mercoledì 5 febbraio 2014

A STRASBURGO solo la LEGA contro l'euro-Napolitano


“La Padania 05.02.2014”

La Lega alza solitaria la voce dell'Europa dei popoli contro la iattura euro. Occasione: l'intervento del presidente Giorgio Napolitano di fronte al Parlamento europeo in seduta plenaria. Nel suo discorso, il Capo dello Stato parla di •agitazione distruttiva contro l'euro e contro l'Unione, sicuramente distruttiva anche se in nome di una immaginaria "altra Europa" da far nascere sulle rovine di quella che abbiamo conosciuto »: praticamente, il programma della Lega e dei movimenti euro-critici che vanno incontrando sempre più larghi consensi nel Vecchio Continente. Alle parole di Napolitano, il Gruppo del Carroccio nell'Aula di Strasburgo dà vita ad una contestazione solitaria.
I deputati leghisti inneggiano all'Europa dei popoli e issano cartelli contro la moneta unica. Mara Bizzotto indossa una maglietta con scritto "Napolitano non è il mio presidente". Mentre Mario Borghezio urla: •Presidente, noi la rispettiamo ma non deve difendere l'Europa delle banche. Non tradisca Cattaneo. Si ricordi la carta di Chivasso»: il riferimento è al documento dei federalisti piemontesi e valdostani del 1943. Nell'Aula cala un silenzio imbarazzato, condito dai sorrisi di qualche europarlamentare e dai fischi e «buu» di qualcun altro. «Pur senza menzionarla, Napolitano ha criticato la Lega, prendendosela con chi agita la protesta contro l'euro e questa Unione europea, anche se in nome di un'altra Europa - è l'analisi del capodelegazione del Carroccio, Lorenzo Fontana. Chiaro il riferimento a noi, che abbiamo costruito una grande alleanza popolare e identitaria per un'Europa dei cittadini e dei popoli con Marine Le Pen, Wilders, Strache e gli altri partiti identitari. Il fatto è – continua Fontana - che il Capo dello Stato è il servo intelligente di questi potentati europei che stanno impoverendo la nostra economia. Napolitano, ricordo, è colui che mette prima Monti e poi Letta al governo per desiderio di Bruxelles. Ma adesso quelli come lui hanno paura, temono la forza della Lega e dei suoi alleati europei, hanno capito che noi abbiamo colto il senso della vera battaglia da condurre, che è in Europa ancor prima che a Roma. Napolitano è un simpatico 88enne, ma  forse è ora che se ne vada in pensione mentre la Lega manderà a casa i suoi amici europei». Alla contestazione ha  partecipato anche Matteo Salvini, nella veste di eurodeputato. «Napolitano senza vergogna - dichiara il Segretario federale. Chi ancora difende questo euro che ha massacrato lavoro, stipendi e pensioni è in malafede. Il voto di maggio spazzerà via queste euro follie». L'uomo del Colle liquida come «modeste, marginali e tradizionali, le proteste incassate dalla Lega al Parlamento europeo. «Al posto suo starei più attento - ribatte Salvini via web. Se si fa un giro (senza scorta) fra giovani disoccupati, cassaintegrati, imprenditori e artigiani rovinati, per dir loro che l'euro è bello e non si tocca, altro che proteste marginali... Lega - aggiunge Salvini - unica opposizione all'euro, crimine contro l'umanità». In soccorso di Napolitano si scomoda fra gli altri - forse più per dovere di carica che per altro - il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz. «Questi eurodeputati - ha detto il socialdemocratico tedesco riferendosi ai leghisti - utilizzano la plenaria dell'istituzione di cui fanno parte con puro scopo elettorale e questo rappresenta un abuso. Sono comunque totalmente isolati all'interno del Parlamento europeo». Anche in questo caso, la replica di Salvini non si è fatta attendere: «Il triste presidente (ancora per poco) del Parlamento europeo, il compagno tedesco Schulz, dice che "la Lega è totalmente isolata  nell'Europarlamento". Bene! Meglio soli, che male accompagnati con gli amici dell'euro, della povertà e delle banche». Quanto al modo in cui la Lega ha svolto la sua protesta, Salvini puntualizza: «Al Parlamento italiano si mettono le mani  addosso, si danno della puttana, volano gli schiaffoni. Noi invece a Strasburgo ci siamo alzati e abbiamo espresso civilmente l'idea che un'altra Europa è possibile».

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