sabato 16 febbraio 2013

Roberto Maroni: «Sarò vicino alle imprese»

"giornaledibrescia.it 16.02.2013"

Non è stata una passeggiata. Nemmeno il solito convegno della domenica. Il candidato presidente alla Regione, il leghista Roberto Maroni, ieri al centro polivalente di Calvisano si è trovato di fronte un centinaio di imprenditori bresciani alle prese con la crisi economica, non disposti quindi a fare sconti alla politica. Il mix ha dato vita ad un'ora e mezza di botta e risposta su lavoro, accesso al credito e sburocratizzazione delle procedure amministrative. Riassunta in sintesi la richiesta degli imprenditori è quella di un tavolo che possa mettere d'accordo istituzioni, Fisco, banche e imprese. Richiesta accolta, ma Maroni non ha la bacchetta magica: «Come presidente della Regione, non potrò decidere ciò che faranno le banche, potrò piuttosto operare una pressione politica, fare moral suasion». Più facile il compito con la burocrazia: «La mia proposta è una moratoria di tre anni sugli adempimenti burocratici, periodo nel quale varrà il silenzio assenso. È un esperimento, ma lo voglio fare per vedere se si riesce ad aiutare l'imprenditoria lombarda». Anche il Fisco è un tema delicato e anche in questo caso Roberto Maroni auspica di poter fare leva sulla pressione politica grazie al peso specifico della Lombardia:
sul governo di domani per ciò che attiene ai poteri di Equitalia, ma al contempo mettendo in campo il famigerato 75% delle tasse dei lombardi, trattenute in regione, per il rilancio dell'economia. Di sicuro il tutto sarà possibile, per il segretario leghista, se e solo se, «si realizzerà anche la macroregione, che non è, sia chiaro, la secessione o cose così. Piuttosto un'armonizzazione amministrativa di territori che hanno molte analogie sociali ed economiche. Piemonte, Veneto e Lombardia se politicamente marciano insieme non possono essere sottovalutate né a Roma, né a Bruxelles». Quest'ultimo tema si ricollega anche alle sollecitazioni provenienti da Ettore Prandini, presidente regionale di Coldiretti, sulla difesa della filiera agroalimentare sul territorio e la tutela degli interessi in sede comunitaria. Anche in questo caso Maroni precisa: «Se vado a trattare con il commissario europeo da solo è una cosa, ma se ci vado a nome di tutto il Nord Italia, magari con gli altri governatori è completamente differente. Per questo vogliamo portare avanti la macroregione per difendere gli interessi delle nostre imprese, delle filiere produttive e dei nostri territori».

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