"Il Vostro Quotidiano 03.08.2012"
È mezza rivolta (nordista) contro la solita Sicilia
sprecona. E contro lo Stato
centrale sempre pronto a coprire i debiti contratti da Palermo. Cresce infatti
l’indignazione per la decisione presa stamane dal Cipe (il Comitato
interministeriale per la programmazione economica, organismo statale
creato presieduto dal presidente del Consiglio dei ministri), che ha
sbloccato oltre 343
milioni di euro per la copertura del debito sanitario della Regione Sicilia.
È questo uno degli interventi previsti nell’ambito della programmazione delle
risorse residue del Fondo di Sviluppo e Coesione.
FORMIGONI - Qualche ora e le reazioni non si sono fatte attendere. Stranamente ancora silente la Lega Nord, il primo a dar fuoco le polveri è stato, per una volta, il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: «Il Cipe ha stanziato 343 milioni per la copertura del debito sanitario della regione Sicilia, è una sassata alla nuca delle altre Regioni italiane, in particolare di quelle virtuose, quindi soprattutto della Lombardia».
Il governatore ha definito «inaccettabile» l’intervento del Cipe, soprattutto dopo che il Governo «ha tolto 900 milioni dal fondo sanitario nazionale con 144 milioni di euro di danno per la Lombardia». Insomma, secondo Formigoni è «un invito a sperperare perché chi fa buchi trova sempre mamma Stato che li copre, un messaggio straordinariamente negativo».
Il governatore ha definito «inaccettabile» l’intervento del Cipe, soprattutto dopo che il Governo «ha tolto 900 milioni dal fondo sanitario nazionale con 144 milioni di euro di danno per la Lombardia». Insomma, secondo Formigoni è «un invito a sperperare perché chi fa buchi trova sempre mamma Stato che li copre, un messaggio straordinariamente negativo».
COTA – In serata è giunto anche il commento piccato del “collega” piemontese Roberto Cota: «Vorrei capire perché il Piemonte sta rispettando un severo piano di rientro per i disavanzi sanitari del passato ed alla Sicilia vengono trasferiti questi 343 milioni. Faccio presente che anche noi abbiamo crediti residui con lo Stato, però non ci hanno anticipato nulla. In più abbiamo il merito di aver fatto subito una riforma sanitaria necessaria per la sostenibilità del sistema».

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