"La Padania 05.07.2012"
Ha “spaccato” il Paese, varato una riforma delle pensioni che scontenta tutti e non piace a nessuno, ha “dimenticato” per strada 240mila esodati, aperto un conflitto generazionale tra padri e figli, portato i livelli di disoccupazione a record storici…. eppure la maggioranza di governo ancora la difende. Proprio lei, Elsa Fornero, il ministro che si è messo a piangere in conferenza annunciando i sacrifici ai quali l’Esecutivo avrebbe sottoposto il Paese, oggi fa piangere l’Italia. Ma in pochi nei Palazzi della politica romana sembrano accorgersene. «Lei non gode di alcuna stima, non gode di considerazione né di fiducia. Più che il ministro del Lavoro, lei è il ministro della disoccupazione » ha attaccato il presidente dei parlamentari leghisti ala Camera, Gianpaolo Dozzo. «Lei è stata arrogante con i sindacati, superficiale col Parlamento, colpevolmente indifferente verso i lavoratori, contraddittoria con l’Inps. Lei non può fare a meno della sua sedia, ma il Paese può fare benissimo a meno di lei».
Il ministro Elsa Fornero, ha sottolineato il Segretario Federale della Lega Nord, Roberto Maroni, «non ha la fiducia dei gruppi politici che però non la sfiduciano perché hanno timore che cada il governo. E' il solito atteggiamento della politica italiana ». «In aula – ha spiegato - , con il nostro capogruppo Dozzo, abbiamo usato le parole di chi, negli altri partiti, nelle scorse settimane, ha sfiduciato la Fornero e oggi si rimangia quello che ha detto». Poi, incalzato dai cronisti ha aggiunto: «Peccato che il ministro non sia stato sfiduciato. Non dimentichiamoci che tra i suoi risultati c’è l’incremento della disoccupazione giovanile. Se poi la risposta all’incremento record del tasso di disoccupazione giovanile sono le 1626 imprese che chiudono ogni giorno, non ci siamo. Siccome il ministro Fornero che è stato artefice di questi risultati non se ne pente, deve essere sfiduciato». Durissimo anche Antonio di Pietro che rivolgendosi direttamente al ministro ha attaccato: «Lei ha commesso un imbroglio gravissimo, ha affermato il falso, mentendo sapendo di mentire». Un chiaro riferimento alla questione degli esodati. «Carta canta», ha aggiunto leggendo una dichiarazione del ministro sul numero di coloro che rischiano di non avere nè lavoro nè pensione. Poi, ha concluso di Pietro, «ha detto che il lavoro non è un diritto, non può fare il ministro chi viola la Costituzione, ancora più gravemente offensiva la successiva giustificazione, cioè che i giovani devono fare sacrifici per avere un lavoro ». Su posizioni differenti il Pdl che a parole ha più volte criticato l’operato del Governo, ma che alla fine è rientrato nei ranghi sostenendolo. «Ho ampiamente criticato la riforma delle pensioni e del lavoro, ma voglio assicurare che non ha provato imbarazzo ed esitazione a motivare il voto contrario del mio gruppo. Voteremo contro con convinzione» ha spiegato Giuliano Cazzola. «Il ministro del Lavoro – ha concluso - può continuare il suo lavoro, magari con un po' più di attenzione e gradualità ». A ruota Alessandro Maran , vicepresidente dei deputati del Partito Democratico secondo il quale errori ce ne sono stati a cominciare da quello della sottovalutazione del dramma degli esodati, ma «come tutti gli esseri umani, anche gli scienziati (e i tecnici) fanno degli errori, ma tanto il metodo scientifico che il processo politico è pensato per scovarli e correggerli». Dalla parte della Fornero anche Fli: «Non voteremo la mozione di sfiducia, la rigettiamo sfidando chi l'ha proposta, ma sfidando anche il governo su proposte concrete » ha detto Luigi Muro. A favore del ministro anche l’Udc e Popolo e territorio dal quale Domenico Scilipoti, in dissenso con il sostegno al titolare del Lavoro, minaccia di uscire. Alla fine tutto resta come prima: la Fornero rimane al suo posto, Udc, Fli, Pdl e Pd la sostengono e il Paese li guarda attoniti in ginocchio. Prima di lasciare Montecitorio, parlando della mozione di sfiducia, il ministro Fornero ha sottolineato che «infastidita non è il termine adatto, chiaramente mi ha creato sofferenza» ha detto. «Ora continuerò a lavorare con l’impegno di prima. A chi mi accusa voglio dire che non ho mai mentito».

Nessun commento:
Posta un commento