre o quattro Pdl, in Lombardia, c'è una componente che fa capo a Formigoni che appoggia Albertini, mentre la segreteria regionale dice il contrario. Noi abbiamo cominciato a costruire una grande alleanza che mi sostiene, poi se il Pdl o una parte del Pdl ci sta, bene. Se no, pazienza•. Per questo, per sondare la reale volontà del Pdl, Maroni ha delegato il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, di avviare un confronto che avrà tempi strettissimi. •Pronti a un confronto su proposte concrete – ha quindi precisato lo stesso Salvini - non sui nomi, perché il candidato più forte c'è già, e si chiama Maroni e chi vuole sostenere lui, e con lui la sua battaglia per tenere finalmente il 75% delle tasse dei lombardi in Lombardia, si può fare avanti, ma velocemente. Detto questo siamo pronti a confrontarci sui progetti concreti per i lombardi con tutti, inclusi gli amici del Pdl: sentiamo anche da loro che intenzioni hanno per la nostra Lombardia. Soltanto - ha concluso il segretario della Lega Lombarda - non possiamo perdere tempo, per cui qualunque cosa si voglia fare va fatta ma senza perdita di tempo•. Parole chiare, messaggi chiari, per chi ha orecchie per intendere. La Lega va avanti dritta per la strada, con coraggio e ambizione. E Maroni pur dichiarandosi soddisfatto •dei sondaggi che dicono che siamo oltre il 6%• alza lo stesso l 'asticella verso l'alto. •Penso all'8, al 9, al 10%. Mai porre limiti alla crescita e all'ambizione•. Quindi un messaggio all'eterogeneo elettorato grillino. •Ci sono analogie – ha convenuto Maroni replicando ad una domanda di Fabio Fazio -tra la Lega della prima ora e il movimento di Grillo. Anche noi siamo nati con quella carica contro la politica di allora, ma in più avevamo il valore del federalismo. Forse qualche leghista voterà per Grillo, ma noi - ha concluso il leader leghista – abbiamo l'ambizione di convincere gli elettori di Grillo che farebbero meglio a votare per la Lega•.
Un obiettivo ambizioso ma concreto, come ha ribadito lo stesso Segretario Federale del Carroccio intervenendo domenica sera nella popolare trasmissioni televisiva 'Che tempo che fa' dove, rispondendo alla mitragliata di domande del conduttore Fabio Fazio, ha ricordato come l'Euroregione padana avrebbe numeri da brivido, non soltanto per il Pil e la capacità economico-produttiva, ma anche in termini demografici, con i suoi quasi venti milioni di abitanti che ne farebbero una delle aree più popolose d' Europa. •La Lega - ha chiarito Maroni durante la trasmissione - mi ha candidato non per avere una poltrona in più, ma per realizzare un grande sogno, quello dell'Euroregione. La Lega è una forza europeista, anzi neo europeista, e io penso che serva più Europa, ma un'Europa diversa da quella attuale: quella delle regioni e dei popoli. E I'Euroregione del Nord può essere la prima tessera di questo nuovo mosaico europeo•. Per arrivare a realizzare questo sogno possibile, seguendo il solco del progetto federalista della macroregione del Nord profetizzata da Gianfranco Miglio, bisognerà compattare le tre grandi regioni del Nord attraverso un unico idem sentire amministrativo e politico, dando anche alla Lombardia una guida leghista. Per questo Roberto Maroni è impegnato a lavorare per costruire intorno alle sua figura una coalizione con liste civiche espressione della società civile che si ritrovino nel progetto di “Prima il Nord”, una proposta aperta a tutti coloro che, concretamente, vogliano mettere la Lombardia, i suoi cittadini, le sue imprese, il suo territorio, prima di tutto. Senza chiusure aprioristiche, nemmeno al Pdl, con cui la Lega, come ha voluto rimarcare Maroni, ha ben governato dal 2000 in tutte le regioni del Nord, inclusa la Lombardia. Per questo Maroni, rispondendo alle domande di Fazio, ha spiegato: •lo sono disponibile alle primarie. Sono un bagno di democrazia che fa bene. Ma più che dire che sono disposto a farle, non posso fare... •. Prima di aggiungere: •Bisogna capire quale Pdl: ci sono tre o quattro Pdl, in Lombardia, c'è una componente che fa capo a Formigoni che appoggia Albertini, mentre la segreteria regionale dice il contrario. Noi abbiamo cominciato a costruire una grande alleanza che mi sostiene, poi se il Pdl o una parte del Pdl ci sta, bene. Se no, pazienza•. Per questo, per sondare la reale volontà del Pdl, Maroni ha delegato il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini, di avviare un confronto che avrà tempi strettissimi. •Pronti a un confronto su proposte concrete – ha quindi precisato lo stesso Salvini - non sui nomi, perché il candidato più forte c'è già, e si chiama Maroni e chi vuole sostenere lui, e con lui la sua battaglia per tenere finalmente il 75% delle tasse dei lombardi in Lombardia, si può fare avanti, ma velocemente. Detto questo siamo pronti a confrontarci sui progetti concreti per i lombardi con tutti, inclusi gli amici del Pdl: sentiamo anche da loro che intenzioni hanno per la nostra Lombardia. Soltanto - ha concluso il segretario della Lega Lombarda - non possiamo perdere tempo, per cui qualunque cosa si voglia fare va fatta ma senza perdita di tempo•. Parole chiare, messaggi chiari, per chi ha orecchie per intendere. La Lega va avanti dritta per la strada, con coraggio e ambizione. E Maroni pur dichiarandosi soddisfatto •dei sondaggi che dicono che siamo oltre il 6%• alza lo stesso l 'asticella verso l'alto. •Penso all'8, al 9, al 10%. Mai porre limiti alla crescita e all'ambizione•. Quindi un messaggio all'eterogeneo elettorato grillino. •Ci sono analogie – ha convenuto Maroni replicando ad una domanda di Fabio Fazio -tra la Lega della prima ora e il movimento di Grillo. Anche noi siamo nati con quella carica contro la politica di allora, ma in più avevamo il valore del federalismo. Forse qualche leghista voterà per Grillo, ma noi - ha concluso il leader leghista – abbiamo l'ambizione di convincere gli elettori di Grillo che farebbero meglio a votare per la Lega•.

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