“Iva Garibaldi”
“La Padania 17.10.2013”
I fatti,
se ci saranno, accadranno nelle commissioni parlamentari. E' quella la sede nella
quale si vedrà se i no all'indulto e all'amnistia annunciati in questi giorni da
alcuni insospettabili come Matteo Renzi si trasformeranno con coerenza con
altrettanti no ai disegni di legge. Per ora, quel che è certo, è che solo la
Lega Nord si sta opponendo con forza alle proposte di legge che dopo l'invito
del presidente Giorgio Napolitano hanno trovato una corsia preferenziale al
Senato dove la commissione giustizia è già al lavoro su quattro proposte per
introdurre indulto e amnistia come strumenti per svuotare le carceri. Il
Carroccio non perde occasione per incalzare il Governo su questi argomenti. Così
anche ieri in occasione del tradizionale question time alla Camera, Nicola
Molteni ha interrogato il ministro Anna Maria Cancellieri ricordandole che «la
Lega è stata contraria all'indulto anche in passato.
La Lega Nord - sottolinea - è stata l'unica forza politica che nel 2006 votò contro l'indulto del Governo Prodi: 36 mila detenuti rimessi in libertà e, nei primi cinque anni, 12 mila di queste persone sono tornate a delinquere. Siamo contrari alle amnistie, siamo contrari agli indulti». Molteni ha ricordato al Guardasigilli che «siamo contrari agli atti di clemenza, ma siamo anche contrari alle amnistie e agli indulti mascherati. Dal 2010 al 2013 sono stati approvati tre provvedimenti svuota carceri, che non hanno risolto il problema delle carceri, che hanno vanificato il lavoro delle forze dell'ordine». Il capogruppo leghista in commissione giustizia attacca: «Questo Governo si preoccupa costantemente dei delinquenti e dei criminali, ma non si preoccupa delle vittime dei reati, vanificate il lavoro delle forze dell'ordine e vanificate un principio sacrosanto, un diritto, che è il principio della certezza del la pena e del l'efficacia e della funzionalità della pena. La Lega su questo provvedimento, amnistia e indulto - lo dico al Governo e lo dico anche alla maggioranza e alle forze politiche presenti in Parlamento - farà le barricate: non permetteremo mai che questi provvedimenti possano essere applicati». Per l'esponente leghista le priorità sono altre: «Nel nostro Paese - dice - abbiamo 3 milioni di disoccupati, il 40 per cento di disoccupazione giovanile, il 12 per cento di disoccupazione generale, 260 mila esodati scoperti a causa del la legge Fornero, 31 mila aziende chiudono, 50 mila negozi commerciali hanno chiuso. Alla luce di questi dati è inconcepibile pensare che la priorità per il ministro Cancellieri e per il Governo è quella di proporre un provvedimento di amnistia e di indulto. Per noi le priorità del Paese, oggi, sono altre. Servono ben altre risposte al Paese, in termini occupazionali, in termini del lavoro, abbiamo le aziende che chiudono, abbiamo decine e centinaia di imprenditori che si tolgono la vita quotidianamente. E questo Governo e questa maggioranza cosa fanno? Pensano al problema del sovraffollamento delle carceri, proponendo soluzioni dì amnistia e dì indulto». La prossima settimana, intanto, la commissione giustizia del Senato riprenderà le audizioni sulle leggi di indulto e amnistia. Come se fossero davvero queste le emergenze del Paese e non quelle delle famiglie oneste che non riescono nemmeno più ad arrivare alla fine del mese.
La Lega Nord - sottolinea - è stata l'unica forza politica che nel 2006 votò contro l'indulto del Governo Prodi: 36 mila detenuti rimessi in libertà e, nei primi cinque anni, 12 mila di queste persone sono tornate a delinquere. Siamo contrari alle amnistie, siamo contrari agli indulti». Molteni ha ricordato al Guardasigilli che «siamo contrari agli atti di clemenza, ma siamo anche contrari alle amnistie e agli indulti mascherati. Dal 2010 al 2013 sono stati approvati tre provvedimenti svuota carceri, che non hanno risolto il problema delle carceri, che hanno vanificato il lavoro delle forze dell'ordine». Il capogruppo leghista in commissione giustizia attacca: «Questo Governo si preoccupa costantemente dei delinquenti e dei criminali, ma non si preoccupa delle vittime dei reati, vanificate il lavoro delle forze dell'ordine e vanificate un principio sacrosanto, un diritto, che è il principio della certezza del la pena e del l'efficacia e della funzionalità della pena. La Lega su questo provvedimento, amnistia e indulto - lo dico al Governo e lo dico anche alla maggioranza e alle forze politiche presenti in Parlamento - farà le barricate: non permetteremo mai che questi provvedimenti possano essere applicati». Per l'esponente leghista le priorità sono altre: «Nel nostro Paese - dice - abbiamo 3 milioni di disoccupati, il 40 per cento di disoccupazione giovanile, il 12 per cento di disoccupazione generale, 260 mila esodati scoperti a causa del la legge Fornero, 31 mila aziende chiudono, 50 mila negozi commerciali hanno chiuso. Alla luce di questi dati è inconcepibile pensare che la priorità per il ministro Cancellieri e per il Governo è quella di proporre un provvedimento di amnistia e di indulto. Per noi le priorità del Paese, oggi, sono altre. Servono ben altre risposte al Paese, in termini occupazionali, in termini del lavoro, abbiamo le aziende che chiudono, abbiamo decine e centinaia di imprenditori che si tolgono la vita quotidianamente. E questo Governo e questa maggioranza cosa fanno? Pensano al problema del sovraffollamento delle carceri, proponendo soluzioni dì amnistia e dì indulto». La prossima settimana, intanto, la commissione giustizia del Senato riprenderà le audizioni sulle leggi di indulto e amnistia. Come se fossero davvero queste le emergenze del Paese e non quelle delle famiglie oneste che non riescono nemmeno più ad arrivare alla fine del mese.

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