"corrieredelveneto.it 02.05.2013"
VERONA — «Bene non far pagare l’Imu sulla prima casa. Ma è ovvio che adesso aspettiamo di sapere come il governo Letta intende trovare i soldi necessari per questa operazione». A 24 ore di distanza dalle decisioni prese dalla giunta su Imu e addizionale Irpef, il sindaco Flavio Tosi rifà un po’ di conti e sospende il giudizio sulle scelte indicate da Enrico Letta. «Perché in realtà - spiega Tosi - abbiamo sentito solo buone intenzioni, ma non ha spiegato dove troverà le risorse per passare dalle parole ai fatti». Partiamo da Verona, sindaco. Avete alzato l’Imu e l’Irpef: era proprio necessario? «È stato un atto dovuto dopo il taglio che anche quest’anno abbiamo subito nei finanziamenti da parte dello Stato. Ci hanno tolto altri 16 milioni, e le alternative erano due: tagliare spese per la stessa cifra o cercare nuove risorse». Non si poteva tagliare? «Il Comune ha bilancio di 300 milioni, 200 dei quali sono costituiti da spese fisse (stipendi, bollette e via dicendo) e solo 100 sono gestibili: di quei 100, 50 sono per interventi nel settore sociale. Togliere 16 milioni da lì voleva dire far del male alla povera gente, a quei veronesi che più di tutti hanno bisogno dei servizi municipali.
Quello che mi fa arrabbiare è che Verona paga più di un miliardo di tasse all’anno tra Irpef e Ires, e di quella cifra ci tornano indietro solo 22 milioni, ovvero il 2 per cento di quello che i veronesi versano allo Stato centrale. Senza pensare all’Imu, che lo Stato si riprende...». Imu che probabilmente non ci sarà più, creando un nuovo problema alle casse comunali. Come farete? «Dobbiamo capire le modalità di applicazione di questa scelta, perché ci sono varie ipotesi. Ci confronteremo come sindaci con il collega Del Rio (il ministro è sindaco di Reggio Emilia, ndr). Immagino che se vogliono fare la cosa più corretta taglieranno in maniera proporzionale, non in maniera lineare e con l’accetta. Se faranno così è probabile che l’aggravio che abbiamo introdotto venga annullato (proprio ieri lo stesso Del Rio ha spiegato che l’Imu verrà sospesa per la rata di giugno con l’impegno ad alleggerirla soprattutto per i meno abbienti, ndr)». Il Pd protesta perché l’Irpef non è più progressiva e parla di provvedimento che va anche contro la Costituzione... «Allora in primo luogo dovevano spiegarlo proprio ai sindaci del Pd, che non lo hanno fatto fin dall’inizio: noi siamo stati tra i pochissimi comuni a varare sia l’Imu che l’Irpef con un’impostazione progressiva. Per l’Imu l’abbiamo mantenuta. Per l’Irpef avevamo due possibilità: o togliere l’esenzione a chi ha redditi fino a 10mila euro, oppure fare come abbiam fatto. Abbiamo preferito mantenere l’esenzione, come aiuto alle famiglie più deboli». Come giudica il neonato governo Letta? «Beh, finora ha solo enunciato quel che vorrebbe fare. Quello che manca è l’indicazione su come troverà le risorse: ha elencato una serie di provvedimenti che hanno un costo, ragion per cui o aumenta le tasse (cosa insostenibile) o taglia le spese. Vediamo dove. È uno dei motivi per cui la Lega si è astenuta. Occorre ridurre la spesa pubblica e quindi gli sprechi. Spero sinceramente che Letta lo faccia. Se farà cose positive, voteremo molto volentieri a favore». Cambiamo argomento: lei è diventato presidente della concessionaria autostradale Brescia-Padova. Verona cosa ci guadagna? «La volontà di restare nella società è stata espressa dal Comune di Verona e dalla Provincia di Vicenza: non è quindi un caso se i rispettivi vertici istituzionali (lo stesso Tosi e il presidente della Provincia berica, Attilio Schneck, ndr) sono stati nominati ai vertici. In concreto, poi, in termini di infrastrutture, spese sul territorio e strade da costruire, Verona e Vicenza saranno ovviamente privilegiate rispetto al resto dell’asse tra Brescia e Padova». Vale anche per il Traforo delle Torricelle? «Quello ha un percorso a sé stante. Ci sono quei 53 milioni (stanziati dalla Brescia-Padova per il Traforo, ndr) che nessuno toccherà mai. Ma è ovvio che avere il sindaco che presiede la società erogatrice del finanziamento è una garanzia in più».
Quello che mi fa arrabbiare è che Verona paga più di un miliardo di tasse all’anno tra Irpef e Ires, e di quella cifra ci tornano indietro solo 22 milioni, ovvero il 2 per cento di quello che i veronesi versano allo Stato centrale. Senza pensare all’Imu, che lo Stato si riprende...». Imu che probabilmente non ci sarà più, creando un nuovo problema alle casse comunali. Come farete? «Dobbiamo capire le modalità di applicazione di questa scelta, perché ci sono varie ipotesi. Ci confronteremo come sindaci con il collega Del Rio (il ministro è sindaco di Reggio Emilia, ndr). Immagino che se vogliono fare la cosa più corretta taglieranno in maniera proporzionale, non in maniera lineare e con l’accetta. Se faranno così è probabile che l’aggravio che abbiamo introdotto venga annullato (proprio ieri lo stesso Del Rio ha spiegato che l’Imu verrà sospesa per la rata di giugno con l’impegno ad alleggerirla soprattutto per i meno abbienti, ndr)». Il Pd protesta perché l’Irpef non è più progressiva e parla di provvedimento che va anche contro la Costituzione... «Allora in primo luogo dovevano spiegarlo proprio ai sindaci del Pd, che non lo hanno fatto fin dall’inizio: noi siamo stati tra i pochissimi comuni a varare sia l’Imu che l’Irpef con un’impostazione progressiva. Per l’Imu l’abbiamo mantenuta. Per l’Irpef avevamo due possibilità: o togliere l’esenzione a chi ha redditi fino a 10mila euro, oppure fare come abbiam fatto. Abbiamo preferito mantenere l’esenzione, come aiuto alle famiglie più deboli». Come giudica il neonato governo Letta? «Beh, finora ha solo enunciato quel che vorrebbe fare. Quello che manca è l’indicazione su come troverà le risorse: ha elencato una serie di provvedimenti che hanno un costo, ragion per cui o aumenta le tasse (cosa insostenibile) o taglia le spese. Vediamo dove. È uno dei motivi per cui la Lega si è astenuta. Occorre ridurre la spesa pubblica e quindi gli sprechi. Spero sinceramente che Letta lo faccia. Se farà cose positive, voteremo molto volentieri a favore». Cambiamo argomento: lei è diventato presidente della concessionaria autostradale Brescia-Padova. Verona cosa ci guadagna? «La volontà di restare nella società è stata espressa dal Comune di Verona e dalla Provincia di Vicenza: non è quindi un caso se i rispettivi vertici istituzionali (lo stesso Tosi e il presidente della Provincia berica, Attilio Schneck, ndr) sono stati nominati ai vertici. In concreto, poi, in termini di infrastrutture, spese sul territorio e strade da costruire, Verona e Vicenza saranno ovviamente privilegiate rispetto al resto dell’asse tra Brescia e Padova». Vale anche per il Traforo delle Torricelle? «Quello ha un percorso a sé stante. Ci sono quei 53 milioni (stanziati dalla Brescia-Padova per il Traforo, ndr) che nessuno toccherà mai. Ma è ovvio che avere il sindaco che presiede la società erogatrice del finanziamento è una garanzia in più».

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