“Paolo Parenti e Alessandro Montanari”
“La Padania 09-10.12.2012”
Mario Monti getta la spugna. Ieri sera, al termine del colloquio con Giorgio Napolitano, una nota diffusa dal Quirinale porta la notizia che in molti attendevano come il pane. Il premier non ritiene possibile l'ulteriore espletamento del suo mandato e ha di conseguenza manifestato al Capo dello Stato il suo intento di rassegnare le dimissioni. Secondo Monti infatti la dichiarazione del segretario del Pdl Angelino Alfano, venerdì in Parlamento rappresenta in buona sostanza un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del governo del Professore e della sua linea di azione. Il Presidente della Repubblica - spiega il documento del Colle - ha prospettato al Presidente del Consiglio l'esito dei colloqui avuti con i rappresentanti delle forze politiche che avevano dall'inizio sostenuto l'esecutivo e con i Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Le parole di Alfano hanno portato Monti a considerare assolutamente impossibile la "mission". E di conseguenza a manifestare il suo intento di rassegnare le dimissioni. Nel comunicato del Quirinale è scritto anche che il Presidente del Consiglio accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l'esercizio provvisorio – rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo - siano pronte a concorrere all'approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio. Subito dopo il Presidente del Consiglio provvederà, sentito il Consiglio dei Ministri, a formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica.
Evidente e palpabile la soddisfazione degli uomini della Lega Nord ma anche di una larga fetta di popolazione esasperata dalla mannaia fiscale sempre più insopportabile. Se ne è fatto portavoce il capogruppo dei deputati leghisti Gianpaolo Dozzo: «La notizia della intenzione del presidente del Consiglio, Mario Monti, di rassegnare le dimissioni sono - commenta a caldo Dozzo -una buona notizia per tutti i cittadini e, in particolare, per la Lega Nord, unica forza di opposizione che ha sempre contrastato il Governo tecnico fin dal primo giorno del suo insediamento » E pensare che Monti, poco prima di sa lire al Colle, Monti, da Cannes, si era tolto qualche sassolino dalle scarpe. «Bisogna assolutamente evitare – ammoniva - che l' Italia ricada nella situazione precedente quando, prima di questo governo, ha rischiato di essere il detonatore che poteva far saltare l'Eurozona». cdi fenomeno del populismo - aggiunge poi, con una probabile allusione alle posizioni anti-europee di Berlusconi - esiste in molti paesi e anche in Italia: è un fenomeno molto diffuso con la tendenza a non vedere la complessità dei problemi o forse a vederla, ma a nasconderla ai cittadini elettori. Purtroppo questa scorciatoia verso la ricerca del consenso, anche attraverso la presentazione di promesse illusorie, è un fenomeno che sta caratterizzando la vita politica». «La politica italiana - notava ancora il Prof - è complessa ma quest'anno - rivendicava – abbiamo fatto passi avanti che altri paesi hanno considerato di fare ma che non hanno fatto. L'Italia è uscita da una situazione grave con una strana grande coalizione. In un anno abbiamo fatto riforme che nessun partito da solo poteva fare e che sono state possibili grazie al disarmo delle forze politiche». Alla richiesta se teme nuovi rialzi dello spread in conseguenza della rottura della "strana maggioranza" e da qui l'estrema conseguenza di dover ricorrere all'aiuto della Bee, Monti, al solito, si fa sibillino. «Sarei felice se noi non avessimo bisogno, nonostante le recenti piccole "crespaciones" (increspature, ndr) come direbbe il mio amico Almunia, di usare questi strumenti».
Evidente e palpabile la soddisfazione degli uomini della Lega Nord ma anche di una larga fetta di popolazione esasperata dalla mannaia fiscale sempre più insopportabile. Se ne è fatto portavoce il capogruppo dei deputati leghisti Gianpaolo Dozzo: «La notizia della intenzione del presidente del Consiglio, Mario Monti, di rassegnare le dimissioni sono - commenta a caldo Dozzo -una buona notizia per tutti i cittadini e, in particolare, per la Lega Nord, unica forza di opposizione che ha sempre contrastato il Governo tecnico fin dal primo giorno del suo insediamento » E pensare che Monti, poco prima di sa lire al Colle, Monti, da Cannes, si era tolto qualche sassolino dalle scarpe. «Bisogna assolutamente evitare – ammoniva - che l' Italia ricada nella situazione precedente quando, prima di questo governo, ha rischiato di essere il detonatore che poteva far saltare l'Eurozona». cdi fenomeno del populismo - aggiunge poi, con una probabile allusione alle posizioni anti-europee di Berlusconi - esiste in molti paesi e anche in Italia: è un fenomeno molto diffuso con la tendenza a non vedere la complessità dei problemi o forse a vederla, ma a nasconderla ai cittadini elettori. Purtroppo questa scorciatoia verso la ricerca del consenso, anche attraverso la presentazione di promesse illusorie, è un fenomeno che sta caratterizzando la vita politica». «La politica italiana - notava ancora il Prof - è complessa ma quest'anno - rivendicava – abbiamo fatto passi avanti che altri paesi hanno considerato di fare ma che non hanno fatto. L'Italia è uscita da una situazione grave con una strana grande coalizione. In un anno abbiamo fatto riforme che nessun partito da solo poteva fare e che sono state possibili grazie al disarmo delle forze politiche». Alla richiesta se teme nuovi rialzi dello spread in conseguenza della rottura della "strana maggioranza" e da qui l'estrema conseguenza di dover ricorrere all'aiuto della Bee, Monti, al solito, si fa sibillino. «Sarei felice se noi non avessimo bisogno, nonostante le recenti piccole "crespaciones" (increspature, ndr) come direbbe il mio amico Almunia, di usare questi strumenti».

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