“La Padania 13.06.2013”
«In cosa assomiglia questa Turchia all'Europa? Come
si può continuare a spingere per l'integrazione quando tutti gli indicatori vanno
nella direzione contraria? Noi siamo a fianco di quei giovani che protestano nelle
città turche e siamo contro il disegno oscurantista di Erdogan, emblema e promotore
di un regime islamista strisciante» Lo ha dichiarato Gianluca Pini, capogruppo
in Commissione Affari Esteri a Montecitorio per la Lega Nord, nel corso di un'
informativa alla Camera del Ministro Sonino sulla situazione in Turchia, dove
da due settimane è in corso una protesta antigovernativa. «Erdogan -ha detto
Pini –non è certo un europeista e dubitiamo fortemente potrà mai farsi garante
di quella democrazia che l'Europa richiede. Siamo convinti che dietro questo
abbraccio alla Turchia si celino le solite lobbies interessate a delocalizzare ancora di più le nostre
produzioni.
Ci auguriamo che il buonsenso prevalga così da scongiurare pericolosi imbarazzi alla stregua del penoso caso Ocalan». Intanto ieri Piazza Taksim a Istanbul è tornata parzialmente alla normalità: sono riapparsi taxi, auto e pedoni, mentre una massiccia presenza di polizia è schierata di lato, vicina alla nuova barricata che i dimostranti che ancora occupano il Gezi park hanno eretto per tentare di impedire agli agenti di sparare contro di loro altri gas lacrimogeni. La piazza è stata riconquistata dalle forze antisommossa dopo ore di scontri violenti con migliaia di manifestanti, che hanno fatto 200 feriti, ma i manifestanti rimasti nel parco sono ancora centinaia. E anche ad Ankara ci sono stati violenti incidenti dopo che Erdogan aveva dichiarato "tolleranza zero" contro i manifestanti. Nel pomeriggio di ieri Erdogan ha ricevuto una delegazione in rappresentanza della protesta, ma i manifestanti hanno negato di essere stati invitati, accusando il governo di avere scelto delegati di comodo. E con la repressione è arrivata la censura: il governo ha multato infatti le piccole tv che hanno trasmesso in diretta le manifestazioni di protesta.
Ci auguriamo che il buonsenso prevalga così da scongiurare pericolosi imbarazzi alla stregua del penoso caso Ocalan». Intanto ieri Piazza Taksim a Istanbul è tornata parzialmente alla normalità: sono riapparsi taxi, auto e pedoni, mentre una massiccia presenza di polizia è schierata di lato, vicina alla nuova barricata che i dimostranti che ancora occupano il Gezi park hanno eretto per tentare di impedire agli agenti di sparare contro di loro altri gas lacrimogeni. La piazza è stata riconquistata dalle forze antisommossa dopo ore di scontri violenti con migliaia di manifestanti, che hanno fatto 200 feriti, ma i manifestanti rimasti nel parco sono ancora centinaia. E anche ad Ankara ci sono stati violenti incidenti dopo che Erdogan aveva dichiarato "tolleranza zero" contro i manifestanti. Nel pomeriggio di ieri Erdogan ha ricevuto una delegazione in rappresentanza della protesta, ma i manifestanti hanno negato di essere stati invitati, accusando il governo di avere scelto delegati di comodo. E con la repressione è arrivata la censura: il governo ha multato infatti le piccole tv che hanno trasmesso in diretta le manifestazioni di protesta.

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