"La Padania 08.10.2012"
Con il consenso della gente si può fare tutto: cambiare il Governo, sostituire la bandiera, unirsi ad un altro Paese, formarne uno nuovo». Con questa frase di •uno che se ne intendeva», Roberto Maroni chiude il suo discorso dal palco di Venezia. Ricordando Gianfranco Miglio, •il nostro faro, il nostro punto di riferimento » il segretario federale della Lega Nord affronta per la prima volta da leader il popolo di Venezia. In questa citazione sta il senso dei suoi primi mesi di guida all'insegna della concretezza e di una rinnovata credibilità. •Continuiamo le battaglie di Miglio, di libertà e di civiltà dei nostri popoli» sottolinea Maroni, che lancia a tutti gli amministratori della Lega un invito pressante: •Serve più coraggio, dobbiamo riprenderci il nostro futuro. La Lega c'è, ed è pronta a combattere». Le prossime iniziative del Carroccio partiranno proprio dal territorio, con la protesta fiscale e la disobbedienza civile. Nel mirino, il Governo Monti. O, per dirla con le parole del segretario leghista, di •falli monti». Le dimensioni del disastro dei professori stanno tutte nei numeri che Maroni elenca davanti a 12 mila mili tanti e sostenitori {il 20% in più rispetto al passato): dal Pii di un Paese in piena recessione all'inflazione più che raddoppiata che riduce il valore delle buste paga, passando per la disoccupazione giovanile, con un 35% di giovani senza lavoro e senza futuro. Un disastro che porta il nome di Mario Monti e di quei partiti che lo sostengono, Pd e Pdl.
Maroni non usa mezzi termini perché di fronte a questo scenario le iniziative messe in campo dal Governo sono fallimentari. Il leader leghista cita •la vergogna dei 900 milioni regalati alla Sicilia, o la riforma Fornero che va immediatamente cancellata, un errore fatto da persone che non sanno di cosa parlano. lo, da ministro del Welfare, avevo fatto la ri forma che portava il nome di Marco Biagi, per aiutare i giovani ad entrare più facilmente nel mercato. Serviva allora e serve oggi, non si può rendere più difficili e costose le assunzioni». Ma secondo l'ex ministro degli Interni non siamo di fronte solo a incapacità, c'è di più. •Noi avevamo chiesto la creazione di aree franche urbane per le zone colpite dal terremoto in Emilia, ma in Parlamento ci hanno risposto di no perché mancavano i soldi. Eppure qualche giorno fa si sono inventate dodici nuove aree tutte al Sud. Guarda caso, per loro i soldi ci sono sempre». L'elenco delle misure contro il Nord è lunghissimo. Maroni ricorda •il patto di stabili tà, una misura esistente solo in Italia che serve a penalizzare ulteriormente i Comuni virtuosi del Nord ». La strada da seguire, secondo Maroni, è un'altra: •Commissariare i Comuni che non funzionano, non i nostri». E il popolo di Venezia scatta in un applauso che testimonia la rabbia di chi è costretto a tirare la cinghia perché altri possano continuare a sprecare. •Basta - incalza Maroni - il Nord deve sempre pagare per il Sud, queste sono regole che vogliamo cancellare. Le stesse cose le faceva Cirino Pomicino che almeno non era del Nord». Oggi come allora, i soldi del c'è la Lega c'è speranza e c'è democrazia». La battaglia si annuncia dura. Ma il Carroccio si sta attrezzando. La prima tappa è avvenuta a Torino con gli Stati Generali del Nord •per ascoltare gli imprenditori, che ci hanno fornito spunti interessanti». A Venezia sono stati distribuiti duemila libretti riassuntivi delle idee e delle proposte nate a Torino. Nei prossimi giorni verranno distribuiti alle sezioni centinaia di migliaia di volantini. Gli imprenditori hanno con segnato al Carroccio il loro •lamento tragico ma ben Nord fanno gola. •Vogliono spremerei, e con l'lmu ci stanno riuscendo». La Lega si impegna a cancellare l'imposta sulle case, come quella sui capannoni •che ha provocato un rincaro fiscale del 90%alle aziende ». E se per caso i bravi amministratori locali del Nord sono riusciti a tenere qualche euro in cassa dopo il passaggio dello Stato, ecco •la rapina della tesoreria unica» usata anche per finanziare Roma Capitale. •Pensate che per due centimetri di neve hanno chiesto addirittura due miliardi di euro». E ora, dopo aver spogliato il Nord delle sue ricchezze, sudate e guadagnate, ecco l'attacco finale, •il tentativo di ridurre i poteri delle Regioni, come nel Ventennio. Non vorrei che il Governo mandi anche i podestà al posto dei prefetti ». Ma il Carroccio non starà a guardare. •La Lega dei comuni difenderà la democrazia. Non mi piace essere governato da chi non è mai stato eletto e non fa gli interessi del popolo. Finché motivato da una pressione fiscale che al Nord ha raggiunto livelli da record mondiale e nel triennio 2012- 2014 registrerà un ulteriore aumento di 19 miliardi». Tasse su tasse che, osserva Maroni, stanno portando a quella •secessione morbida, con le imprese che se ne vanno, che non ci piace perché rischia di svuotare il Nord». Occorre cambiare. Subito e bene. Realizzare il vero Federalismo, che vuoi dire •padroni a casa nostra, tenendoci i nostri soldi». Maroni cita il primo punto del Manifesto per il Nord realizzato a Torino, un programma economico che disegna anche una prospettiva di riforma costituzionale. •Come ha detto Umberto Bossi, noi vogliamo creare I'Euroregione del Nord, per tenerci il 75% delle nostre risorse». Oggi, Lombardia, Veneto e Piemonte per ogni 100 euro di tasse si tengono solo 35 euro. •Per anni abbiamo mantenuto gli altri, ora vogliamo mantenere noi stessi », ribadisce Maroni tra gli applausi. Ma occorre darsi da fare, •raccogliere milioni di firme su l nostro progetto di riforma costituzionale per obbligare Roma ad ascoltare. Dobbiamo essere più cattivi, far sentire la nostra voce. Serve coraggio. Abbiamo scelto la via gandhiana, della non violenza, ma per portare avanti la strada della disobbedienza civile e della protesta fiscale serve coraggio da parte dei nostri sindaci e dei nostri governatori». Si fa su l serio. Nel giro di un mese, in Veneto, si terrà una grande assemblea con gli amministratori veneti per tracciare la strada. lmu, tesoreria unica, patto di stabilità: la lotta sarà su ogni fronte. In italia come in Europa. E •se la Lega andrà avanti unita sarà imbattibile, tornerà ad essere la potentissima».
Maroni non usa mezzi termini perché di fronte a questo scenario le iniziative messe in campo dal Governo sono fallimentari. Il leader leghista cita •la vergogna dei 900 milioni regalati alla Sicilia, o la riforma Fornero che va immediatamente cancellata, un errore fatto da persone che non sanno di cosa parlano. lo, da ministro del Welfare, avevo fatto la ri forma che portava il nome di Marco Biagi, per aiutare i giovani ad entrare più facilmente nel mercato. Serviva allora e serve oggi, non si può rendere più difficili e costose le assunzioni». Ma secondo l'ex ministro degli Interni non siamo di fronte solo a incapacità, c'è di più. •Noi avevamo chiesto la creazione di aree franche urbane per le zone colpite dal terremoto in Emilia, ma in Parlamento ci hanno risposto di no perché mancavano i soldi. Eppure qualche giorno fa si sono inventate dodici nuove aree tutte al Sud. Guarda caso, per loro i soldi ci sono sempre». L'elenco delle misure contro il Nord è lunghissimo. Maroni ricorda •il patto di stabili tà, una misura esistente solo in Italia che serve a penalizzare ulteriormente i Comuni virtuosi del Nord ». La strada da seguire, secondo Maroni, è un'altra: •Commissariare i Comuni che non funzionano, non i nostri». E il popolo di Venezia scatta in un applauso che testimonia la rabbia di chi è costretto a tirare la cinghia perché altri possano continuare a sprecare. •Basta - incalza Maroni - il Nord deve sempre pagare per il Sud, queste sono regole che vogliamo cancellare. Le stesse cose le faceva Cirino Pomicino che almeno non era del Nord». Oggi come allora, i soldi del c'è la Lega c'è speranza e c'è democrazia». La battaglia si annuncia dura. Ma il Carroccio si sta attrezzando. La prima tappa è avvenuta a Torino con gli Stati Generali del Nord •per ascoltare gli imprenditori, che ci hanno fornito spunti interessanti». A Venezia sono stati distribuiti duemila libretti riassuntivi delle idee e delle proposte nate a Torino. Nei prossimi giorni verranno distribuiti alle sezioni centinaia di migliaia di volantini. Gli imprenditori hanno con segnato al Carroccio il loro •lamento tragico ma ben Nord fanno gola. •Vogliono spremerei, e con l'lmu ci stanno riuscendo». La Lega si impegna a cancellare l'imposta sulle case, come quella sui capannoni •che ha provocato un rincaro fiscale del 90%alle aziende ». E se per caso i bravi amministratori locali del Nord sono riusciti a tenere qualche euro in cassa dopo il passaggio dello Stato, ecco •la rapina della tesoreria unica» usata anche per finanziare Roma Capitale. •Pensate che per due centimetri di neve hanno chiesto addirittura due miliardi di euro». E ora, dopo aver spogliato il Nord delle sue ricchezze, sudate e guadagnate, ecco l'attacco finale, •il tentativo di ridurre i poteri delle Regioni, come nel Ventennio. Non vorrei che il Governo mandi anche i podestà al posto dei prefetti ». Ma il Carroccio non starà a guardare. •La Lega dei comuni difenderà la democrazia. Non mi piace essere governato da chi non è mai stato eletto e non fa gli interessi del popolo. Finché motivato da una pressione fiscale che al Nord ha raggiunto livelli da record mondiale e nel triennio 2012- 2014 registrerà un ulteriore aumento di 19 miliardi». Tasse su tasse che, osserva Maroni, stanno portando a quella •secessione morbida, con le imprese che se ne vanno, che non ci piace perché rischia di svuotare il Nord». Occorre cambiare. Subito e bene. Realizzare il vero Federalismo, che vuoi dire •padroni a casa nostra, tenendoci i nostri soldi». Maroni cita il primo punto del Manifesto per il Nord realizzato a Torino, un programma economico che disegna anche una prospettiva di riforma costituzionale. •Come ha detto Umberto Bossi, noi vogliamo creare I'Euroregione del Nord, per tenerci il 75% delle nostre risorse». Oggi, Lombardia, Veneto e Piemonte per ogni 100 euro di tasse si tengono solo 35 euro. •Per anni abbiamo mantenuto gli altri, ora vogliamo mantenere noi stessi », ribadisce Maroni tra gli applausi. Ma occorre darsi da fare, •raccogliere milioni di firme su l nostro progetto di riforma costituzionale per obbligare Roma ad ascoltare. Dobbiamo essere più cattivi, far sentire la nostra voce. Serve coraggio. Abbiamo scelto la via gandhiana, della non violenza, ma per portare avanti la strada della disobbedienza civile e della protesta fiscale serve coraggio da parte dei nostri sindaci e dei nostri governatori». Si fa su l serio. Nel giro di un mese, in Veneto, si terrà una grande assemblea con gli amministratori veneti per tracciare la strada. lmu, tesoreria unica, patto di stabilità: la lotta sarà su ogni fronte. In italia come in Europa. E •se la Lega andrà avanti unita sarà imbattibile, tornerà ad essere la potentissima».

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