venerdì 19 luglio 2013

Pasticcio kazaco, Maroni contro Letta: «l’unico latitante è lui»


“La Padania 19.07.2013”


Il Governissimo traballa. Alla vigilia del voto di sfiducia contro Angelino Alfano, Roberto Maroni sente le scazzottate nel  Partito Democratico e pronostica un futuro poco sereno per l'Esecutivo delle larghe intese. «In giro - osserva il leader del  Carroccio - c'è aria di crisi. Io non faccio il tifo per la crisi del Governo ma voglio un Esecutivo che mi rispetti e risolva i miei problemi. Finora però questo non è avvenuto». Sulla questione dell'espulsione della moglie e del la figlia del dissidente kazako Ablyazov, la Lega Nord non è rimasta soddisfatta dalla relazione letta in Aula da Alfano, ma nonostante questo non gli voterà la sfiducia perché ritiene che la questione coinvolga tutto il Governo e non solo il titolare del Viminale. «Conosco bene le persone coinvolte e ho sentito il ministro Alfano che ha detto in Senato alcune cose che sono la versione ufficiale. Mi pare però - ribadisce il leader del Carroccio –che l'unico latitante in tutta questa vicenda sia il presidente del Consiglio Enrico Letta che noi abbiamo chiamato in Parlamento per riferire la versione del governo e anche per evitare che succedano altri pasticci del genere» .
Oggi dunque vedremo se Letta sarà in Aula solamente per testimoniare la propria vicinanza fisi ca al suo vicepremier o anche per prendere la parola e metterei la faccia. Dopo le minacce arrivate nei giorni scorsi da Palazzo Chigi sui lavori di Expo, la Lega attende le sue riflessioni con grande curiosità... In giornata, comunque, Maroni si toglie dalla scarpa anche un altro sassolino, intervenendo sull'eccezionale reattività della giustizia nei confronti degli esponenti leghisti. Delle ultime ore, infatti, è non solo l'apertura di un'indagine sulle note dichiarazioni di Roberto Calderoli sul ministro Kyenge, ma anche la condanna a tredici mesi di Dolores Valandro, l'ex consigliera di quartiere della Lega Nord a Padova, che su Facebook aveva offeso la ministra dell'Integrazione. «Questo - commenta con amara ironia il segretario federa le del Carroccio – dimostra che la giustizia quando vuole sa essere rapida. Mi auguro che lo stesso tempismo sia applicato nei confronti dei mafiosi, degli stupratori e degli assassini, visto che ogni tanto leggiamo che qualche mafioso esce per decorrenza dei termini. Se tutta la giustizia fosse così efficiente saremmo davvero un Paese moderno».

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