"La Padania 02.10.2012"
Neanche il tempo di rientrare nella casa, off-limits per mesi a causa del terremoto, che subito arriva una sorpresa. La meno gradita. La busta paga di settembre, in fondo all'interminabile colonna delle trattenuta, reca un numero impossibile: zero. Succede nel Mantovano, dove molti lavoratori dipendenti si sono visti presentare il conto dal Governo tutto in una botta sola. L'esecutivo infatti, dopo il terremoto del maggio scorso, aveva concesso alle imprese dei 34 comuni mantovani colpiti una sospensione dagli obblighi fiscali e quindi anche dal pagamento dell ' lrpef. Ma alla fine dell 'estate, con le scadenze dei bilanci che si avvicinano, tanta generosità è dev'essere parsa davvero fuori luogo al ministero dell 'Economia: vi siete tenuti l'irpef per quattro mesi? Adesso ce la ridate. Tutta. Subito. Le aziende, tutti i soggetti che fanno da sostituto d' imposta e gli studi di consulenza del lavoro che preparano le buste paga, insomma, non hanno così avuto alternative e a rimetterci - guarda caso - sono stati i lavoratori. Che nella busta paga di settembre non hanno trovato quasi nulla. In tanti s i sono dovuti accontentare di due-trecento euro ma a qualcuno è toccato anche meno. A denunciare la terribile situazione di molti lavoratori del Mantovani è la Cgil locale: •Il Governo non ha tenuto minimamente conto delle nostre proposte - spiega il segretario mantovano del sindacato Massimo Marchini - e la sospensione degli adempimenti tributari non ha compreso i lavoratori dipendenti, agevolando di fatto solo i lavoratori autonomi•.
Il risultato è, appunto, che lo stipendio di settembre è talmente magro da essere trasparente. Una situazione inaccettabile secondo il sindacato, non solo perché si è creata di fatto una disparità tra cittadini dello stesso territorio, ma anche perché molti lavoratori stanno ancora lottando con i disagi e le difficoltà del post terremoto e farlo senza stipendio è infinitamente più complicato. A rendere ancora più amara la beffa per questi cittadini mantovani anche la consapevolezza che in altre occasioni, per esempio per il terremoto in Abruzzo del 2009, il comportamento delle istituzioni fu di tutt'altro tenore. •Non chiediamo favori o trattamenti particolari - dice ancora Marchini - vogliamo solo essere trattati come tutti gli altri territori terremotati•. Il responsabile mantovano della Cgil ricorda infatti che per i lavoratori dell 'Aquila il pagamento delle imposte è stato sospeso per 14 mesi e la restituzione, solo del 40%, è stata spalmata su 120 rate. E nel caso del sisma dell'Umbria il regime fiscale era stato ancora di più ammorbidito. •Non si capisce perché - dice Marchini - i Mantovani debbano ricevere un trattamento così penalizzante•. Per cercare una soluzione il sindacato ha chiesto un incontro al ministro ministro dell 'Economia, Vittorio Grilli , •ma finora - constata amaramente Marchini - non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E questo nonostante sul suo tavolo da venti giorni ci sia anche una lettera firmata da Cgil Cisl e Uil •. Nell 'attesa che l'esecutivo si decida a convocare i rappresentanti dei lavoratori e ad affrontare la situazione, dal sindacato arriva un appello rivolto alle imprese e ai consulenti del lavoro: agite con cautela, perché questo è un territorio già abbastanza ferito. Non è il caso di umiliarlo ulteriormente.
Il risultato è, appunto, che lo stipendio di settembre è talmente magro da essere trasparente. Una situazione inaccettabile secondo il sindacato, non solo perché si è creata di fatto una disparità tra cittadini dello stesso territorio, ma anche perché molti lavoratori stanno ancora lottando con i disagi e le difficoltà del post terremoto e farlo senza stipendio è infinitamente più complicato. A rendere ancora più amara la beffa per questi cittadini mantovani anche la consapevolezza che in altre occasioni, per esempio per il terremoto in Abruzzo del 2009, il comportamento delle istituzioni fu di tutt'altro tenore. •Non chiediamo favori o trattamenti particolari - dice ancora Marchini - vogliamo solo essere trattati come tutti gli altri territori terremotati•. Il responsabile mantovano della Cgil ricorda infatti che per i lavoratori dell 'Aquila il pagamento delle imposte è stato sospeso per 14 mesi e la restituzione, solo del 40%, è stata spalmata su 120 rate. E nel caso del sisma dell'Umbria il regime fiscale era stato ancora di più ammorbidito. •Non si capisce perché - dice Marchini - i Mantovani debbano ricevere un trattamento così penalizzante•. Per cercare una soluzione il sindacato ha chiesto un incontro al ministro ministro dell 'Economia, Vittorio Grilli , •ma finora - constata amaramente Marchini - non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E questo nonostante sul suo tavolo da venti giorni ci sia anche una lettera firmata da Cgil Cisl e Uil •. Nell 'attesa che l'esecutivo si decida a convocare i rappresentanti dei lavoratori e ad affrontare la situazione, dal sindacato arriva un appello rivolto alle imprese e ai consulenti del lavoro: agite con cautela, perché questo è un territorio già abbastanza ferito. Non è il caso di umiliarlo ulteriormente.

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