venerdì 29 giugno 2012




Tutto pronto in vista del congresso federale della Lega Nord che si terrà do- mani, sabato 30 giugno, e domenica 1 luglio al Forum di Assago.
Un  appuntamento importante che cade in un periodo di crisi economica durissima che sta colpendo milioni di famiglie. Una situazione a cui il Governo non riesce a contrapporre nulla  se non nuove tasse che pesano ancora di più sulla testa dei cittadini.  A cominciare dall’Imu che della vecchia imposta locale contenuta nel Federalismo fiscale conserva solo ed esclusivamente il nome. Da tassa comunale sulle seconde case è diventata una gabella centralista che colpirà anche quelle prime case che non producono reddito e sono frutto di anni di sacrifici. Di fronte alla bufera che sta sconvolgendo l’Europa e l’Italia, da Palazzo Chigi si sollevano stentati balbettii e decise mazzate in testa alla gente. Che dal Carroccio si aspetta una via d’uscita.
L’occasione per ridefinire la linea politica e tornare, dopo mesi di bufera, a parlare di politica con la P maiuscola sarà data proprio dal congresso di questo fine settimana. Dopo lunghi mesi congressuali, che hanno visto impegnate prima le sezioni, poi le segreterie provinciali e quelle nazionali, siamo arrivati all’ultima tappa. Quella in cui la Lega dovrà dare ai suoi tanti elettori, e ai suoi tanti sostenitori che alle ultime elezioni non l’hanno votata rimanendo parcheggiati nell’astensione, le prime e decisive  risposte. Innanzitutto su un rinnovamento della classe dirigente. E poi sulla linea politica che la Lega dovrà seguire nel futuro. I 630 delegati scelti dai militanti  sul territorio saranno chiamati a scelte importanti. Come ottenere la Padania, con chi, con quale alleanze, con quali strumenti. Rafforzandosi sul territorio e usando la leva dei sindaci e  degli amministratori locali o tornando a Roma per cambiare dal centro la costituzione e i meccanismi fiscali? La due giorni sarà aperta anche alla gente comune, basta essere in possesso della tessera della Lega Nord da militante o da sostenitore. Perché mai come in questo caso, in un tornante della storia così decisivo, come diceva Gaber “libertà è partecipazione”. 

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