Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove viveva sua madre. Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi, carica di circa 100 kg di esplosivo a bordo, detonò al passaggio del giudice, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu Antonino Vullo, ferito mentre parcheggiava uno dei veicoli della scorta. Solo qualche mese prima, il 23 maggio nell'attentato di Capaci aveva perso la vita il giudice Giovanni Falcone, suo grande amico e collega, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Vent’anni sono passati da quei giorni sconvolgenti. Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio inviato ai magistrati di Palermo per ricordare Borsellino ha scritto: «Si sta lavorando, si deve lavorare senza sosta e senza remore per le rivelazione e sanzione di errori ed infami che hanno inquinato la ricostruzione della strage di via D’Amelio».
«Si deve giungere alla definizione dell’autentica verità su quell'orribile crimine - prosegue il capo dello Stato - Che costò la vita a un grande magistrato protagonista con Falcone di svolte decisive per la lotta contro la Mafia». «Paolo Borsellino e Giovanni Falcone sono patrimonio di tutti coloro che vogliono un paese libero dai tentacoli mafiosi. Onoriamo, nell’anniversario di Via D’Amelio, un uomo che, distrutto dalla morte del suo amico e collega, nei 60 giorni che lo hanno diviso dall’assassinio di Falcone, ha continuato imperterrito a lottare contro la mafia delle bombe e dei colletti bianchi. Dunque un consiglio a chi oggi vuole etichettare Borsellino di qua o di là: era un uomo, un magistrato che rappresentava in terra di Sicilia la gente onesta di tutto il nostro Paese». Così i senatori della Lega Nord in commissione Antimafia, Gianpaolo Vallardi, Armando Valli ed Angela Maraventano a nome di tutto il gruppo parlamentare del Carroccio.

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