“La Padania 21.11.2013”
Nessuno vuole uno dei quattro posti vacanti nel Tribunale di Vicenza. E una struttura d'eccellenza come il Tribunale di Bassano cancellato dalla spending review. C'è qualcosa che non va nell'organizzazione della giustizia in Veneto e contro queste inefficienze domani a Bassano ci sarà un corteo al quale parteciperà anche il presidente della Regione Luca Zaia, che da subito si è speso per evitare la chiusura del tribunale bassanese. Lunedì si è chiusa la possibilità di far richiesta di trasferimento al Consiglio superiore della magistratura: e per i quattro posti vacanti per il tribunale di Vicenza, non è arrivata alcuna domanda. Il motivo è da ricercare nella mole di lavoro molto maggiore nel tribunale berico rispetto alle altre strutture italiane, la mancanza di personale amministrativo e i nuovi disservizi generati dall'accorpamento con Schio e con Bassano. •Nessun vuole fare il giudice a Vicenza? - si chiede Zaia - i bandi vanno deserti e soltanto nel 2014 due magistrati arriveranno a coprire ben sette posti vacanti? Per tirare avanti si spera nei giudici trasferiti da Bassano? Ecco spiegato con chiarezza perché ci battiamo affinché non si chiuda il tribunale di Bassano: il trasferimento dei magistrati nel capoluogo non risolverebbe gli annosi problemi del foro berico, mentre contemporaneamente diremmo addio a un tribunale che in due anni e mezzo garantisce la chiusura di una causa contro i sette anni medi del Veneto». •Chiudendo Bassano - prosegue Zaia - si commetterebbero contemporaneamente due errori gravi errori: si eliminerebbe un Tribunale che garantisce buona giustizia a uno dei territori più industrializzati del Paese e che ha bisogno di una macchina giudiziaria efficiente, ma nello stesso tempo non si aiuterebbe, se non parzialmente, il Tribunale di Vicenza a risolvere i suoi problemi». Zaia invita dunque a non abbassare la guardia: •Il referendum indetto dalle Regioni il cui quesito è stato ammesso dalla Cassazione dunque si farà e il Tar ha già decretato la sospensiva al trasferimento dei fascicoli. Dobbiamo proseguire la lotta perché vogliamo continuare ad avere quella buona giustizia che i bravi magistrati, i cancellieri e gli operatori del Tribunale di Bassano ci hanno garantito per anni senza clamore e lavorando a testa bassa. E vogliamo che il nuovo Tribunale, costato ben 12 milioni, non resti deserto, ennesimo inno alle sciocchezze e agli assurdi sprechi di Stato». Alla manifestazione di domani parteciperà anche la senatrice leghista Patrizia Bisinella, che parte dall'ingiustizia fiscale di cui è vittima il Veneto per chiedere la riapertura del Tribunale di Bassano: •21 miliardi è il residuo fiscale veneto, cioè la differenza fra quanto viene prelevato dallo Stato e quanto ritorna sotto forma di stanziamenti, cresce di anno in anno. Non bastasse, Roma taglia continuamente i servizi rapinando il nostro territorio, per sperperare altrove. Così come il distaccamento di Castelfranco del Tribunale di Treviso, anche il Tribunale di Bassano deve riaprire, considerati gli investimenti fatti per realizzarlo e la sua efficienza. Lo Stato centrale non può gettare all'aria un patrimonio di esperienze, buone pratiche, relazioni fra enti pubblici e territorio solo per risparmiare pochi spicci, che finiranno inevitabilmente per riempire i buchi di bilancio di chissà quali amministrazioni del Sud Italia. Venerdì, con il presidente Zaia, il sindaco di Bassano e i suoi colleghi dei Comuni vicini, con gli avvocati e con i cittadini, oltre che con i miei colleghi parlamentari della Lega lo ribadiremo, continuando una battaglia di civiltà e rispetto della nostra comunità che proseguirà ad oltranza».

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