"mattinopadova.gelocal.it 12.05.2013"
PADOVA. Segretario Flavio Tosi,
dopo gli scontri di un mese fa nella Lega è spuntata la tregua. Ieri nessuna
polemica alla direzione regionale: lei che ne pensa del vertice tra il ministro
dello Sviluppo Zanonato e il governatore del Veneto Zaia: hanno concordato
un’agenda che lei condivide? «L’incontro tra Zanonato e Zaia è un segnale
di attenzione del nuovo governo e di un ministro-sindaco, come me, nei
confronti del Veneto, ma non basta. È solo il primo passo e la Lega ha chiesto
al governatore Zaia di aprire il confronto con i 4-5 ministri chiave: il
premier Letta, Saccomanni che ha la delega al Tesoro, Lupi per le
infrastrutture, Giovannini per il lavoro oltre a Zanonato che si occupa di
industria. Mi auguro che si organizzi in tempi molto stretti un summit tra
questi ministri e la giunta veneta di Luca Zaia, che ha molte proposte da
suggerire. Purtroppo i segnali di crisi cominciano a pesare sui dati
dell’export dell’industria e sull’occupazione, con il boom della cassa
integrazione. Penso che il governatore consulterà le categorie economiche per
avere un quadro esatto delle emergenze da segnalare ai ministri». Nell’agenda delle priorità concordata tra
Zaia e Zanonato si dà grande risalto alla centrale dell’Enel di Porto Tolle e
al suo potenziamento: lei la considera una priorità? «Certo. L’ampliamento
della centrale Enel rappresenta l’unica vera opportunità di occupazione per il
Polesine. E non tanto per i 2,5 miliardi di investimenti previsti, ma per le
prospettive che mette in moto.
Debbo dire con amarezza che siamo di fronte a una vicenda paradossale, vero paradigma del declino industriale dell’Italia rispetto all’Ue: il mostro-burocrazia con le sue battaglie nei tribunale ha spaventato chiunque voglia investire. Se le procedure amministrative e la giustizia civile non diventano più rapide sarà difficile attirare i grandi investitori internazionali. Siamo di fronte ad un’autentica vergogna: il via libera arriva dopo 8-10 anni. Non si può». Cosa metterebbe lei nella lista delle priorità da sottoporre al governo? «Non solo la centrale Enel di Porto Tolle, ma tutta la partita delle infrastrutture che ha nel ministro Lupi il primo interlocutore. La più importante è la Pedemontana, che deve essere realizzata nei tempi e nei modi concordati. E poi i rinnovi delle concessioni delle autostrade: vanno in scadenza Autovie venete, che attende la terza corsia; la A4 e poi la Valdastico con il progetto di prolungamento fino al Trentino. Si tratta di asset che debbono restare al Veneto: l’impegno del governo dev’essere totale». Letta vuole tagliare l’Imu sulla prima casa, lei a Verona come sindaco l’ha invece aumentata: non teme di aver adottato una scelta impopolare, che peserà sui bilanci delle famiglie? «L’Imu sulla prima casa apre un buco di 4 miliardi sui conti dello Stato: questi soldi venivano trasferiti ai Comuni. Voglio capire come Letta riuscirà a far quadrare i conti. L’altra sera mi ha telefonato il ministro Graziano Del Rio, sindaco di Reggio Emilia, ex presidente Anci, che mi ha dato ampie garanzie sull’immediato trasferimento di pari risorse ai Comuni. Si tratta di capire come verrà sostituita e quali parametri verranno introdotti per il gettito equivalente all’Imu: non vorrei che si tornasse alla spesa storica come nel 2008 con l’Ici per cui il Veneto rischia il salasso». La Lega si è astenuta e ha annunciato un’opposizione costruttiva: cosa vi aspettate dal governo delle larghe intese Pd-Pdl-Monti? «Che porti l’Italia fuori dalla crisi. Voteremo a favore ogni volta che Letta e i suoi ministri presenteranno provvedimenti utili al territorio. Il tema centrale è quello dei tagli della spesa pubblica, per trovare le risorse con cui abbassare il cuneo fiscale e avviare la riforma del costo del lavoro. Il Veneto ha i conti in regola, basta controllare la tabella della spesa del Mef nelle regioni per capire chi e quanto spreca. Veneto, Lombardia ed Emilia sono non solo virtuose ma con il loro gettito fiscale lasciano al governo un surplus che tiene in piedi l’Italia». Nella Lega è finita la guerra tra bande? «Ma quali bande, basta con le espulsioni. Pensiamo a far politica, a bloccare la legge sullo ius soli agli immigrati».
Debbo dire con amarezza che siamo di fronte a una vicenda paradossale, vero paradigma del declino industriale dell’Italia rispetto all’Ue: il mostro-burocrazia con le sue battaglie nei tribunale ha spaventato chiunque voglia investire. Se le procedure amministrative e la giustizia civile non diventano più rapide sarà difficile attirare i grandi investitori internazionali. Siamo di fronte ad un’autentica vergogna: il via libera arriva dopo 8-10 anni. Non si può». Cosa metterebbe lei nella lista delle priorità da sottoporre al governo? «Non solo la centrale Enel di Porto Tolle, ma tutta la partita delle infrastrutture che ha nel ministro Lupi il primo interlocutore. La più importante è la Pedemontana, che deve essere realizzata nei tempi e nei modi concordati. E poi i rinnovi delle concessioni delle autostrade: vanno in scadenza Autovie venete, che attende la terza corsia; la A4 e poi la Valdastico con il progetto di prolungamento fino al Trentino. Si tratta di asset che debbono restare al Veneto: l’impegno del governo dev’essere totale». Letta vuole tagliare l’Imu sulla prima casa, lei a Verona come sindaco l’ha invece aumentata: non teme di aver adottato una scelta impopolare, che peserà sui bilanci delle famiglie? «L’Imu sulla prima casa apre un buco di 4 miliardi sui conti dello Stato: questi soldi venivano trasferiti ai Comuni. Voglio capire come Letta riuscirà a far quadrare i conti. L’altra sera mi ha telefonato il ministro Graziano Del Rio, sindaco di Reggio Emilia, ex presidente Anci, che mi ha dato ampie garanzie sull’immediato trasferimento di pari risorse ai Comuni. Si tratta di capire come verrà sostituita e quali parametri verranno introdotti per il gettito equivalente all’Imu: non vorrei che si tornasse alla spesa storica come nel 2008 con l’Ici per cui il Veneto rischia il salasso». La Lega si è astenuta e ha annunciato un’opposizione costruttiva: cosa vi aspettate dal governo delle larghe intese Pd-Pdl-Monti? «Che porti l’Italia fuori dalla crisi. Voteremo a favore ogni volta che Letta e i suoi ministri presenteranno provvedimenti utili al territorio. Il tema centrale è quello dei tagli della spesa pubblica, per trovare le risorse con cui abbassare il cuneo fiscale e avviare la riforma del costo del lavoro. Il Veneto ha i conti in regola, basta controllare la tabella della spesa del Mef nelle regioni per capire chi e quanto spreca. Veneto, Lombardia ed Emilia sono non solo virtuose ma con il loro gettito fiscale lasciano al governo un surplus che tiene in piedi l’Italia». Nella Lega è finita la guerra tra bande? «Ma quali bande, basta con le espulsioni. Pensiamo a far politica, a bloccare la legge sullo ius soli agli immigrati».

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