lunedì 27 maggio 2013

Maroni: «Referendum sull'euro»

"Andrea Sanesi"
"Milano.corriere.it 27.05.2013"

L'annuncio di un sondaggio artigianale sull'euro e sulla macroregione del Nord. E una firma pesantissima: quella messa in calce alla petizione per l'indipendenza della Lombardia. Una domenica da perfetto leghista per Roberto Maroni, trascorsa nella «sua» Varese per un convegno di Terra Insubre, i pasdaran dell'autonomismo subalpino. Nelle vesti di leader della Lega e da governatore della maggiore Regione d'Italia. I concetti sono comunque assai chiari. Si allestiranno i gazebo per chiedere a lombardi, piemontesi e veneti un giudizio sulla permanenza in area euro e sulla nascita della macroregione, versione riveduta e corretta della Padania. «Stiamo lavorando per chiedere al popolo sovrano cosa ne pensi della macroregione, dell'euro e di altri temi». In parole povere: una serie di referendum consultivi che dovranno svolgersi «prima dell'anno prossimo». Attenzione: Maroni ribadisce una volta di più di non essere «contro la moneta unica». E però il presidente si dice anche convinto della necessità di «abbinare alle elezioni europee dell'anno prossimo un referendum in tutti gli Stati che lo vogliono per dire sì o no» alla moneta unica. Proposta su cui il Carroccio ha raccolto anche le firme.
Ma questo tipo di referendum, Maroni ne è arciconvinto, «non si farà perché i governi europei ne hanno paura». Da qui l'idea di una consultazione «casalinga» solo tra le regioni del Nord: «era nel mio programma il principio di organizzare referendum consultivi su temi che riguardano la Regione anche su quelli non di stretta competenza regionale». Non solo. Il piatto forte del menu padano, nella domenica varesina, è la firma che il segretario appone alla petizione promossa dagli indipendentisti di «Color 44» per chiedere un altro referendum, questa volta per l'indipendenza della Lombardia. «Per noi il popolo è sovrano», spiega Maroni prima dell'autografo in calce. Poteva mancare l'hit del 75 per cento delle tasse da mantenere in tasche lombarde? «Al premier Letta consegneremo domani ( oggi , ndr) la richiesta formale di avviare un tavolo di lavoro per studiare come arrivarci progressivamente», spiega Maroni. Altrimenti? «Altrimenti inizieremo a mettere in atto azioni concrete per ottenere l'obiettivo comunque». Un esempio? «La sostituzione di Equitalia con una agenzia di riscossione regionale che potrebbe riscuotere anche i tributi nazionali: a quel punto, prima li riscuotiamo e poi vediamo...». Attacca il Pd, che con il capogruppo Alessandro Alfieri osserva: «Sarebbe interessante sapere che cosa ne pensano i suoi alleati. Per quanto ci riguarda i referendum di cui parla Maroni sarebbero inutili, solo un grande spreco di soldi. La Regione, per fare un buon servizio ai cittadini, dovrebbe concentrare tutti gli sforzi per riforme condivise sui temi del lavoro e del rilancio dell'economia lombarda. Su questo versante siamo pronti a fare la nostra parte».

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