“genova24.it 02.12.2012”
Genova. I leghisti sono arrivati a
Genova molto numerosi e hanno scelto ancora una volta la Superba per attaccare
il Governo, proprio come accadde il 6 novembre del 1994, quando i militanti del
Carroccio mostrarono il pollice verso e Umberto Bossi diede la picconata
decisiva all'ex alleato Berlusconi, facendo cadere il Governo. E siccome la
storia si ripete, Genova è stata scelta di nuovo per attaccare il Governo
Monti, per ‘sposare’ l’idea dell’election day, a patto che Alfano stacchi la
spina all’ esecutivo dei tecnici. Dal palco di Genova il segretario Roberto
Maroni ha detto al segretario del Pdl Angelino Alfano di approvare la Legge di
Stabilità e poi “stacchi la spina a Monti, avrà la forza per farlo?”. In prima
fila in platea il fondatore e presidente della Lega Umberto Bossi che, salito
sul palco, definisce Monti come “un bauscia senza coraggio in Europa” ricevendo
gli applausi degli oltre 1.000 militanti leghisti arrivati a Genova dalle
Regioni di tutto il nord Italia. Con Bossi ci sono l’europarlamentare Matteo
Salvini, gli ex ministri Roberto Castelli e Roberto Calderoli, i governatori di
Piemonte e Veneto, Roberto Cota e Luca Zaia, il gruppo parlamentare del
Carroccio al completo. Maroni definisce il Governo Monti ‘Fallimonti’, “ha
aggravato la crisi” e il disprezzo leghista verso l’esecutivo si manifesterà
anche con la presentazione di una mozione di sfiducia verso il ministro dell’
Economia Grilli che sarà presentata la prossima settimana.
E mentre il Governatore piemontese Cota urla “a casa Monti, spreme il nord come dei limoni”, il collega veneto Zaia annuncia “un referendum per l’indipendenza del Veneto dall’Italia”. Bossi prevede “un effetto domino che dalla Catalogna libererà tutto i popoli d’Europa”. “Secessione, secessione, secessione”: è il grido scandito dai militanti. Una Lega ancora ferita dagli investimenti in Africa e dai diamanti dell’ex tesoriere genovese Francesco Belsito di cui il segretario della Lega Nord Liguria Sonia Viale non vuole pronunciare nemmeno il nome: “Anche nella nostra Liguria qualcuno ha pensato di toglierci dignità – afferma – ma noi abbiamo dimostrato che la Lega non è fatta di persone, è fatta di idee, di progetti, che non moriranno mai. Conta il progetto, questo ci ha insegnato Umberto Bossi, non gli uomini. Siamo dei coraggiosi siamo persone che non vengono fermate da nessuno, neanche da quattro scalzacani dei centri sociali”. Un gruppo di anarchici ha cercato di avvicinarsi ai Magazzini del Cotone per contestare il ‘ritorno’ della Lega, un manifestante ha rotto, con un casco, un vetro di un pullman che aveva accompagnato un gruppo di leghisti all'appuntamento Poi un lancio di pietre ha danneggiato altri due bus, mentre tre militanti leghisti sono rimasti contusi perché aggrediti in due episodi diversi nel centro città. Fazzoletti verdi, bandiere, il sole padano, 50 bus e un sogno: prendere la Lombardia dopo Piemonte e Veneto e dare vita alla ‘regione del nord’.
E mentre il Governatore piemontese Cota urla “a casa Monti, spreme il nord come dei limoni”, il collega veneto Zaia annuncia “un referendum per l’indipendenza del Veneto dall’Italia”. Bossi prevede “un effetto domino che dalla Catalogna libererà tutto i popoli d’Europa”. “Secessione, secessione, secessione”: è il grido scandito dai militanti. Una Lega ancora ferita dagli investimenti in Africa e dai diamanti dell’ex tesoriere genovese Francesco Belsito di cui il segretario della Lega Nord Liguria Sonia Viale non vuole pronunciare nemmeno il nome: “Anche nella nostra Liguria qualcuno ha pensato di toglierci dignità – afferma – ma noi abbiamo dimostrato che la Lega non è fatta di persone, è fatta di idee, di progetti, che non moriranno mai. Conta il progetto, questo ci ha insegnato Umberto Bossi, non gli uomini. Siamo dei coraggiosi siamo persone che non vengono fermate da nessuno, neanche da quattro scalzacani dei centri sociali”. Un gruppo di anarchici ha cercato di avvicinarsi ai Magazzini del Cotone per contestare il ‘ritorno’ della Lega, un manifestante ha rotto, con un casco, un vetro di un pullman che aveva accompagnato un gruppo di leghisti all'appuntamento Poi un lancio di pietre ha danneggiato altri due bus, mentre tre militanti leghisti sono rimasti contusi perché aggrediti in due episodi diversi nel centro città. Fazzoletti verdi, bandiere, il sole padano, 50 bus e un sogno: prendere la Lombardia dopo Piemonte e Veneto e dare vita alla ‘regione del nord’.
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