Tutto pronto in vista del congresso federale della Lega Nord che si terrà
do- mani, sabato 30 giugno,
e domenica 1 luglio al Forum di Assago.
Un appuntamento importante
che
cade in un periodo di crisi economica durissima che sta
colpendo milioni di famiglie.
Una situazione a cui il
Governo non riesce a contrapporre nulla se non nuove tasse che
pesano ancora di più sulla
testa dei cittadini. A cominciare dall’Imu che
della vecchia imposta locale
contenuta nel Federalismo fiscale conserva solo ed esclusivamente il nome. Da
tassa comunale sulle seconde case è diventata una
gabella centralista che colpirà
anche quelle prime case che
non producono reddito
e sono frutto di anni
di sacrifici. Di fronte
alla bufera che sta sconvolgendo l’Europa e l’Italia, da Palazzo
Chigi si sollevano
stentati balbettii e decise mazzate in testa alla gente.
Che dal Carroccio si aspetta una via d’uscita.
L’occasione
per
ridefinire
la
linea
politica e
tornare, dopo mesi di
bufera,
a
par
lare
di
politica
con
la
P maiuscola sarà
data
proprio dal
congresso
di
questo fine
settimana.
Dopo
lunghi
mesi
congressuali,
che hanno
visto
impegnate
prima
le
sezioni,
poi
le
segreterie
provinciali e quelle
na
zionali,
siamo
arrivati
all’ultima
tappa.
Quella
in cui
la
Lega
dovrà
dare
ai suoi
tanti
elettori, e
ai
suoi tanti
sostenitori che alle
ultime
elezioni
non
l’hanno votata
rimanendo
parcheggiati nell’astensione,
le
prime e decisive
risposte.
Innanzitutto
su un
rinnovamento
della classe
dirigente.
E
poi
sulla
linea
politica che
la
Lega
dovrà
seguire
nel
futuro.
I
630 delegati scelti
dai
militanti
sul
territorio
saranno
chiamati
a scelte
importanti. Come
ottenere
la Padania,
con
chi,
con
quale
alleanze,
con quali
strumenti.
Rafforzandosi
sul
territorio e
usando la
leva
dei
sindaci
e
degli amministratori
locali
o
tornando
a Roma per
cambiare
dal centro
la
costituzione e
i
meccanismi
fiscali?
La due
giorni
sarà
aperta anche
alla gente
comune,
basta essere
in possesso
della tessera
della Lega
Nord
da militante
o
da
sostenitore. Perché
mai come
in
questo
caso,
in
un
tornante
della storia
così
decisivo,
come diceva Gaber
“libertà
è
partecipazione”.
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