lunedì 22 aprile 2013

Lavoro, la Lega Nord propone la sua ricetta

"quibrescia.it 22.04.2013" 

Un “pacchetto lavoro” per affrontare le tematiche ad esso relative, promuovendo un circolo produttivo virtuoso in grado di rilanciare l’economia bresciana messa in difficoltà per la crisi. In vista delle prossime elezioni amministrative la sezione cittadina della Lega Nord di Brescia lancia le sue proposte per aiutare aziende e lavoratori. “La Lega in questi anni è stata sempre vicina ai lavoratori ed alle imprese ed i punti contenuti nella nostra proposta vanno in questa direzione, in maniera coerente come sempre dimostrato da noi padani, a differenza del candidato sindaco del centro sinistra Emilio Del Bono, che in campagna elettorale strizza l’occhio agli imprenditori quando, in questi anni, si è sempre comportato in tutt’altra maniera”, ha spiegato il segretario cittadino del Carroccio Paolo Sabbadini, accompagnato dal segretario provinciale Fabio Rolfi, dall’assessore comunale Nicola Gallizioli, dai consiglieri comunali Giorgio Taglietti e Elena Bonometti, e dall’uscente presidente della circoscrizione sud Giacomo Lini. “Riteniamo innanzitutto che la futura amministrazione debba tenere un atteggiamento di disponibilità nei confronti delle imprese che intendano investire a Brescia e creare lavoro.
Proprio in questo senso riteniamo vadano favoriti gli appalti a chilometro zero, individuando modalità affinché nelle gare vengano previsti meccanismi di premialità per le aziende del territorio”, ha sottolineato Rolfi, proprio davanti all’ex stabilimento Pietra, simbolo del momento di difficoltà delle imprese bresciane. In una situazione come quella economica attuale, inoltre, per la Lega deve essere valorizzato il ruolo delle cooperative sociali, immaginando ambiti di lavoro a loro riservati. “Più lavoro alle cooperative vuol dire più posti di lavoro sul territorio, soprattutto per quella fascia di lavoratori non più giovani che fanno fatica a ricollocarsi”, ha concluso Nicola Gallizioli, ricordando che velocizzare la burocrazia, minor pressione fiscale e dialogo con le associazioni di categoria con il territorio per creare squadre in grado di ottenere finanziamenti grazie a bandi europei. 

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