giovedì 13 giugno 2013

«La Turchia di Erdogan non ha nulla in comune con l'Europa»

“La Padania 13.06.2013”

«In cosa assomiglia questa Turchia all'Europa? Come si può continuare a spingere per l'integrazione quando tutti gli indicatori vanno nella direzione contraria? Noi siamo a fianco di quei giovani che protestano nelle città turche e siamo contro il disegno oscurantista di Erdogan, emblema e promotore di un regime islamista strisciante» Lo ha dichiarato Gianluca Pini, capogruppo in Commissione Affari Esteri a Montecitorio per la Lega Nord, nel corso di un' informativa alla Camera del Ministro Sonino sulla situazione in Turchia, dove da due settimane è in corso una protesta antigovernativa. «Erdogan -ha detto Pini –non è certo un europeista e dubitiamo fortemente potrà mai farsi garante di quella democrazia che l'Europa richiede. Siamo convinti che dietro questo abbraccio alla Turchia si celino le solite lobbies interessate a  delocalizzare ancora di più le nostre produzioni.
Ci auguriamo che il buonsenso prevalga così da scongiurare pericolosi imbarazzi alla stregua del penoso caso Ocalan». Intanto ieri Piazza Taksim a Istanbul è tornata parzialmente alla normalità: sono riapparsi taxi, auto e pedoni, mentre una massiccia presenza di polizia è schierata di lato, vicina alla nuova barricata che i dimostranti che ancora occupano il Gezi park hanno eretto per tentare di impedire agli agenti di sparare contro di loro altri gas lacrimogeni. La piazza è stata riconquistata dalle forze antisommossa dopo ore di scontri violenti con migliaia di manifestanti, che hanno fatto 200 feriti, ma i manifestanti rimasti nel parco sono ancora centinaia. E anche ad Ankara ci  sono stati violenti incidenti dopo che Erdogan aveva dichiarato "tolleranza zero" contro i manifestanti. Nel pomeriggio di ieri Erdogan ha ricevuto una delegazione in rappresentanza della protesta, ma i manifestanti hanno negato di essere stati invitati, accusando il governo di avere scelto delegati di comodo. E con la repressione è arrivata la censura: il governo ha multato infatti le piccole tv che hanno trasmesso in diretta le manifestazioni di protesta. 



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