lunedì 9 luglio 2012

Cecchetti: non pagheremo sempre noi

"La Padania 08.07.2012"

La mannaia sui tribunali lombardi 
«I partiti del Pirellone lavorino per difendere i loro cittadini senza guardare allo schieramento»

La spending review montiana non la possono certo pagare i padani che già hanno dato tanto in termini economici a seguito delle manovre del Governo partendo con la riforma delle pensioni che ha colpito i nostri  lavoratori in uscita, con batoste come l’Imu che non ha toccato i 2 milioni di immobili non censiti in  Meridione e con la tesoreria unica che ha scippato dei loro “tesoretti ” i Comuni virtuosi del Nord. Fabrizio Cecchetti, presidente del Consiglio Regionale della Lombardia non usa mezzi termini per bocciare la  strategia di tagli del Governo che colpisce in particolare le aree padane. «La Lombardia non è il bancomat  d’Italia cui il Governo attinge per prelevare la liquidità necessaria. Noi abbiamo già dato. Se i tagli devono  essere fatti il Governo farebbe meglio a guardare dove numeri e parametri non sono virtuosi come invece lo  sono nella nostra Regione». «La situazione - aggiunge Cecchetti - rischia di diventare non più sostenibile perché i tagli annunciati dal Governo sono una vera e propria mazzata sui trasferimenti che finiranno per  gravare sui servizi, dalla sanità ai trasporti». L’auspicio del presidente è che tutte le forze politiche lombarde  si muovano per difendere gli interessi dei cittadini della Regione più popolosa per una volta senza guardare  schieramenti, bandiere o posizioni politiche: «I nostri comuni sono già con l’acqua alla gola e Regione  Lombardia rischia di essere costretta a rivedere progetti importanti perché verrebbero a meno i finanziamenti  necessari per la loro attuazione. Il prossimo 17 luglio il Consiglio regionale si riunirà per discutere proprio su queste questioni. Spero - ha detto ancora Cecchetti - che dalle forze politiche arrivi una forte e corale presa  di posizione». 
Il giovane presidente non punta l’attenzione solo al Consiglio ma guarda anche alle singole voci  che rischiano di essere cancellate: «Ancora una volta i tagli sono fatti senza criterio. E a pagare, anche questa  volta, saranno i cittadini e le imprese della Lombardia che si vedranno chiudere le sezioni staccate dei  tribunali, contro ogni logica di efficienza, risparmio e buon senso». Cecchetti, commenta l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legislativo che prevede la soppressione di tutte e 18 le sezioni staccate dei Tribunali esistenti in Lombardia. «Evidentemente - aggiunge Cecchetti - le problematiche che  richiederebbero per la Lombardia un’attenzione maggiore sui tempi d’intervento della giustizia non sollecitano  riguardi particolari da parte di Palazzo Chigi e del Guardasigilli. Con il decreto, adesso le sezioni staccate dei Tribunali, alcune delle quali costruite da pochissimi anni, entreranno a far parte di diritto nel panorama delle cattedrali nel deserto: costruite, pagate e abbandonate da uno Stato che facendo così penalizza territori che  in fatto di prelievo fiscale versano cifre enormi ». Secondo Cecchetti: «Il ministro Severino ha fatto delle  scelte fuori da ogni logica “salvando” tribunali come quello di Ischia o alcuni in piccoli centri della Calabria  decretando la possibile  morte tra le altre delle sedi di Rho, Legnano, Cantù, Menaggio. Scelte che vanno  contro la logica allungando i tempi e la burocrazia, già impossibili da sostenere per le imprese, di cause e  questioni giudiziarie riguardanti cause economiche ». Per l’esponente leghista: «Ancora una volta non solo non si facilita la vita delle imprese, ma la si complica causando maggiori costi che potrebbero mettere a repentaglio le nostre aziende. Qualcuno dica a Severino e ai professori che se le aziende delocalizzano in Svizzera o in altri Paesi vicini stufe di essere bistrattate a Sud delle Alpi, poi nessuno sarà in grado di pagare  le tasse che chiedono alla nostra gente». I tagli lineari promossi dal Governo insomma sono sonoramente  bocciati da Cecchetti che spiega come «parlando con l’assessore regionale ai trasporti il pericolo  paventato    causa della “spending review” sia quello di un taglio al trasporto pubblico locale che significherà avere più del 30% in meno di treni che oggi viaggiano sul territorio lombardo per non parlare della sanità dove i tagli  arriverebbero a 400milioni con il rischio di dover tagliare i servizi ai nostri cittadini. Noi abbiamo già dato, è  ora che Monti pensi alla crescita e che i partiti lombardi si uniscano per difendere i loro cittadini che non  possono più subire da Roma che premia i furbi e bastona i soliti noti» 

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