“Greta Boni”
“Il Cittadino 20.11.2012”
CAVENAGO
«Non è un impianto indispensabile, la Provincia ne ha fatto a meno fino a oggi
e potrebbe farlo anche in futuro». Il presidente di San Cristoforo, Pietro
Foroni, si riferisce alla “riprofilatura” della discarica di Cavenago: un
innalzamento per accogliere rifiuti ingombranti e da spazzamento strade che fa
parte di un nuovo progetto presentato di recente in via
Fanfulla dalla società Ecoadda. Il numero uno di San Cristoforo si affretta
però ad aggiungere: «La mia valutazione è tendenzialmente negativa, ma ci tengo
a sottolineare che gli uffici stanno procedendo con tutte le verifiche
tecniche, non basta dire “mi piace o non
mi piace” per valutare un progetto». Fino a questo momento non è stata
convocata nessuna conferenza dei servizi, i funzionari si stanno occupando
delle procedure legate all’Aia e alla Via, seguendo i passaggi burocratici
imposti dalla legge. «Per non fare demagogia è utile ricordare che questa
riprofilatura non è un ampliamento della discarica, come quello che era stato
proposto per esempio in passato, il quantitativo è infatti un decimo». Il
presidente si riferisce al vecchio progetto di Ecoadda che l’amministrazione ha
respinto, stabilendo che a Cavenago l’attività era destinata a esaurirsi.
Foroni ne approfitta per esprimere tutta la sua preoccupazione rispetto al
destino del Lodigiano sul fronte dello smaltimento rifiuti in vista del “matrimonio
obbligato” con Cremona e Mantova: «Fra un anno la Provincia non ci sarà più
spiega il presidente e il piano rifiuti dovrà confrontarsi con quello di
altri due territori.
Quale futuro avrà il sito di Cavenago? Noi negli anni scorsi abbiamo già bocciato la richiesta di ampliamento della discarica, facendo leva sul principio di autosufficienza di questo territorio, ma questa domanda potrebbe essere ripresentata e non sarà più solo il Lodigiano a decidere». Una considerazione, quella del presidente, che apre la porta a uno scenario totalmente inedito, perché a questo punto i ragionamenti sul numero e la tipologia degli impianti e più in generale sullo smaltimento dei rifiuti dovrà tenere in considerazione anche Mantova e Cremona. Nel frattempo il comitato “No ampliamento discarica” continua la sua battaglia per frenare qualsiasi nuovo impianto nel sito di Cavenago, una lotta che prosegue ormai da anni. Settimana scorsa i cittadini hanno esposto uno striscione proprio di fronte alla “montagna” di rifiuti per rivendicare la propria posizione, mentre in occasione di un banchetto organizzato nel centro storico di Lodi hanno fatto circolare un volantino nel quale sono indicati i numeri dell’attività svolta da Ecoadda. «Le fondamenta progettate per una casa monofamiliare si domanda con tono polemico il comitato reggono un palazzo di sei piani?». Anche per questo motivo, il gruppo ha bussato alle porte della procura di Lodi, consegnando tutta la documentazione raccolta nel corso di questi anni. Adesso sono in attesa di ricevere una risposta.
Quale futuro avrà il sito di Cavenago? Noi negli anni scorsi abbiamo già bocciato la richiesta di ampliamento della discarica, facendo leva sul principio di autosufficienza di questo territorio, ma questa domanda potrebbe essere ripresentata e non sarà più solo il Lodigiano a decidere». Una considerazione, quella del presidente, che apre la porta a uno scenario totalmente inedito, perché a questo punto i ragionamenti sul numero e la tipologia degli impianti e più in generale sullo smaltimento dei rifiuti dovrà tenere in considerazione anche Mantova e Cremona. Nel frattempo il comitato “No ampliamento discarica” continua la sua battaglia per frenare qualsiasi nuovo impianto nel sito di Cavenago, una lotta che prosegue ormai da anni. Settimana scorsa i cittadini hanno esposto uno striscione proprio di fronte alla “montagna” di rifiuti per rivendicare la propria posizione, mentre in occasione di un banchetto organizzato nel centro storico di Lodi hanno fatto circolare un volantino nel quale sono indicati i numeri dell’attività svolta da Ecoadda. «Le fondamenta progettate per una casa monofamiliare si domanda con tono polemico il comitato reggono un palazzo di sei piani?». Anche per questo motivo, il gruppo ha bussato alle porte della procura di Lodi, consegnando tutta la documentazione raccolta nel corso di questi anni. Adesso sono in attesa di ricevere una risposta.

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