mercoledì 5 novembre 2014

Produttività dei parlamentari: prima la Lega Nord, a picco PD e FI

La produttività di deputati e senatori analizzata ai raggi X. È quanto ha fatto l'associazione Openpolis, che ha elaborato e pubblicato un dettagliato dossier sul grado di produttività dei parlamentari italiani nel primo anno e mezzo di legislatura (il periodo di riferimento è marzo 2013-ottobre 2014).Il metodo di valutazione tiene conto di diversi criteri: si va dalla partecipazioni alle sedute agli atti presentati, passando per i disegni di legge di cui ci si fa promotori e firmatari. Quel che più conta però è il risultato: secondo quanto scritto espressamente nel dossier "non è produttivo il parlamentare primo firmatario di innumerevoli DDL ma  quello che porta a casa una legge, non è produttivo chi  protocolla centinaia di interrogazioni ma chi riesce ad  ottenere una risposta da parte del Ministro competente".
Il sistema di calcolo prevede una serie incrementale di punteggi assegnati ad ogni singolo eletto: 0,08 punti per ogni disegno di legge presentato, 1 punto se arriva in Commissione, 4 se approda in aula, 20 se viene approvato da una Camera e 40 punti se diviene legge dello Stato inserita in Gazzetta Ufficiale. Il tutto raddoppia se l'autore è un membro delle opposizioni.
LEGA NORD - Andando a scandagliare numeri e percentuali, rigorosamente ripartiti tra Camera e Senato, si scopre come il gruppo parlamentare più produttivo sia a Montecitorio che a Palazzo Madama sia quello della Lega Nord. Il Carroccio straccia tutti con una strategia ben precisa, che consiste nel presentare più emendamenti su uno stesso punto, da quello ottimale alla versione minimal, in modo da portare a casa almeno qualche risultato.

Si prenda, ad esempio, il caso di Roberto Calderoli, che per settimane ha lavorato di fioretto al testo di riforma costituzionale assieme alla senatrice PD Anna Finocchiaro (anche le tra le più virtuose). I leghisti dominano anche nella classifiche di produttività individuali, piazzando ben 4 rappresentanti nella top-ten (Bragantini, Grimoldi, Fedriga e Calderoli).
MOVIMENTO 5 STELLE - Molto indietro in classifica il M5S (5° alla Camera, 8° al Senato) che paga la marginalità in cui è stato collocato da Grillo e Casaleggio. L'accusa di "aver congelato 8 milioni di voti" calza più che mai a pennello: i grillini accusano la loro eccessiva intransigenza verso tutto ciò che proviene da altri partiti. Lo ammette candidamente il parlamentare più produttivo del movimento, Andrea Colletti, 14° in classifica generale: "E' vero, siamo poco strategici, votiamo solo le cose che riteniamo giuste. Non ci interessa degradare le nostre istanze per ottenere qualcosa". Molto male i big come Di Maio e di Battista, rispettivamente 220esimo e 257esimo.
FORZA ITALIA - Male anche Forza Italia, che riesce a stabilire un record tra i meno invidiabili. Il partito di Berlusconi è infatti leader incontrastato nella categoria "zero assoluto", composta da deputati e senatori che in questo anno e mezzo si sono distinti per aver combinato nulla. Ma proprio nulla. Né atti, né interventi, né relazioni, niente di niente: gli zero assoluto del Parlamento italiano sono 11 (5 alla Camera e 4 al Senato) e ben 10 vengono da Forza Italia: Angelucci, Archi, Cesaro, Conti, Giacomini, Ghedini, Messina, Rotondi, Santanché, Verdini. L'undicesimo, poi, è un berlusconiano de facto, ovvero il senatore di NCD Paolo Bonaiuti.
PARTITO DEMOCRATICO -  Il vero flop è però rappresentato dal Partito democratico. La prima forza politica del paese, espressione di presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidente del Senato e di molti ministri e sottosegretari, nonché dei due gruppi parlamentari più numerosi, ha un indice di produttività bassissimo. Ultimo alla Camera con 48,8 punti contro i 225,1 della Lega, sesto al Senato con 92,23, dietro piccoli partiti come SEL e Scelta Civica.
Possibile che centinaia di deputati e senatori PD siano fannulloni e inconcludenti? Ovviamente no. Essendo la maggior forza di governo dall'inizio della legislatura, prima con Letta e poi con Renzi, i dem soffrono di "governite acuta", ritrovandosi in moltissime occasioni (basti vedere quanti voti di fiducia ha messo Renzi) a fare da stampella all'esecutivo, assicurando l'approvazione dei provvedimenti proposti dai ministri competenti.
Ad ogni buon conto la cosa non turba più di tanto i sonni del premier-segretario, che un mese fa ha nominato la nuova segreteria infischiandosene dei gradi di produttività. E infatti solo 5 su 15 presentano un saldo positivo. Tanto per capirci, il vicesegretario Lorenzo Guerini, fedelissimo e ascoltatissimo dal premier, è solo 513esimo.

2 commenti:

  1. complimenti ai deputati della Lega Nord..che alle prossime elezioni saranno probabilmente alleati fedeli di Forza Italia (perdendo purtroppo la capacità di incidere..)

    vedremo come andrà a finire...chi perde paga il caffè :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ad oggi siamo l'unica seria opposizione....... vedremo quando Renzel abbandonerà la poltrona, purtroppo dubito che succederà a breve ;)

      Elimina