“Simone Boiocchi”
“La Padania 05.02.2013”
Le cose
stanno cambiando. Anche in Martesana si respira forte l'aria del cambiamento.
Così forte che ieri nel tardo pomeriggio
anche l'ex Stalingrado d'Italia, la "rossa" Sesto San Giovanni,
quella che un tempo era la patria delle grandi acciaierie, si è stretta attorno
a Roberto Maroni. È qui, nella sa la del Camino di Villa Puricelli
Guerra, che il segretario federale del Carroccio ha incontrato militanti,
sostenitori e simpatizzanti per presentare il suo libro Il mio Nord. Prima
di incontrare la base del Carroccio, però, uno scambio di battute con i
cronisti accorsi in gran numero. TASSE. Monti dice che ha applicato le tasse introdotte dal governo Berlusconi,
hanno chiesto i giornalisti a Maroni, che ha risposto senza esitazione: «È
un imbroglione che oggi smentisce tutto quello che ha fatto in questi mesi».
Quanto invece alla richiesta di Alfano (che ha chiesto a Monti di dimettersi
da senatore a vita) il leader del Carroccio si è detto d'accordo: «Mi sembra
una richiesta condivisibile. Monti non è degno della carica che ricopre». Smentita
sul nascere una qualsiasi polemica con Tremonti per quanto riguarda la
proposta avanzata da Berlusconi in merito a Ila restituzione dell'lmu ai
cittadini: «Tremonti - ha detto Maroni dopo aver sottolineato che l'operazione
ha la necessaria copertura - non è contrario, ma ha una sua idea». SPREAD.
Poi, sorridendo, a chi gli chiedeva un pare re in merito alla crescita dello spread Maroni ha risposto con il sorriso: «È colpa di Berlusconi. Nevica? Sempre colpa di Berlusconi... Queste cose - ha poi chiarito rispondendo alla domanda – non dipendono dall'incertezza politica. l mercati hanno loro logiche e non credo si facciano strumentalizzare da altro se non da decisioni assunte all'interno di mercati stessi». In riferimento all'appello fatto da alcuni candidati al Parlamento della lista Monti, che hanno invitato a vota re per Monti a Roma e per Ambrosoli in Lombardia, Maroni ha chiosato: «Chissà che cosa dirà ora Albertini..". FUTURO. Poi, accolto nella sa la del Camino da un lungo applauso, Maroni ha spiegato ai tantissimi presenti il suo progetto. A fare gli onori di casa il segretario provinciale Marco Rondini: «Grazie a Roberto Maroni per avere deciso di essere qui con noi a presentare un testo che fissa su carta gli obiettivi della Lega Nord. Obiettivi che, declinati sul territorio, ci vedono giocare un ruolo fondamentale facendo nel contempo un salto di qualità: essere guardiani del territorio». «Questo - ha spiegato Rondini - vuoi dire porsi a salvaguardia del sistema produttivo e fermare quel processo di delocalizzazione delle imprese che ogni giorno porta una realtà produttiva a chiudere in Lombardia e ad aprire nell'Est Europa. Quell'esodo che lo stesso Maroni nel suo testo definisce "secessione morbida ". Per farlo dobbiamo però dare risposte alle nostre imprese e alla nostra gente. Quelle risposte che trovano realizzazione concreta nella realizzazione della Macroregione». A ruota Roberto Maroni, intervistato da Gianluca Savoini e affiancato da Carlo Brambilla, profondo conoscitore del Carroccio, ha spiegato come realizzare quello che non è più un sogno ma un obiettivo concreto: governare la Lombardia per creare, insieme alle altre Regioni del Nord, un polo "forte" da contrapporre al centralismo romano. «Vincere in Lombardia non è cosa da poco - ha detto Maroni -. Dobbiamo vincere perché questo apre una svolta e disegna un futuro nuovo per la nostra terra. Su tutto, quello che ci vedrà trattenere sul territorio almeno il 75% del gettito fiscale. Soldi che ha sottolineato il segretario federa le della Lega potrebbero essere usati a vantaggio della nostra gente per offrire ai lombardi un sistema sempre migliore e più efficiente». «Quando vent'anni fa per la prima volta parlavamo di federalismo, ci accusavano di voler spaccare l'Italia. Poi tutti sono diventati federalisti. Quando attaccavamo la commissione Ue e la moneta unica, dicevano che volevamo sfasciare tutto. Oggi sono concordi con noi». EUROPA. Su questo tema puntualizza: «La Lega non è contro l'Europa, è contro questa Europa che così com'è non funziona. Questa Europa aggrava la crisi economica, non la risolve. Non si capisce perché dobbiamo pagare al Sud e al Nord ed essere sempre nel mezzo, "cornuti e mazziati ", considerati evasori. Vogliamo ribaltare questa posizione. Noi siamo quell'aera che più contribuisce a creare ricchezza e a pagare le tasse. Vogliamo che non solo Roma ma anche la Ue si renda conto che quest'area non può essere tartassata e spremuta per dare sempre soldi a tutti. Questa Unione deve essere profondamente cambiata e diventare un'Europa democratica, federale, formata dalle regioni, dove le regioni possano far sentire la loro voce direttamente a Roma e a Bruxelles». COALIZIONE. «Siamo al governo con il Pdl in Veneto, in Friuli, in Piemonte e in altri cinquecento Comuni. Se il Pdl non va bene in Regione Lombardia, allora vuoi dire che non va bene in nessun posto. Invece il Pdl non solo ha deciso di sostenere il nostro progetto di Macroregione, ma anche quello di trattenere almeno il 75% del gettito fi scale su i territori. Un progetto cardine. Sulla base di questo accordo – vinciamo in Lombardia, ci teniamo i nostri soldi, creiamo la Macroregione – ho detto: va bene. E oggi, spiegandolo ai militanti, devo dire che tutti hanno capito. Non è più la Lega che con i suoi voti sostiene un candidato Pdl, ma il Pdl che con i suoi voti sostiene un candidato della Lega». SONDAGGI. «Bisogna parla re, ragionare e spiegare. l risultati di un recente sondaggio dicono che in questa ultima settimana, a dispetto degli altri partiti che calano (con l'esclusione del Pdl), siamo aumentati ancora di mezzo punto a livello nazionale. Vuoi dire che la nostra gente ha capito e che il Nord vuole cambiare. Per questo il 7 aprile ho "prenotato" il prato di Pontida per trovarci tutti insieme lo stesso giorno che, nel 1167, registrò lo storico giuramento di Pontida». MPS. «Sono garantista, però è innegabile che su queste vicende si usano sempre due pesi e due misure. C'è una persona che accusa dirigenti della banca di aver preso tangenti costantemente e non succede nulla. Non voglio pensare che accada quello che accade perché dietro c'è il Pd, però... Non possiamo dare soldi pubblici a una banca e metterla nelle mani di banchieri accusati di avere preso tangenti - ha attaccato Maroni -. Fosse successo a noi avremmo ogni giorno intercettazioni in prima pagina e titoloni. Non ho intenzione di sfruttare questa cosa in campagna elettorale - ha concluso - ma è incredibile che uno scandalo di queste dimensioni sia trattato come se nulla fosse».
Poi, sorridendo, a chi gli chiedeva un pare re in merito alla crescita dello spread Maroni ha risposto con il sorriso: «È colpa di Berlusconi. Nevica? Sempre colpa di Berlusconi... Queste cose - ha poi chiarito rispondendo alla domanda – non dipendono dall'incertezza politica. l mercati hanno loro logiche e non credo si facciano strumentalizzare da altro se non da decisioni assunte all'interno di mercati stessi». In riferimento all'appello fatto da alcuni candidati al Parlamento della lista Monti, che hanno invitato a vota re per Monti a Roma e per Ambrosoli in Lombardia, Maroni ha chiosato: «Chissà che cosa dirà ora Albertini..". FUTURO. Poi, accolto nella sa la del Camino da un lungo applauso, Maroni ha spiegato ai tantissimi presenti il suo progetto. A fare gli onori di casa il segretario provinciale Marco Rondini: «Grazie a Roberto Maroni per avere deciso di essere qui con noi a presentare un testo che fissa su carta gli obiettivi della Lega Nord. Obiettivi che, declinati sul territorio, ci vedono giocare un ruolo fondamentale facendo nel contempo un salto di qualità: essere guardiani del territorio». «Questo - ha spiegato Rondini - vuoi dire porsi a salvaguardia del sistema produttivo e fermare quel processo di delocalizzazione delle imprese che ogni giorno porta una realtà produttiva a chiudere in Lombardia e ad aprire nell'Est Europa. Quell'esodo che lo stesso Maroni nel suo testo definisce "secessione morbida ". Per farlo dobbiamo però dare risposte alle nostre imprese e alla nostra gente. Quelle risposte che trovano realizzazione concreta nella realizzazione della Macroregione». A ruota Roberto Maroni, intervistato da Gianluca Savoini e affiancato da Carlo Brambilla, profondo conoscitore del Carroccio, ha spiegato come realizzare quello che non è più un sogno ma un obiettivo concreto: governare la Lombardia per creare, insieme alle altre Regioni del Nord, un polo "forte" da contrapporre al centralismo romano. «Vincere in Lombardia non è cosa da poco - ha detto Maroni -. Dobbiamo vincere perché questo apre una svolta e disegna un futuro nuovo per la nostra terra. Su tutto, quello che ci vedrà trattenere sul territorio almeno il 75% del gettito fiscale. Soldi che ha sottolineato il segretario federa le della Lega potrebbero essere usati a vantaggio della nostra gente per offrire ai lombardi un sistema sempre migliore e più efficiente». «Quando vent'anni fa per la prima volta parlavamo di federalismo, ci accusavano di voler spaccare l'Italia. Poi tutti sono diventati federalisti. Quando attaccavamo la commissione Ue e la moneta unica, dicevano che volevamo sfasciare tutto. Oggi sono concordi con noi». EUROPA. Su questo tema puntualizza: «La Lega non è contro l'Europa, è contro questa Europa che così com'è non funziona. Questa Europa aggrava la crisi economica, non la risolve. Non si capisce perché dobbiamo pagare al Sud e al Nord ed essere sempre nel mezzo, "cornuti e mazziati ", considerati evasori. Vogliamo ribaltare questa posizione. Noi siamo quell'aera che più contribuisce a creare ricchezza e a pagare le tasse. Vogliamo che non solo Roma ma anche la Ue si renda conto che quest'area non può essere tartassata e spremuta per dare sempre soldi a tutti. Questa Unione deve essere profondamente cambiata e diventare un'Europa democratica, federale, formata dalle regioni, dove le regioni possano far sentire la loro voce direttamente a Roma e a Bruxelles». COALIZIONE. «Siamo al governo con il Pdl in Veneto, in Friuli, in Piemonte e in altri cinquecento Comuni. Se il Pdl non va bene in Regione Lombardia, allora vuoi dire che non va bene in nessun posto. Invece il Pdl non solo ha deciso di sostenere il nostro progetto di Macroregione, ma anche quello di trattenere almeno il 75% del gettito fi scale su i territori. Un progetto cardine. Sulla base di questo accordo – vinciamo in Lombardia, ci teniamo i nostri soldi, creiamo la Macroregione – ho detto: va bene. E oggi, spiegandolo ai militanti, devo dire che tutti hanno capito. Non è più la Lega che con i suoi voti sostiene un candidato Pdl, ma il Pdl che con i suoi voti sostiene un candidato della Lega». SONDAGGI. «Bisogna parla re, ragionare e spiegare. l risultati di un recente sondaggio dicono che in questa ultima settimana, a dispetto degli altri partiti che calano (con l'esclusione del Pdl), siamo aumentati ancora di mezzo punto a livello nazionale. Vuoi dire che la nostra gente ha capito e che il Nord vuole cambiare. Per questo il 7 aprile ho "prenotato" il prato di Pontida per trovarci tutti insieme lo stesso giorno che, nel 1167, registrò lo storico giuramento di Pontida». MPS. «Sono garantista, però è innegabile che su queste vicende si usano sempre due pesi e due misure. C'è una persona che accusa dirigenti della banca di aver preso tangenti costantemente e non succede nulla. Non voglio pensare che accada quello che accade perché dietro c'è il Pd, però... Non possiamo dare soldi pubblici a una banca e metterla nelle mani di banchieri accusati di avere preso tangenti - ha attaccato Maroni -. Fosse successo a noi avremmo ogni giorno intercettazioni in prima pagina e titoloni. Non ho intenzione di sfruttare questa cosa in campagna elettorale - ha concluso - ma è incredibile che uno scandalo di queste dimensioni sia trattato come se nulla fosse».

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