lunedì 12 novembre 2012

l beni della MAFIA tornano alla ente MARONI a Milano inaugura Open Eyes


“Paolo Guido Bassi”
“La Padania 11-12.11.2012”

«Posso prendere una brochure? Ho una figlia che fa la maestra elementare e proprio l'altro giorno mi parlava di questi problemi, sono sicuro che troverà interessante il vostro lavoro». Roberto Maroni è uscito dalla sede di "Open Eyes", l'osservatorio milanese sull'uso e l'abuso della rete informatica, con in mano una delle pubblicazioni editate dall'associazione sul tema dei pericoli nei quali possono incorrere i più piccoli quando navigano in rete. Una visita non di circostanza quella del segretario federale leghista, che nonostante il fitto carnet di appuntamenti di weekend di pre-campagna elettorale, ci ha tenuto a portare il suo saluto in una delle realtà lombarde che hanno trovato sede in quelli che un tempo erano covi della criminalità organizzata e che adesso sono stati restituiti alla comunità. Nell'appartamento al quinto piano di un elegante stabile di via Vincenzo Monti a Milano dove oggi opera "Open Eyes", fino al 1995 – anno dell'arresto per usura e esercizio abusivo di attività finanziarie del proprietario - venivano concessi prestiti negozianti e piccoli imprenditori a tassi che sfioravano il 120 per cento. Il bene è stato confiscato alla 'ndrangheta e assegnato nel 2010 all'associazione di volontariato. Una vittoria della legalità resa possibile anche grazie all'impegno profuso da Maroni quando era ministro dell'Interno, visto che fu proprio lui a volere la costituzione di un'Agenzia nazionale che si occupasse di gestire i beni sequestrati e confiscati alle mafie. L'ex titolare del Viminale ha ricordato come l'istituzione di questa struttura sia stata «una delle poche leggi votate all'unanimità dal Parlamento. Un segnale importante - ha sottolineato - perché su queste cose la politica non deve dividersi». Contro la «piovra», accanto al contrasto «militare» ne deve sempre marciare uno «culturale», come l'aggressione al loro patrimonio, che «è altrettanto efficace.
Perché - ha evidenziato - i boss a volte riescono a guidare le loro truppe anche dall'interno del carcere, ma quando vengono toccati sul portafoglio, ricevono un colpo che il più delle volte si rivela davvero letale per le loro organizzazioni. Con l 'Agenzia nazionale che ho creato – ha ricordato - abbiamo risolto il problema della rapida assegnazione dei beni che prima restavano invece inutilizzati per tanti anni. Mi fa piacere vedere la realizzazione concreta di questa grande riforma e constatare, come in questo caso, che ha consentito la realizzazione di progetti utili ai cittadini». La Lombardia, ha continuato Maroni, «è la  sesta regione in Italia come numero di beni sequestrati, poi c'è la confisca, che è il passaggio successivo e dipende dalla magistratura, e come numero di beni è tra le primissime regioni, a dimostrazione della presenza diffusa della criminalità organizzata ma anche dell'azione efficace di contrasto messa in atto da  magistratura e forze dell’ordine. Quando sono stato ministro dell'Interno io ho investito molto in questa direzione e ho creato una struttura specializzata a Milano per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell'Expo 2015 . È una delle cose più importanti che bisogna fare qui, che tutti devono fare, in primo luogo le istituzioni: dobbiamo evitare che accada di nuovo quanto purtroppo è già successo: scoprire di avere un assessore regionale arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa».

Nessun commento:

Posta un commento