lunedì 4 febbraio 2013

Maroni presenta la squadra e promette: sabato la firma del sacro patto del Nord.


“IlGiorno.it 04.02.2013”

Milano, 4 febbraio 2013 - Aria di revival ieri mattina sul palcoscenico del teatro Nuovo di Milano, riempito (oltre mille posti) dal popolo della Lega accorso ad applaudire i candidati alle regionali ma soprattutto il segretario federale. Roberto Maroni, che subito dopo aver preso il posto di Bossi sembrava essere stato tentato dall'archiviazione definitiva delle ampolle e dei riti celtici, ora torna a sedurre i padani annunciando una trionfale Pontida (il 7 aprile) in caso di sua vittoria alle prossime elezioni, e soprattutto la firma di un «sacro patto del Nord per creare la macroregione». L’evento, sabato, vedrà protagonisti i governatori di Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia. Ormai tradizione anche i fischi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che Maroni torna ad attaccare per la vicenda Mps: «Quello che è avvenuto alla Monte dei Paschi di Siena è una vergogna, e Napolitano non può dire che la stampa deve tacere perchè è una questione di interesse nazionale. Interesse nazionale è sapere chi ha rubato e va messo in galera». Sull’onestà d’altronde il segretario federale fonda tutta la sua battaglia: «Ambrosoli mi fa sempre la morale dicendo “Io sono onesto“.
E io no? Se uno insinua che io non sono onesto divento una belva». L’aveva già detto il segretario lombardo Matteo Salvini in apertura: «La regione Lombardia è caduta per mafia, e per governarla noi abbiamo scelto l’uomo che più di tutti contro la mafia ha parlato e ha fatto». Mozione degli affetti. Salvini ricorda i militanti scomparsi, come Astrid Bellotti, che hanno voluto sulla bara, proprio nella vicina chiesa di San Babila, i simboli leghisti: «Il loro ultimo pensiero in punto di morte è stato per la Lega. Perché non siamo un partito, siamo un popolo, e la storia la cambiano le minoranze». Il progetto è ben chiaro. «Se... anzi quando sarò governatore» dice Maroni fra gli applausi «le regioni del Nord convocheranno qui, il Governo. Non saremo noi ad andare a Roma a trattare». Un sogno? Forse, ma i militanti ci credono. Per convincerli ulteriormente l’attacco allo sfidante di centrosinistra: «Non si può mettere la Lombardia, che è una macchina da corsa, nelle mani di chi non ha nemmeno la patente per la moto, lo dico a voi imprenditori... Ambrosoli non ha mai fatto neanche il consigliere comunale o di zona». Il candidato di centrodestra parla anche a un pubblico milanese difficile, a un ceto medio-alto che vuole salvaguardare i propri interessi d’azienda. «Intendiamo tutelare la famiglia che è quella fondata sul matrimonio, vogliamo tutelare le famiglie numerose, la società lombarda e le imprese». Poi commenta le dichiarazioni di Berlusconi: «Restituire l’Imu ai cittadini è un’idea eccellente che condivido. Bene anche l’accordo con la Svizzera, rafforza i rapporti di buon vicinato». E anche quelli di buoni alleati.

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