“lintraprendente.it 19.08.2013”
Tra di loro si chiamano fratelli. Un legame, il loro, che in realtà non ha nulla a che vedere con il sangue, ma che è tutta una questione di fede. Una fede così forte che necessita, ovunque, di un luogo in cui manifestarla. Anche a Milano. A essere un po’ fratello dei musulmani di turno è Giuliano Pisapia. Il sindaco di Milano ha pensato bene di girare il coltello nella piaga multietnica della sua città e ha deciso di ricordare come “La creazione di una moschea sia una necessità” per la sua città. Peccato che per i cittadini, i milanesi quelli doc, la questione Moschea somigli da troppo a un nuvolone nero, pronto a scaricare le conseguenze sulla testa di tutti, Sindaco e fratelli musulmani compresi. La questione della costruzione del luogo sacro nello stesso comune in cui svetta e regna la Madonnina continua così a far discutere anche sotto l’ombrellone.
Le parole del sindaco spiccano sulle pagine dei quotidiani e la risposta dell’opposizione in consiglio non si lascia attendere. Ecco infatti Riccardo De Corato, ex vicesindaco e ora consigliere tra le file di Fratelli d’Italia, che tuona: “Pisapia in un’intervista a Il Giorno ha dichiarato senza mezzi termini che le priorità sono le moschee e i centri sociali. Annotiamo quindi che con tutti i problemi economici, sociali e di sicurezza dei milanesi, il primo pensiero del sindaco va agli islamici e ai no global che occupano spazi abusivamente”. Già lo scorso 5 agosto De Corato aveva invocato il referendum sulla questione Moschea, ricordando come “Non si costruirà alcuna grande moschea senza che i milanesi abbiano espresso la loro opinione al riguardo”. A riaprire il discorso, a inizio mese,Davide Piccardo, del coordinamento delle associazioni islamiche di Milano, che aveva ribadito come gli spazi offerti in città fossero “piccoli e inadeguati”. Oggi, la questione, torna a far discutere. L’affermazione di Pisapia arriva dopo la chiusura del Ramadan che ha visto oltre diecimila musulmani pregare all’intero dell’Arena alla presenza (e all’ennesimo putiferio) del discusso imam giordano Al Bustanji (qui, l’analisi di Marco Respinti sul Ramadan alla milanese). È sempre De Corato che batte contro l’affermazione del sindaco, soprattutto in questa contingenza: “Pisapia stanga i cittadini con tasse sempre più alte, aumenta il biglietto Atm, rincara la sosta e l’occupazione di suolo pubblico e vessa i commercianti. Per non parlare del problema della sicurezza che dovrebbe essere assolutamente una priorità, e invece vede delinquenza e violenza dilagare in tutta la città. Anche alle domande sull’Imu e sull’Aler, che molto interessano i milanesi (soprattutto quelli delle classi più disagiate), le risposte nell’intervista erano piene di incertezze e di ‘forse’. Trovo vergognoso che un sindaco preferisca occuparsi di stranieri e abusivi piuttosto che dei suoi cittadini”. Difficile dargli torto. Attendiamo, da Pisapia, una parola sui milanesi. Prima o poi.
Le parole del sindaco spiccano sulle pagine dei quotidiani e la risposta dell’opposizione in consiglio non si lascia attendere. Ecco infatti Riccardo De Corato, ex vicesindaco e ora consigliere tra le file di Fratelli d’Italia, che tuona: “Pisapia in un’intervista a Il Giorno ha dichiarato senza mezzi termini che le priorità sono le moschee e i centri sociali. Annotiamo quindi che con tutti i problemi economici, sociali e di sicurezza dei milanesi, il primo pensiero del sindaco va agli islamici e ai no global che occupano spazi abusivamente”. Già lo scorso 5 agosto De Corato aveva invocato il referendum sulla questione Moschea, ricordando come “Non si costruirà alcuna grande moschea senza che i milanesi abbiano espresso la loro opinione al riguardo”. A riaprire il discorso, a inizio mese,Davide Piccardo, del coordinamento delle associazioni islamiche di Milano, che aveva ribadito come gli spazi offerti in città fossero “piccoli e inadeguati”. Oggi, la questione, torna a far discutere. L’affermazione di Pisapia arriva dopo la chiusura del Ramadan che ha visto oltre diecimila musulmani pregare all’intero dell’Arena alla presenza (e all’ennesimo putiferio) del discusso imam giordano Al Bustanji (qui, l’analisi di Marco Respinti sul Ramadan alla milanese). È sempre De Corato che batte contro l’affermazione del sindaco, soprattutto in questa contingenza: “Pisapia stanga i cittadini con tasse sempre più alte, aumenta il biglietto Atm, rincara la sosta e l’occupazione di suolo pubblico e vessa i commercianti. Per non parlare del problema della sicurezza che dovrebbe essere assolutamente una priorità, e invece vede delinquenza e violenza dilagare in tutta la città. Anche alle domande sull’Imu e sull’Aler, che molto interessano i milanesi (soprattutto quelli delle classi più disagiate), le risposte nell’intervista erano piene di incertezze e di ‘forse’. Trovo vergognoso che un sindaco preferisca occuparsi di stranieri e abusivi piuttosto che dei suoi cittadini”. Difficile dargli torto. Attendiamo, da Pisapia, una parola sui milanesi. Prima o poi.

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