“La Padania 14-15.07.2013”
Sono
diventate un caso europeo le frasi di Christian Estrosi, sindaco di
Nizza e deputato dell'Ump di Nicolas Sarkozy che, in prossimità delle
elezioni nella sua città e forse sentendo il fiato su l collo del Front
National di Marine Le Pen ha deciso di andare in televisione in versione
sindaco sceriffo e chiarire il suo punto di vista su due questioni che in
Francia, e in Costa Azzurra in particola re, stanno diventando davvero scottanti:
il rapporto tra Stato laico e islam e la sempre maggiore invadenza dei nomadi. Prendendo
spunto dalle dichiarazioni del presidente François Hollande che nonostante
le vicende egiziane ha affermato che «la
Francia sa che islam e democrazia sono compatibili», Estrosi ha ribattuto dicendo:
«Non si può rivendicare sempre la laicità francese e allo stesso tempo dire che
democrazia e islam sono perfettamente compatibili. Quando vedo quello che succede
in Egitto e in altri Paesi in nome dell'islam io sono particolarmente inquieto.
Dunque per me c'è totale incompatibilità e voglio che si difenda l'idea di libertà e di democrazia a partire dal principio di laicità che fa del nostro Paese un modello». Dichiarazioni che hanno scandalizzato la sinistra ma hanno fatto sorridere il mondo della destra identitaria nizzarda che attraverso Philippe Vardon di Nissa Rebela precisa: «Queste parole ci hanno stupito visto che dal 2006 il sindaco si è dimostrato un sostegno attivo all'islamizzazione della città. Se Nizza conta oggi 18 luoghi di culto islamico il sindaco non ne è estraneo ed è lui che ha instaurato un partenariato tra il comune e l'Unione delle Organizzazioni Islamiche. Poiché non vogliamo pensare che si tratti solo di propaganda elettorale ci attendiamo misure forti come, per esempio, fermare il progetto di una nuova moschea a Nizza e cessare le relazioni con l'Unione dei musulmani». Pressato da sinistra e destra Estrosi non ha però mollato e ha rincarato la dose parlando di gitani e rom che vivono di espedienti e si spostano sulla Costa occupando abusivamente terreni privati e comunali. Estrosi ha spiegato che la loro cacciata è diventata più difficile a causa di una circolare del nuovo ministro dell'interno, il socialista Valls, ma ha raccontato di aver comunque già "domato" molti fuorilegge e ha spiegato il suo "metodo" di lotta lanciando un appello alla rivolta a tutti i sindaci francesi. «Non bisogna cedere - ha detto - metto telecamere dappertutto per sorvegliare chi entra chi esce dai campi abusivi e quello che vanno a fare dappertutto in città. Poi rilevo le targhe delle auto, sapete quelle belle e grosse che un francese dovrebbe lavorare tutta la vita per comprarle, e mi rivolgo al tribunale per poterle sequestrare a titolo di risarcimento». Il sindaco, che afferma di aver presentato agli abusivi una multa di 500.000 euro, riferisce di avergli detto: «Non solo dovete andarvene, ma prima dovete pagare. Se non pagate scatta il sequestro delle auto per rimborsare i contribuenti di Nizza. Invierò spiegazioni su questo modello di azione a tutti i sindaci perché sappiano che mezzi utilizzare di fronte a un potere socialista che non li aiuta». Alla domanda se considera gitani e rom dei delinquenti ha risposto: «Quando si entra attraverso l'effrazione da qualche parte s i è delinquenti». Parole che molti francesi hanno apprezzato ma che hanno scatenato un diluvio di reazioni durissime e scandalizzate della sinistra e una serie di denunce da parte delle associazioni antirazziste. Il portavoce socialista ha accusato Estrosi di «incitare a sollevazioni popola riviolente» e ha detto che «Si ha l'impressione di avere a che fare con un miliziano e non con un deputato». «Cosa vuole fare? - si è chiesto - prendere una mazza da baseball e regolare i conti?». Intanto l ' associazione "Sos razzismo", seguita da altre ha annunciato che lo denuncerà per incitazione all'odio razziale e il commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa ha definito le frasi "inaccettabili e irresponsabili » giudicando per sitivo il fatto che il ministro Valls le avesse condannate. Valls infatti, tra gli applausi della sinistra ha risposto alla questione in parlamento dicendo che il discorso di Estrosi «è emanazione di politiche del passato che hanno fatto male alla Francia». La frecciata naturalmente è diretta a Sarkozy che sta tornando in pista e che nel passato scatenò polemiche con le sue critiche ai rom. E mentre la tensione sale, in un angolo, se la ride il Front National che su queste questioni lancia allarmi da sempre e oggi, dopo anni di emarginazione, si vede inseguito sul proprio terreno dalla destra moderata in cerca di recuperare i voti della borghesia impaurita dalla deriva francese. Stuzzicato sul tema il fondatore del Front, Jean Marie Le Pen, si è limitato a dire con una battuta che la presenza dei rom a Nizza è «Urticante e fragrante». Tanto è bastato per l'ennesima denuncia che si aggiunge alla recente decisione del Parlamento europeo di togliere l'immunità a sua figlia Marine in modo da consentire alla magistratura francese di processarla per aver paragonato le preghiere in strada degli islamici ad una forma di occupazione. Frasi inaccettabili per un governo di sinistra guidato da un presidente che, come raccontato recentemente, ha raccolto l'86% dei voti musulmani e che ora mira a far fuori la scomoda oppositrice non col voto ma attraverso manovre giudiziarie. Le accuse e le querele però, a leggere i sondaggi, sembrano far bene ai Le Pen e Marine che ha percentuali di gradimento triple a quelle del presidente Holland ha spiegato di non avere nulla da rimproverarsi perché la sua sola colpa è aver osato dire quel che i francesi pensano. La guerriglia in "Hollandistan", nomignolo dato dalla destra alla Francia sinistrata, pare appena cominciata.
Dunque per me c'è totale incompatibilità e voglio che si difenda l'idea di libertà e di democrazia a partire dal principio di laicità che fa del nostro Paese un modello». Dichiarazioni che hanno scandalizzato la sinistra ma hanno fatto sorridere il mondo della destra identitaria nizzarda che attraverso Philippe Vardon di Nissa Rebela precisa: «Queste parole ci hanno stupito visto che dal 2006 il sindaco si è dimostrato un sostegno attivo all'islamizzazione della città. Se Nizza conta oggi 18 luoghi di culto islamico il sindaco non ne è estraneo ed è lui che ha instaurato un partenariato tra il comune e l'Unione delle Organizzazioni Islamiche. Poiché non vogliamo pensare che si tratti solo di propaganda elettorale ci attendiamo misure forti come, per esempio, fermare il progetto di una nuova moschea a Nizza e cessare le relazioni con l'Unione dei musulmani». Pressato da sinistra e destra Estrosi non ha però mollato e ha rincarato la dose parlando di gitani e rom che vivono di espedienti e si spostano sulla Costa occupando abusivamente terreni privati e comunali. Estrosi ha spiegato che la loro cacciata è diventata più difficile a causa di una circolare del nuovo ministro dell'interno, il socialista Valls, ma ha raccontato di aver comunque già "domato" molti fuorilegge e ha spiegato il suo "metodo" di lotta lanciando un appello alla rivolta a tutti i sindaci francesi. «Non bisogna cedere - ha detto - metto telecamere dappertutto per sorvegliare chi entra chi esce dai campi abusivi e quello che vanno a fare dappertutto in città. Poi rilevo le targhe delle auto, sapete quelle belle e grosse che un francese dovrebbe lavorare tutta la vita per comprarle, e mi rivolgo al tribunale per poterle sequestrare a titolo di risarcimento». Il sindaco, che afferma di aver presentato agli abusivi una multa di 500.000 euro, riferisce di avergli detto: «Non solo dovete andarvene, ma prima dovete pagare. Se non pagate scatta il sequestro delle auto per rimborsare i contribuenti di Nizza. Invierò spiegazioni su questo modello di azione a tutti i sindaci perché sappiano che mezzi utilizzare di fronte a un potere socialista che non li aiuta». Alla domanda se considera gitani e rom dei delinquenti ha risposto: «Quando si entra attraverso l'effrazione da qualche parte s i è delinquenti». Parole che molti francesi hanno apprezzato ma che hanno scatenato un diluvio di reazioni durissime e scandalizzate della sinistra e una serie di denunce da parte delle associazioni antirazziste. Il portavoce socialista ha accusato Estrosi di «incitare a sollevazioni popola riviolente» e ha detto che «Si ha l'impressione di avere a che fare con un miliziano e non con un deputato». «Cosa vuole fare? - si è chiesto - prendere una mazza da baseball e regolare i conti?». Intanto l ' associazione "Sos razzismo", seguita da altre ha annunciato che lo denuncerà per incitazione all'odio razziale e il commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa ha definito le frasi "inaccettabili e irresponsabili » giudicando per sitivo il fatto che il ministro Valls le avesse condannate. Valls infatti, tra gli applausi della sinistra ha risposto alla questione in parlamento dicendo che il discorso di Estrosi «è emanazione di politiche del passato che hanno fatto male alla Francia». La frecciata naturalmente è diretta a Sarkozy che sta tornando in pista e che nel passato scatenò polemiche con le sue critiche ai rom. E mentre la tensione sale, in un angolo, se la ride il Front National che su queste questioni lancia allarmi da sempre e oggi, dopo anni di emarginazione, si vede inseguito sul proprio terreno dalla destra moderata in cerca di recuperare i voti della borghesia impaurita dalla deriva francese. Stuzzicato sul tema il fondatore del Front, Jean Marie Le Pen, si è limitato a dire con una battuta che la presenza dei rom a Nizza è «Urticante e fragrante». Tanto è bastato per l'ennesima denuncia che si aggiunge alla recente decisione del Parlamento europeo di togliere l'immunità a sua figlia Marine in modo da consentire alla magistratura francese di processarla per aver paragonato le preghiere in strada degli islamici ad una forma di occupazione. Frasi inaccettabili per un governo di sinistra guidato da un presidente che, come raccontato recentemente, ha raccolto l'86% dei voti musulmani e che ora mira a far fuori la scomoda oppositrice non col voto ma attraverso manovre giudiziarie. Le accuse e le querele però, a leggere i sondaggi, sembrano far bene ai Le Pen e Marine che ha percentuali di gradimento triple a quelle del presidente Holland ha spiegato di non avere nulla da rimproverarsi perché la sua sola colpa è aver osato dire quel che i francesi pensano. La guerriglia in "Hollandistan", nomignolo dato dalla destra alla Francia sinistrata, pare appena cominciata.

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