lunedì 19 novembre 2012

PD e PDL tradiscono le Province lombarde. LEGA unico baluardo


“Massimiliano Capitanio”
“La Padania 18.11.2012”

Ci sono le parole, e ci sono i fatti. E questi ultimi dicono che l'azione dei presidenti delle Province lombarde  (sei a guida Lega, quattro a guida Pdl e due in mano al Pd), uniti senza distinzioni di parte nella lotta contro i decreti-tiranni di Monti e Patroni Griffi, possono contare solo sull'appoggio dei parlamentari leghisti. Ieri, a Palazzo Isimbardi, l'Upl aveva convocato tutti: presidenti, consiglieri e assessori provinciali e regionali, ma soprattutto i parlamentari. Sono loro, infatti, che dovranno gestire in Parlamento i vari decreti Monti, quello Salva-Italia e quello del riordino, in primis, vere e proprie accette lanciate sulla Costituzione e su organi democraticamente eletti. Su oltre centoventi fra deputati e senatori, ieri a Milano hanno risposto in venti, di cui il 90% mandati dal Carroccio. L'assenza di Pd e Pdl ha creato non pochi imbarazzi ai rispettivi presidenti, mentre la Lega schierava a sostegno anche il segretario nazionale Matteo Salvini e il senatore Roberto Calderoli, autore di una vera e propria " lectio magistralis" sulla normativa al vaglio delle Aule. •Questo è il momento della responsabilità e vedremo chi ha deciso di stare con i cittadini e chi con il potere di Roma – spiega Massimo Sertori, presidente della Provincia di Sondrio e a capo dell'Unione province Lombarde -. La riunione di Milano è stata importante perché ora nessuno potrà dire che non avevamo avvisato dei rischi in corso: Monti sta tagliando servizi ai cittadini, non i costi della politica.
Togliendo risorse alle Province il Governo ci sta sottraendo soldi attinti dal territorio, e ora è come se imponesse una sorta di Imu provinciale•. Tra le righe Sertori fa capire che se dovesse calare la temperatura e arrivare la neve, non ci sarebbero nemmeno i soldi per riscaldare le scuole e pulire le strade: non certo per un capriccio, come dice qualcuno per imbrogliare le carte, ma perché Monti e Roma hanno rapinato le casse provinciali di 500 milioni nel 2012 e di 1,2 miliardi nel 2013. Senza contare la tutela del territorio, l'assistenza ai disabili e tante altre funzioni che il Governo non sa ancora su chi scaricare. Durante la discussione, che ha comunque confermato la compattezza dei presidenti lombardi nella difesa del territorio, è emerso un particolare fondamentale. In Senato, per la prima volta, è stata sollevata una pregiudiziale di costituzionalità sul decreto di riordino delle province, quello che vorrebbe cancellare anche le Giunte a parti re dal 1° gennaio 2013. Lì, a differenza dei suoi colleghi lombardi che hanno disertato il vertice di Palazzo Isimbardi, sta dandosi da fare anche il senatore Pdl Maurizio Gasparri. L'ultimatum dell'Upl è chiaro: i parlamentari si impegnino per ripristinare l'elezione diretta del presidente di Provincia, di  Consigli e Giunte, si restituiscano i soldi ai territori e si ripensi ai confini per evitare accorpamenti che darebbero vita a nuove Province da 2 milioni di abitanti. Ma l'emergenza numero uno è il rischio default, insiste Sertori. •Come legali rappresentanti degli Enti - conclude - i presidenti hanno ribadito che il Governo ci sta impedendo di chiudere i bilanci, di pagare i fornitori, di garantire servizi essenziali ai cittadini•. Le altre richieste dei presidenti lombardi sono: ripristinare la durata dei mandati in corso, eliminare la prevista  soppressione delle Giunte dal 1° gennaio, illogica e illegittima (come ha più volte sentenziato la stessa Corte Costituzionale), eliminare la previsione del trasferimento delle funzioni dalle Province ai Comuni da  parte delle Regioni, valutare attentamente i confini geografici delle nuove Province, evitando di costruire mostri istituzionali. Dopo la diserzione di ieri, Pd e Pdl sono chiamati ad essere coerenti almeno nelle Aule romane.  

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