“Simone Girardin”
“La Padania 12.06.2013”
«Ovviamente
non possiamo essere soddisfatti da questi risultati. Non ne fare i un dramma,
ma prenderei atto della situazione con la consapevolezza che abbiamo rinnovato il
partito in un anno. Dobbiamo riprendere il percorso». Nonostante la batosta
elettorale, Massimiliano Fedriga si mostra ottimista. E ieri, ad Agorà,
su Rai Tre, spiega come questa contrazione riguardi «tutto il centrodestra. Il
centrosinistra ha vinto per abbandono del campo da parte degli elettori del
centrodestra. Se con Bossi e Berlusconi in campo i risultati sarebbero stati
diversi? Con Maroni, e Berlusconi in campo i risultati sarebbero stati
diversi». Quanto alla sconfitta di Treviso, feudo storico leghista, il parlamentare
triestino è lapidario: «Non è il centrosinistra ad aver convinto, sono i nostri
elettori che non sono andati a votare». Anche Roberto Cota, governatore del
Piemonte, prova a gettare acqua su l fuoco: «Vorrei semplicemente far notare
agli avvoltoi che danno la Lega per finita che Roberto Maroni, segretario
federale della Lega Nord, ha appena vinto le elezioni regionali in Lombardia conseguendo
un risultato storico». Ieri anche il sindaco di Verona e segretario veneto del
Carroccio, Flavio Tosi, non si è nascosto, commentando apertamente i
risultati dei ballottaggi: «Il futuro per la Lega è quello di continuare a
lavorare sul territorio». «Abbiamo - spiega ancora Tosi - le tre grandi regioni
del Nord a cui abbiamo promesso il federalismo attraverso la macro regione, quindi
riduzione della spesa pubblica e della burocrazia. Le cose che servono al Nord
e a tutto il Paese. Dobbiamo dimostrare di saperlo fare; se facciamo qualcosa i
cittadini ci torneranno a votare».
Ma a pesare soprattutto resta la sconfitta a Treviso del candidato sindaco della Lega. Un episodio che «apre un profondo ragionamento che richiede spirito costruttivo e maturità, ma che non andrà ad interferire sulla dirigenza, dove già ci sono gli uomini migliori nei posti migliori». Questo il punto di vista di Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso, all'indomani del risultato elettorale che ha consegnato Treviso, dopo vent'anni di gestione leghista, al centrosinistra. «Ci sono persone dell'area di Gentilini che stanno vivendo un momento di panico - riconosce Muraro - ma è dalle proposte che occorre ripartire, dobbiamo tornare a fare i portatori delle vere istanze della gente. Del resto - chiude Muraro - i congressi li abbiamo fatti appena l'anno scorso, ogni trasformazione richiede del tempo». Comunque per Tosi qualcosa di buono si può prendere dall'esperienza negativa alle urne di Treviso: «In queste elezioni il modello delle civiche ha dimostrato che sono andate bene ovunque. Spesso le civiche sono il primo partito; in moltissimi comuni il sindaco ha la sua civica di riferimento. Pensiamo a Gentilini: nonostante la Lega non abbia avuto la riconferma di Giancarlo alla guida di Treviso, però lui ha fatto uno strepitoso risultato personale». Per Tosi questo vuol dire che le liste che fanno riferimento a persone credibili, agganciate ai partiti politici tradizionali possono essere la via d'uscita corretta. «Però solo se dai risultati. Perché oggi per fortuna i cittadini ti votano se fai le cose, se non le fai ti mandano a casa».
Ma a pesare soprattutto resta la sconfitta a Treviso del candidato sindaco della Lega. Un episodio che «apre un profondo ragionamento che richiede spirito costruttivo e maturità, ma che non andrà ad interferire sulla dirigenza, dove già ci sono gli uomini migliori nei posti migliori». Questo il punto di vista di Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso, all'indomani del risultato elettorale che ha consegnato Treviso, dopo vent'anni di gestione leghista, al centrosinistra. «Ci sono persone dell'area di Gentilini che stanno vivendo un momento di panico - riconosce Muraro - ma è dalle proposte che occorre ripartire, dobbiamo tornare a fare i portatori delle vere istanze della gente. Del resto - chiude Muraro - i congressi li abbiamo fatti appena l'anno scorso, ogni trasformazione richiede del tempo». Comunque per Tosi qualcosa di buono si può prendere dall'esperienza negativa alle urne di Treviso: «In queste elezioni il modello delle civiche ha dimostrato che sono andate bene ovunque. Spesso le civiche sono il primo partito; in moltissimi comuni il sindaco ha la sua civica di riferimento. Pensiamo a Gentilini: nonostante la Lega non abbia avuto la riconferma di Giancarlo alla guida di Treviso, però lui ha fatto uno strepitoso risultato personale». Per Tosi questo vuol dire che le liste che fanno riferimento a persone credibili, agganciate ai partiti politici tradizionali possono essere la via d'uscita corretta. «Però solo se dai risultati. Perché oggi per fortuna i cittadini ti votano se fai le cose, se non le fai ti mandano a casa».

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