“ilcittadino 19.07.2013”
Si chiama “Lodi Cuore e Vita” ed è il progetto di
prevenzione cardiovascolare presentato ieri mattina all’ospedale Maggiore di
Lodi, alla presenza del governatore Roberto Maroni. Numerosi enti ed
istituzioni del territorio hanno sottoscritto un protocollo di accordo
finalizzato all’installazione e all’utilizzo di defibrillatori sulle volanti
della polizia di stato. La Cardiologia del presidio ospedaliero di Lodi ha
intrapreso negli ultimi anni diverse iniziative di prevenzione e di cura
precoce delle malattie cardiache, anche nella prospettiva del «ritardo
evitabile, attraverso l’inizio - in caso di emergenza - di manovre rianimatorie
da parte di soggetti formati all’uso dei defibrillatori semiautomatici». Il
protocollo approvato ieri prevede il contributo economico della Banca di
credito cooperativo Centropadana per l’acquisto della strumentazione e il
pagamento dei corsi di formazione al primo soccorso per gli agenti. L’Azienda
ospedaliera e l’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) si impegnano a realizzare
un sistema di segnalazione degli arresti cardiocircolatori alla Questura di
Lodi da parte della centrale operativa del 118. In particolare, la centrale
allerterà la sala operativa della polizia per un possibile intervento congiunto
della pattuglia in servizio più vicina con il soccorso sanitario.
La modalità di attivazione in futuro potrà essere non solo telefonica, ma anche informatica, grazie all’ausilio di un software che permetterà di inviare in modo automatico e quindi in tempi brevissimi una segnalazione alla polizia. Il direttore di cardiologia Egidio Marangoni, presente ieri mattina anche in qualità di membro dell’Associazione “Amici del Cuore - Roberto Malusardi Onlus”, si è detto soddisfatto dell’obiettivo raggiunto: «Là dove i dispositivi Dae sono già stati utilizzati dalle forze dell’ordine, i tempi di intervento si sono dimezzati e così sono raddoppiate le possibilità vita dei pazienti, con conseguente riduzione dei danni neurologici. Le fasi del progetto sono tre e prevedono il reperimento degli apparecchi, l’addestramento degli operatori e l’integrazione dell’intervento di polizia nella rete Areu». Areu stessa provvederà all’istruzione dei circa 40 agenti che effettuano servizio di pattuglia, mentre i Dae potranno essere reperiti attraverso grazie i fondi messi a disposizione dalla Centropadana o a mezzo di libere donazioni. Il progetto ha inoltre l’obiettivo più generale di creare una cultura della prevenzione cardiovascolare e pertanto di favorire l’installazione di defibrillatori in tutti luoghi pubblici e di alta frequentazione.
La modalità di attivazione in futuro potrà essere non solo telefonica, ma anche informatica, grazie all’ausilio di un software che permetterà di inviare in modo automatico e quindi in tempi brevissimi una segnalazione alla polizia. Il direttore di cardiologia Egidio Marangoni, presente ieri mattina anche in qualità di membro dell’Associazione “Amici del Cuore - Roberto Malusardi Onlus”, si è detto soddisfatto dell’obiettivo raggiunto: «Là dove i dispositivi Dae sono già stati utilizzati dalle forze dell’ordine, i tempi di intervento si sono dimezzati e così sono raddoppiate le possibilità vita dei pazienti, con conseguente riduzione dei danni neurologici. Le fasi del progetto sono tre e prevedono il reperimento degli apparecchi, l’addestramento degli operatori e l’integrazione dell’intervento di polizia nella rete Areu». Areu stessa provvederà all’istruzione dei circa 40 agenti che effettuano servizio di pattuglia, mentre i Dae potranno essere reperiti attraverso grazie i fondi messi a disposizione dalla Centropadana o a mezzo di libere donazioni. Il progetto ha inoltre l’obiettivo più generale di creare una cultura della prevenzione cardiovascolare e pertanto di favorire l’installazione di defibrillatori in tutti luoghi pubblici e di alta frequentazione.

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