“Igor Iezzi”
“La Padania 17.10.2013”
«Noi siamo
dalla vostra parte, non solo per solidarietà istituzionale, ma per un interesse
diretto» che è lo stesso dei cittadini: Roberto
Maroni non si tira certo indietro e offre il suo sostegno e quello della
Regione Lombardia, di cui è governatore, alle Province del Nord in campo contro
il disegno di legge avanzato dal ministro Delrio che prevede lo svuotamento
delle province e la loro trasformazione in enti di secondo livello, quindi non
più elette dai cittadini. «Un sistema istituzionale basato su livelli intermedi
è essenziale» ha ricordato Maroni intervenendo direttamente al convegno
dell'Unione delle Province d'Italia, specificando poi che «deve essere
elettivo, per avere quella autorità necessaria a prendere decisioni che hanno
ricadute sui cittadini. Qualcuno si dimentica che la sovranità appartiene al popolo,
ai cittadini». Inoltre, secondo il Governatore lombardo, «eliminare le Province
aumenterebbe i costi per la collettività e renderebbe impossibile il governo
del territorio in Regione Lombardia, perché 1400 Comuni lombardi non possono
avere come unico riferimento la Regione. Per questo occorre un livello di governo
intermedio tra i Comuni e la Regione». «Noi come Regione Lombardia - ha
quindi sottolineato il presidente Lombardo - siamo in grado di stabilire e
organizzare questo livello intermedio:
il Governo non deve abolire le Province e punto, ma deve delegare alle Regioni il compito di organizzare il proprio livello intermedio, semplificando e sburocratizzando». «Noi riteniamo -ha proseguito il presidente - che le Province come Ente intermedio, basato sul sistema democratico, siano fondamentali, in particolare per una regione Lombardia con quasi 10 milioni di abitanti e più di 1400 Comuni, la maggior parte dei quali piccolissimi. E questo disegno di legge del Governo va contrastato. Soprattutto non deve passare quell'obbrobrio del disegno di legge Delrio sulle Città metropolitane, un decreto che le Regioni tutte intendono contrastare, sia perché è incostituzionale, visto che attribuisce alle Città metropolitane delle competenze che la Costituzione attribuisce alle Regioni, e non si capisce come possa una legge ordinaria modificare una norma costituzionale togliendo una parte delle competenze attribuite dall'articolo 117 alle Regioni, dandole alle Città metropolitane, senza neanche consultare le Regioni, sia perché stravolge il sistema degli Enti locali, svuotando di poteri le stesse Regioni». «Vogliamo che questo disegno del Governo venga accantonato - ha proseguito Maroni - «come Regioni abbiamo deciso di mantenere unito il fronte del "no" a questo disegno di legge Del Rio». Anche se l'Anci è favorevole. «Male, noi faremo una battaglia fino infondo. Noi non siamo contro la riforma dei livelli istituzionali e del sistema di organizzazione degli Enti locali - ha precisato il presidente -, non siamo per mantenere lo status quo a prescindere, ma siamo per una modernizzazione, che però vada nel senso di attuazione del principio di sussidiarietà, che è totalmente assente da questo provvedimento». «Abbiamo comunicato ufficialmente al Governo - ha concluso il presidente lombardo «che siamo contrari e che vogliamo che le Regioni siano coinvolte prima della definizione della partenza delle Città metropolitane, che non possono partire il primo gennaio 2014. Sia chiara una cosa. Noi vogliamo una riforma degli enti locali, noi siamo per un ammodernamento. Ma sì deve andare nella direzione della democrazia, non seguendo una strada burocratica».
il Governo non deve abolire le Province e punto, ma deve delegare alle Regioni il compito di organizzare il proprio livello intermedio, semplificando e sburocratizzando». «Noi riteniamo -ha proseguito il presidente - che le Province come Ente intermedio, basato sul sistema democratico, siano fondamentali, in particolare per una regione Lombardia con quasi 10 milioni di abitanti e più di 1400 Comuni, la maggior parte dei quali piccolissimi. E questo disegno di legge del Governo va contrastato. Soprattutto non deve passare quell'obbrobrio del disegno di legge Delrio sulle Città metropolitane, un decreto che le Regioni tutte intendono contrastare, sia perché è incostituzionale, visto che attribuisce alle Città metropolitane delle competenze che la Costituzione attribuisce alle Regioni, e non si capisce come possa una legge ordinaria modificare una norma costituzionale togliendo una parte delle competenze attribuite dall'articolo 117 alle Regioni, dandole alle Città metropolitane, senza neanche consultare le Regioni, sia perché stravolge il sistema degli Enti locali, svuotando di poteri le stesse Regioni». «Vogliamo che questo disegno del Governo venga accantonato - ha proseguito Maroni - «come Regioni abbiamo deciso di mantenere unito il fronte del "no" a questo disegno di legge Del Rio». Anche se l'Anci è favorevole. «Male, noi faremo una battaglia fino infondo. Noi non siamo contro la riforma dei livelli istituzionali e del sistema di organizzazione degli Enti locali - ha precisato il presidente -, non siamo per mantenere lo status quo a prescindere, ma siamo per una modernizzazione, che però vada nel senso di attuazione del principio di sussidiarietà, che è totalmente assente da questo provvedimento». «Abbiamo comunicato ufficialmente al Governo - ha concluso il presidente lombardo «che siamo contrari e che vogliamo che le Regioni siano coinvolte prima della definizione della partenza delle Città metropolitane, che non possono partire il primo gennaio 2014. Sia chiara una cosa. Noi vogliamo una riforma degli enti locali, noi siamo per un ammodernamento. Ma sì deve andare nella direzione della democrazia, non seguendo una strada burocratica».

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