"La Padania 03.07.2012"
Tra le righe di ogni ‘’risposta’’ sembra leggere il pensiero di Miglio quando denunciava la macroscopica divisione tra due strati di cittadini: coloro che cercano di produrre ricchezza, confidando di salvarne almeno una parte dalla rapina fiscale e dai ‘trasferimenti’ e coloro che si servono del potere politico per godere dei frutti del lavoro altrui. I secondi vivono alle spalle dei primi. Tutte le risposte hanno qualcosa di Miglio, tutte le risposte a quella che e’ non solo il tema del Congresso federale della Lega Nord, ma che potrebbe essere la domanda chiave di questa due giorni di lavori: Prima il Nord. Perché? ‘’Solo il Nord potrà trascinare una nuova Italia, perché ha livelli imprenditoriali superiori al Baden Wurttenberg, ma potrà farlo solo attraverso un risanamento che avvenga con un reale taglio degli sprechi’’. Il sen. Fabio Rizzi non ha dubbi: ‘’Per salvare la baracca bisogna diminuire la pressione fiscale che al 55% è insostenibile e unita all’inaccessibilita’ al credito e’ destinata a portare le nostre imprese alla dismissione’’.
Quindi, conclude Rizzi, è ora di finirla con uno Stato fallimentare e un Governo liquidatore che, per mantenere un sistema fatto di clientele e assistenzialismo, vessano la parte produttiva e trainante, il Nord appunto, fino a trascinarlo al fallimento’’. Prima il Nord, per il sen. Paolo Franco, “significa riconoscere che l’Italia nata dal Risorgimento non ha funzionato e che, quindi, bisogna cambiarla sulle orme del pensiero di Cattaneo e di Miglio’’. “Il Sud ha avuti secoli di contiguita’ mediterranea. Una storia diversa dalla nostra – dice – mentre quella della Padania è la storia d’Europa’’. “E’ la locomotiva di un treno’’, invece per la sen. Irene Aderenti. “Il motore di questo treno è il Nord – spiega – e se si ingrippa o resta senza carburante si ferma il treno, si ferma il Paese. In questa partita dobbiamo giocare con forza, responsabilità e compattezza’’. Secca la risposta del sen. Mario Pittoni che stigmatizza quella che ritiene ‘’una palla al piede: il centralismo romano’’. Prima il Nord, dice il senatore leghista “perché siamo la prima regione europea e la Lega Nord può imporre il riconoscimento delle ragioni del Nord’’. “E’ l’unica soluzione per il futuro, non ce n’e’ un’altra – risponde il sen. Gianvittore Vaccari – e se non diciamo stop anche il Nord diventera’ povero. Dall’Unità d’Italia Roma ha sempre agito prima per il sud, usando e sprecando le risorse del nord’’. Una risposta, quella del sen. Sergio Divina, che rompe i vecchi concetti schematici nord-sud e che si fonda su quello di ‘’popoli montanari’’. ‘’Un’Europa e un’Italia - spiega Divina – diversi per cultura ma uniti dalla montagna. Ma i territori montani sono i piu’ svantaggiati con imprese e attività marginali e quindi meno competitivi. Prima il nord significa non dimenticare i bisogni interni e, sulla base del principio del buon padre di famiglia, vengono prima i nostri figli. Il Nord è grande – conclude Divina – e saprà fare la sua parte nei confronti di chiunque’’
IN POCHE RIGHE
La commozione di Bossi e l’affetto di Maroni sono nel cuore e nella mente di tutti. Guardare avanti, senza mai dimenticare la Padania e la questione settentrionale è l’impegno che Maroni ha preso. La stagione dei congressi è conclusa, a Maroni la piena responsabilità di guidare il Carroccio e con il vincolo che il Movimento non cambierà la sua identità. L'obiettivo resta ''l'indipendenza della Padania''. Lo sancisce l'articolo 1’articolo uno dello Statuto che, promette Maroni, ''non si tocca''. S’apre una stagione nuova e i voti che la Lega ha perduto, prima o poi, più prima che poi, torneranno tutti e moltiplicati. Chiusa la sceneggiata del tipo così fan tutti, fatta pulizia, a chi i cittadini padani daranno il loro voti? Padania libera resta il traguardo; a chi affidarsi per raggiungerlo? Nessun partito, nessun movimento presente in Parlamento e fuori crede e lotta per svincolare la Padania dal cappio romano. Si è percorsa l’unica strada possibile, quella
della grande riforma federale. Si è trasformata in un “ cul de sac” con la beffa di arrivare sul filo di lana per poi essere presi in giro. Chiusa una porta, se ne apre un’altra quella dell’Europa dei popoli, delle macroregioni, tra cui quella Alpina, lontana da Roma Capitale che resterà tale per chi così la concepisce. Maroni è in Lega da sempre, ha dimostrato nei ruoli di governo delle capacità straordinarie. Particolarmente importante quella di ministro dell’interno, senza dubbio il migliore in assoluto dell’era repubblicana, per cui si spera che non deluderà l’aspettativa come segretario di partito. ''Sarò un segretario senza tutele, senza commissariamenti, senza ombre e con il coinvolgimento di tutti''. Poi il progetto:: ''Il primo obiettivo è commissariare il governo Monti senza possibilità di reintegro'', e ''Via da Roma significa via dalle poltrone e dalla Rai. Via da Roma significa che del problema delle alleanze chi se ne frega”. C’è l’uomo che ha decapitato le mafie e quella romana è la più pericolosa, si camuffa, convince, seduce, poi stritola e distrugge. Il fondatore, ancor oggi militante, è ancora lì e la sua voce dopo la comprensibile emozione, sarà sempre preziosa.

Nessun commento:
Posta un commento