“Marianna Baroli”
“lintraprendente.it 03.02.2014”
Alessandro Morelli,
capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino, ha pubblicato parte delle liste
sulla sua pagina Facebook. E tra i primi nomi, nessun Rossi o Colombo ma tanti
Aziz, Ahmed e Khokha Khaled. Un lungo elenco, destinato ad aumentare. Ma come
sono state costruite quelle case? Con le tasse dei nostri padri, nonni,
bisnonni e trisavoli. Milanesi. Ora, invece, nelle liste delle case popolari,
più del 50% delle richieste è fatta da stranieri. Più di mille pagine di nomi
che, di milanese, di italiano, non hanno proprio nulla. Un elenco, questo,
destinato di certo ad aumentare con un trend di affidamento ormai, purtroppo
ben noto. Perché i criteri per gli avanzamenti sono noti: reddito basso e
figli.
Un problema di parametri che ora, la Lega, chiede vengano rivisti. Ecco quindi che, per esempio, in Regione Lombardia, il Carroccio chiede «di innalzare da 5 a 15 anni di residenza in Lombardia il limite per l’assegnazione di alloggi popolari». Una richiesta, questa, confermata dalla Lega Nord a Palazzo Marino. È lo stesso Morelli che sottolinea «l’assurdità della situazione». «Ci sono centinaia di milanesi in difficoltà» afferma Morelli «e ancora una volta, nelle graduatorie, ecco che invece spuntano i nomi di extracomunitari. Quando si inizierà a pensare al bene dei nostri cittadini prima che degli altri?» E anche online, dopo la pubblicazione della lista, tanti cittadini puntano il dito contro l’amministrazione di Giuliano Pisapia, accusata di essere amica di immigrati ed extracomunitari. «Tanti anni fa per accedere alle case comunali, dovevi avere un reddito più che discreto, essere un piccolo artigiano o vigile urbano o lavoratore nel settore pubblico» scrive un cittadino sul profilo di Morelli «ora le danno a chi finge di non avere nulla e il perché lo sappiamo tutti e noi italiani onesti che paghiamo tutte le tasse anche quelle non giuste rimaniamo in lista d’attesa vita natural durante».
Un problema di parametri che ora, la Lega, chiede vengano rivisti. Ecco quindi che, per esempio, in Regione Lombardia, il Carroccio chiede «di innalzare da 5 a 15 anni di residenza in Lombardia il limite per l’assegnazione di alloggi popolari». Una richiesta, questa, confermata dalla Lega Nord a Palazzo Marino. È lo stesso Morelli che sottolinea «l’assurdità della situazione». «Ci sono centinaia di milanesi in difficoltà» afferma Morelli «e ancora una volta, nelle graduatorie, ecco che invece spuntano i nomi di extracomunitari. Quando si inizierà a pensare al bene dei nostri cittadini prima che degli altri?» E anche online, dopo la pubblicazione della lista, tanti cittadini puntano il dito contro l’amministrazione di Giuliano Pisapia, accusata di essere amica di immigrati ed extracomunitari. «Tanti anni fa per accedere alle case comunali, dovevi avere un reddito più che discreto, essere un piccolo artigiano o vigile urbano o lavoratore nel settore pubblico» scrive un cittadino sul profilo di Morelli «ora le danno a chi finge di non avere nulla e il perché lo sappiamo tutti e noi italiani onesti che paghiamo tutte le tasse anche quelle non giuste rimaniamo in lista d’attesa vita natural durante».

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