martedì 10 dicembre 2013

Salvini: "L'unica soluzione è un'uscita controllata dall'Euro"

“radio24.it 10.12.2013”

"Bisogna avere il coraggio di discutere a monte il principale ostacolo allo sviluppo del lavoro e del mercato, ovvero i vincoli europei demenziali e la moneta unica. Bisogna ricostruire da capo l'Europa, a costo di uscire in modo controllato dall'euro, perché oggi in tasca abbiamo marchi camuffati da euro. Purtroppo ho sentito qualche esponente renziano dire che senza l'Euro è la rovina, come se non avessimo già cinque milioni di disoccupati. O si ha il coraggio di fare questo o sono tutte chiacchiere" così il neo segretario della Lega Matteo Salvini ai microfoni di 24 Mattino. "Le proteste dei forconi? Sono vittime anche loro di un mercato privo di regole che nel nome del profitto e di un'Europa demenziale sta danneggiando camionisti, tassisti, artigiani, pescatori, agricoltori, infermieri e maestri di sci.
I vincoli dell'Unione Europea stanno massacrando il lavoro. Mi metto all'ultimo posto e sono l'ultimo degli ignoranti ma suggerisco a tutti di cercare su Google tre parole 'nobel anti euro'. La settimana scorsa siamo arrivati a cinque Premi Nobel per l'Economia che suggeriscono all'Italia di uscire subito dall'Euro. L'ultimo è James Mirrlees". Salvini prosegue sulle proteste: "La gente scende in piazza per riprendersi la sovranità sul trasporto, sul commercio, sull'impresa. Qualcuno dice che senza questa moneta criminale sarebbe un disastro. Qualcuno si è accorto che la riforma Fornero ha fatto macelleria sociale di milioni di pensionati e di migliaia di esodati? Qualcuno degli euro-entusiasti si è accorto che abbiamo un tasso di povertà e di disoccupazione da seconda guerra mondiale e che la disoccupazione giovanile è al 41%?". L'esponente leghista espone poi la soluzione alla crisi: "Un'uscita dall'euro controllata e coordinata con Francia e Germania, con un tasso di conversione uno a uno, non pone alcun tipo di problema. Siccome in piazza c'è gente che ha fame e le metà delle mie battaglie da europarlamentare vengono vanificate da scelte altrui, bisogna ridiscutere queste regole. Qualcuno ha il coraggio di dire che senza un tasso di evasione fiscale di sopravvivenza, la metà degli imprenditori e degli artigiani avrebbero già chiuso da tempo? Se un'imprenditore arriva a fine mese e sceglie di pagare gli stipendi invece delle tasse è un eroe perché tiene in piedi un'azienda che uno Stato ladro come l'Italia vorrebbe fargli chiudere. Non è vero che tutti gli evasori girano con il Porsche o il Bmw. Se gli artigiani non potessero fare una parte di nero, saremmo già chiusi. Da tempo".





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