Ci ha messo ben quarantasei giorni ed un mare di polemiche, raccogliendo anche una manifestazione di protesta organizzata dai dipendenti della Fondazione del Teatro Regio che vedono in pericolo il futuro del loro lavoro per l’inerzia del sindaco, ed ipotecando in senso disastrosamente negativo il futuro e l’immagine di un Movimento Cinquestelle “istituzionale”. Federico Pizzarotti, l’esponente grillino eletto a sorpresa alla carica di primo cittadino del Comune di Parma ha completato soltanto ieri mattina la sua giunta, nominando Laura Rossi alla carica di assessore al Welfare del Comune di Parma. Nella conferenza stampa di presentazione, il primo cittadino ha voluto spiegare ciò che ha continuato a ripetere, e cioè che la scelta è stata effettuata in base ai “curricula” presentati. Pizzarotti ha insistito su come «la scelta sia scaturita sulla base della valutazione del curriculum vitae e delle qualità etiche e morali della stessa, nella direzione della valorizzazione dei dipendenti comunali».
Curioso il fatto che l’assessore Rossi, sia un’ex dipendente del Comune ora in aspettativa, e che ha ricoperto il ruolo di responsabile della struttura operativa adulti e minori che fa capo proprio all’assessorato che ora ricopre come politica. «Partecipazione e condivisione » vogliono essere le parole chiave della sua linea politica. «Le nuove azioni ed i progetti che interesseranno il welfare - ha precisato l’assessore - saranno, dunque, costruite e condivise, tenendo conto delle risorse disponibili ». Nulla di particolarmente rivoluzionario, fino a qui. «Questo, attraverso un confronto constante e proficuo prima di tutto con le persone, dipendenti comunali e operatori delle altre istituzioni, che sono quotidianamente a contatto con le problematiche socio sanitarie - ha aggiunto Rossi - ma anche con i soggetti che hanno contribuito a fare di Parma un laboratorio del sociale ed un punto di riferimento anche a livello regionale in questa materia: il terzo settore, il mondo del volontariato e l’associazionismo» . Un’azione «ad ampio raggio - dunque - che avrà come obiettivo la costruzione di un welfare partecipato che parta dal basso ». Sarà pure, ma di certo è dal basso dei dipendenti della Fondazione del Regio che è partita la contestazione al neo sindaco, che non ha mai convocato il cda dell’organismo. Non si sa se il sovrintendente sarà confermato, e che fine farà il Festival Verdi, ancora senza programmazione. E giovedì il secondo Consiglio comunale è stato accompagnato da un coro poco gradito: quello dei fischietti dei lavoratori a rischio.
Gi. Pol.

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