venerdì 20 luglio 2012

REFERENDUM CONTRO IL CAPPIO DI BRUXELLES

"Fabrizio Carcano"
"La Padania 19.07.2012"


Il Nord non pagherà il conto per gli altri. Nessuno pensi di far pagare al Nord i debiti della Sicilia. Roberto  Maroni, Segretario federale della Lega Nord, non gira intorno alle parole e di fronte al precipitare degli  venti  in Sicilia, di fronte all’approssimarsi di un vero e proprio catastrofico default dei bilanci dell’isola, lancia un monito chiarissimo tanto a Palazzo Chigi quanto al Quirinale, proprio nelle ore in cui Mario Monti e Giorgio Napolitano si incontrano per discutere della crisi siciliana: «Avviso a Monti e Napolitano: non pensate di far  pagare ancora una volta al Nord i debiti folli della Sicilia. Il Nord ha già dato, ora basta ». Un messaggio  tranciante e inequivocabile che il segretario federale leghista sceglie di affidare alla sua frequentatissima bacheca di facebook, proprio nel giorno in cui la Lega Nord fa il suo approdo ufficiale sul più importante social network del mondo, attraverso una sua pagina ufficiale raggiungibile all’indirizzo https://www.facebook.com/pages/Lega-Nord-Padania/422703967772535. «La nuova pagina sarà un ulteriore strumento di crescita e di dibattito per tutti colori che credono nei nostri ideali e ne condividono il  programma politico», commenta a riguardo Maroni che saluta poi con altrettanto entusiasmo anche lo sbarco  virtuale del Carroccio anche sull’altro grande social network mondiale, twitter, dove la Lega sarà  rintracciabile a questo link: https://twitter.com/LegaNordPDN. Piattaforme virtuali ma la solita concretezza  della Lega e del suo segretario federale che sgombra il campo da ogni possibile equivoco fin dall’inizio: non si pensi che dal Nord possa arrivare anche un solo euro per rimediare ai pasticci altrui. Perchè il Nord ha già dato, basti pensare allo sciagurato provvedimento ripiana-debiti varato nel 2007 dall’allora Governo di centrosinistra di Romano Prodi, nonostante la ferma e solitaria opposizione del Carroccio, per chiudere gli enormi buchi neri nei bilanci della sanità di sei regioni del Sud. 
O all’eterna manfrina dei rifiuti di Napoli, altra  sanguisuga storica, negli ultimi tre lustri, di soldi dei contribuenti padani. Che questa volta non si faranno  spennare, non faranno le formichine che rivengono chiamate ad aggiustare i danni provocati da chi invece ha  sempre fatto la cicala. Un messaggio chiaro, tanto al premier quanto al capo dello Stato, per evitare, come  facilmente prevedibile in questi casi, che il default siciliano venga poi ripianato con una bella tassetta ad hoc,  magari sotto Ferragosto, che poi pagano i soliti fessi del Nord... Anche se, viste le cifre di cui si parla, più  che un’imposta sarebbe necessaria una vera e propria manovra correttiva, ma questi sono problemi che non  riguardano il Nord. Non questa volta. Perchè il Nord ha già dato. Chiaro e tranciante. Come chiaro e  tranciante Maroni lo è stato in un’intervista rilasciata a Vittorio Zincone su Sette, dove il segretario leghista ha parlato della Lega, della bufera mediatico-giudiziaria che ha investito il movimento nella scorsa primavera, ma  anche di tanti altri temi caldi dell’attuale agenda politica. Partendo dal suo delicato ruolo di segretario  federale e della leadership attribuitagli dal congresso federale: «Ho detto chiaramente ai delegati del  congresso: 'Se mi eleggete sappiate che voglio pieni poteri. Sulla linea politica e sulla gestione del partito'. Mi  hanno eletto ». Poi sui ruoli interni al partito: «La presidenza di Bossi è un ruolo affettivo. Non ha nessun  potere. E’ il riconoscimento concesso alla sua storia personale». Quindi una riflessione sulla delusione  manifestata dalla base leghista sulla decennale alleanza con Forza Italia prima e il Pdl dopo: «I nostri militanti sanno che se per raggiungere il federalismo ti allei  con qualcuno, qualche concessione la devi fare.  Dopodichè - ha precisato Maroni riferendosi al calo in termini di consensi elettorali alle ultime amministrative - fino alla vicenda dei soldi investiti da Belsito in Tanzania non abbiamo avuto problemi». A seguire una  stoccata al presidente del Consiglio, immortalato dalle telecamere nella tribuna dello stadio di Kiev durante la disfatta azzurra contro la Spagna nella finale dei recenti Europei di calcio. Una passerella di sorrisi e strette di  mano, in un Paese dove sono avvenute e avvengono gravi violazioni dei diritti civili, in particolare nei  confronti del leader dell’opposizione, Yulia Tymoschenko. «Una volta lì - ha osservato riferendosi a Monti -  si sarebbe dovuto togliere la giacca e avrebbe dovuto mostrare una maglietta con su scritto 'Tymoshenko libera’. Io lo avrei fatto». Infine una battuta sulla legge elettorale: «Per la Lega Nord la soluzione migliore è la  legge friulana: proporzionale, con una sola preferenza e il premio di maggioranza Una proposta in parte già illustrata lunedì scorso dopo la segreteria politica, una proposta che prevede un premio di governabilità alla  coalizione che raggiunge il 45%, il ritorno della preferenza su base circoscrizionale e uno sbarramento al 4%  nazionale anche per i partiti inclusi in una coalizione e per i partiti territoriali uno sbarramento al 6% in almeno  tre circoscrizioni per la Camera e sempre al 6% su base regionale al Senato.

Nessun commento:

Posta un commento