“Alessandro Montanari”
“La Padania 15-16.09.2013”
«Sono
venuti a chiedermi i voti dei nostri senatori per un altro governo. Lo ho detto
"sì, se ci date la presidenza del Consiglio...».
A svelare ufficialmente l' inizio dei lavori per il Letta-bis è Roberto
Calderoli che, dalla Festa dei Popoli Padani a Pian della Regina, fa sapere
che la Lega ha già detto il suo " no" agli ambasciatori del
ribaltone. «I nostri voti - assicura Calderoli - non glieli daremo mai. Non ci
casco, sarebbe un tradimento per i nostri militanti. E poi, con tutto il
rispetto, mi ci vedete seduto in Consiglio dei ministri a fianco del ministro Kyenge?».
La battuta ci sta, ma l'intrigo politico questa volta è maledettamente
serio. «Al di là delle dichiarazioni che fanno sulla durata del governo e sulla
sua stabilità – spiega infatti Calderoli -, se sono venuti a chiedere i nostri
voti, che al Senato sarebbero il numero perfetto per integrare la maggioranza
che dovesse venir meno con l'uscita del Pd, vuoi dire che ci stanno già
pensando.
Se lo hanno fatto con noi, lo stanno facendo anche con qualcun altro. Noi comunque non siamo disponibili a sostenere alcun governo che in questo momento possa passare. Stanno massacrando di tasse il Paese e stanno massacrando soprattutto il Nord». In giornata, però, un'altra dichiarazione leghista aveva scatenato i retroscenisti di Palazzo. «La Lega Nord – aveva annunciato il capogruppo al Senato Massimo Bitonci - chiederà la votazione palese quando arriverà in aula il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Su questa vicenda riteniamo che ogni partito debba assumersi in maniera limpida le proprie responsabilità davanti ai cittadini senza sotterfugi o giochi politici». Non passa nemmeno un'ora e i siti dei quotidiani berlusconiani già gridano al complotto anti-Cav. Libero strilla: «Coltellata della Lega: Voto palese su Berlusconi. Maroni con Pd e CinqueStelle». Ma la questione è un po' diversa e a chiarirla è ancora una volta Calderoli. «Per noi - spiega l'ex ministro delle Riforme - va bene qualunque cosa, non abbiamo paura a mostrare quello che votiamo. Normalmente il voto è palese se nessuno richiede qualcosa di diverso. E di solito il primo che canta è quello che ha fatto l'uovo...». Come dire: siccome ci sono troppi movimenti in atto per puntellare il Governo Letta o in alternativa prepararne una versione-bis senza Berlusconi, meglio scoprire le carte, così da evitare che qualcuno poi se la possa prendere con il partito sbagliato. Intanto il presidente del Consiglio continua a invocare la stabilità politica: «Se non c'è, non ce la caviamo. Ma sono sicuro che nessuno si prenderà la responsabilità di mandare gambe all'aria il governo. Sarebbe una responsabilità troppo grossa».
Se lo hanno fatto con noi, lo stanno facendo anche con qualcun altro. Noi comunque non siamo disponibili a sostenere alcun governo che in questo momento possa passare. Stanno massacrando di tasse il Paese e stanno massacrando soprattutto il Nord». In giornata, però, un'altra dichiarazione leghista aveva scatenato i retroscenisti di Palazzo. «La Lega Nord – aveva annunciato il capogruppo al Senato Massimo Bitonci - chiederà la votazione palese quando arriverà in aula il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Su questa vicenda riteniamo che ogni partito debba assumersi in maniera limpida le proprie responsabilità davanti ai cittadini senza sotterfugi o giochi politici». Non passa nemmeno un'ora e i siti dei quotidiani berlusconiani già gridano al complotto anti-Cav. Libero strilla: «Coltellata della Lega: Voto palese su Berlusconi. Maroni con Pd e CinqueStelle». Ma la questione è un po' diversa e a chiarirla è ancora una volta Calderoli. «Per noi - spiega l'ex ministro delle Riforme - va bene qualunque cosa, non abbiamo paura a mostrare quello che votiamo. Normalmente il voto è palese se nessuno richiede qualcosa di diverso. E di solito il primo che canta è quello che ha fatto l'uovo...». Come dire: siccome ci sono troppi movimenti in atto per puntellare il Governo Letta o in alternativa prepararne una versione-bis senza Berlusconi, meglio scoprire le carte, così da evitare che qualcuno poi se la possa prendere con il partito sbagliato. Intanto il presidente del Consiglio continua a invocare la stabilità politica: «Se non c'è, non ce la caviamo. Ma sono sicuro che nessuno si prenderà la responsabilità di mandare gambe all'aria il governo. Sarebbe una responsabilità troppo grossa».

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