“Iva
Garibaldi”
“La
Padania 05.12.2012”
A volte ritornano e ci riprovano. Il Governo che già aveva visto
respinto con perdite l'emendamento per riesumare la vecchia Cassa del Mezzogiorno al disegno di
legge di stabilità appena approvato dal Senato ieri ci ha riprovato nell'ambito
del decreto crescita, all'esame della commissione industria di Palazzo madama.
ma la sentinella leghista non ha permesso questo ennesimo colpo di mano.
Risultato è che anche questa volta l'Esecutivo ha visto rispedita al mittente
la sua proposta. «Grazie all'opposizione
dei senatori della Lega Nord - esultano Federico Bricolo e Luciano
Cagnin – nelle commissioni Attività produttive e Bilancio è stata affossata
la proposta del Governo di inserire all'ultimo momento nel decreto Crescita e
sviluppo la costituzione dell'Agenzia della Coesione, un restyling della
vecchia Cassa per il Mezzogiorno». «Questo Governo dei professori – aggiunge Cagnin,
capogruppo in commissione industria - dimostra ancora una volta, semmai ce ne
fosse bisogno, l'arroganza di credere di poter fare ciò che vuole, anche in
violazione dei più elementari principi costituzionali
e la sua vocazione vessatoria contro imprese e cittadini del Nord, perpetrando
la solita politica assistenzialista. Ma per fortuna in Parlamento c'è ancora
qualcuno che fa gli interessi del Nord, e grazie alla Lega Nord l'emendamento del Governo è stato bocciato».
Com'è andata lo racconta Cagnin: cda commissione bilancio ha bocciato la norma
per una questione di mancata copertura, così quando è arrivata in commissione
industria era praticamente già morta. Ma il Governo ha continuato a difendere
questa assurda norma».
Il provvedimento, giunto ieri all'esame del Senato è già candidato per l'ennesima fiducia che potrebbe essere posta e votata oggi. «Nelle intenzioni questo provvedimento è positivo però non può portare nessuna conseguenza positiva perché non ci sono le risorse sufficienti». Tra le cose che non potranno essere realizzate, Cagnin ricorda la norma che prevede il formato elettronico per tutti i documenti o la disposizione per il libro scolastico elettronico già a partire dal 2013. «Tra l'altro aggiunge - espropriano i comuni dell'anagrafe centralizzata. Certo, va bene avere un'unica banca dati ma dietro una presunta semplificazione si corre il rischio di creare una grande confusione, anche costosa perché devi modificare anche tutti i programmi». Tra le novità contenute nel testo, anche l'emendamento che prevede un decreto del ministero dell'Economia "al fine della ripresa del processo di alienazione diretta ai conduttori degli immobili ad uso residenziale degli enti previdenziali pubblici nonché per favorire l'acquisto della proprietà o la locazione da parte dei conduttori di beni immobili degli enti previdenziali privatizzati". Bocciate in commissione Industria al Senato le nuove regole, proposte dai relatori al decreto crescita, per il pagamento degli interessi sui Monti-band da parte di Mps. Secondo la proposta di modifica respinta, gli interessi sulle obbligazioni del Tesoro avrebbero potuto essere pagati dalla banca senese "in forma monetaria fino a concorrenza del risultato di esercizio", in "nuovi strumenti finanziari" e in azioni.
Il provvedimento, giunto ieri all'esame del Senato è già candidato per l'ennesima fiducia che potrebbe essere posta e votata oggi. «Nelle intenzioni questo provvedimento è positivo però non può portare nessuna conseguenza positiva perché non ci sono le risorse sufficienti». Tra le cose che non potranno essere realizzate, Cagnin ricorda la norma che prevede il formato elettronico per tutti i documenti o la disposizione per il libro scolastico elettronico già a partire dal 2013. «Tra l'altro aggiunge - espropriano i comuni dell'anagrafe centralizzata. Certo, va bene avere un'unica banca dati ma dietro una presunta semplificazione si corre il rischio di creare una grande confusione, anche costosa perché devi modificare anche tutti i programmi». Tra le novità contenute nel testo, anche l'emendamento che prevede un decreto del ministero dell'Economia "al fine della ripresa del processo di alienazione diretta ai conduttori degli immobili ad uso residenziale degli enti previdenziali pubblici nonché per favorire l'acquisto della proprietà o la locazione da parte dei conduttori di beni immobili degli enti previdenziali privatizzati". Bocciate in commissione Industria al Senato le nuove regole, proposte dai relatori al decreto crescita, per il pagamento degli interessi sui Monti-band da parte di Mps. Secondo la proposta di modifica respinta, gli interessi sulle obbligazioni del Tesoro avrebbero potuto essere pagati dalla banca senese "in forma monetaria fino a concorrenza del risultato di esercizio", in "nuovi strumenti finanziari" e in azioni.

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