venerdì 26 ottobre 2012

Maroni: insopportabile la 'ndrangheta in Lombardia…… Appalti a chilometri zero


“Paolo Parenti”
“La Padania 26.10.2012”


Per evitare infiltrazioni mafiose anche al Nord, la politica deve prima di tutto garanti re di non essere infiltrata soprattutto per quel che riguarda gli appalti, visto che è quello il rischio vero, il terreno più pericoloso e più insidioso. Non basta lo scrosciante applauso che parte dalla sala gremita del teatro Eden di Treviso per rappresentare la stima e la fiducia che riscuote Roberto Maroni come segretario federale  della Lega Nord ed ex ministro dell' Interno. Impossibile infatti dimenticare gli esaltanti risultati concreti conseguiti dalle forze dell'ordine nel corso della sua attività di ministro dell'Interno, ieri a Treviso per partecipare a un convegno su "Mafia in Veneto. Forza e fragilità del Sistema Nord-Est". Al tavolo dei relatori con l'ex ministro dell' Interno, il primo cittadino di Treviso Gian Paolo Gobbo, il magistrato Carlo Negri, il sindaco di Rosarno (Re) Elisabetta Tripodi, Matteo Zoppas di Confindustria Venezia, Roberto Fasoli, consigliere regionale del Pd, i giornalisti Danilo Guerretta e Tony Capuozzo con l' incarico di moderatore. Penso di avere qualche merito perché mi sono impegnato molto e ho fatto delle cose utili - ha aggiunto Maroni -.sono stato 25 o 26 volte a Caserta per riunioni operative contro il clan dei Casalesi. Ma soprattutto ci siamo occupati di combattere i mafiosi sottraendo loro i beni, colpendoli sul fronte economico. Abbiamo aumentato del 300 per cento le confische. Del resto tutti, compresi gli oppositori, riconoscono apertamente che con il ministro Maroni alla guida del ministero degli Interni, le mafie e le organizzazioni  criminali hanno subito botte micidiali e senza precedenti. Bisogna essere presenti, che le istituzioni siano  presenti. Bisogna che il ministro giri molto come ho fatto io – sottolinea ancora Maroni – e soprattutto  bisogna svegliare quella coscienza civile che spesso non c'è e che viene mortificata dalla violenza e dalla  pressione della criminalità organizzata.
La resistenza civile e la coscienza civile sono gli antidoti giusti per  combattere la mafia. la polizia e i carabinieri fanno quello che devono fare ma la mafia si sconfigge con la ribellione delle coscienze prima che con che con l'esercito. Compito della politica è quello di alzare le barriere. Noi abbiamo un ottimo esempio, come Lega, un nostro candidato al comune di Rho, Marco  Tizzoni che ha perso per 400 voti rifiutando i voti della ndrangheta. Mai sconfitta è stata più dolce questa. Essersi preso del pirla da un uomo della 'ndrangheta è una medaglia che si è messo lui e che ha messo alla  Lega. l problemi però sono ampi, come ha ricordato il segretario della Commissione antimafia, senatore Gianpaolo Vallardi: Oggi il miracolo del Nordest sta subendo un declino e parallelamente a questa  diminuzione della realtà produttiva di questo territorio ci sono sempre più segnali di diffusione della mafia nel nostro territorio che nulla ha a che vedere con la nostra identità di veneti. Vallardi ha segnalato anche  come per fortuna le forze dell'ordine stiano reagendo con vigore contro questo fenomeno, la cosiddetta mafia di seconda o terza generazione, fatta da laureati e commercialisti che tentano di investire nelle  aziende per lavare i soldi sporchi. Noi abbiamo fatto quel che abbiamo fatto in Regione Lombardia - ha anche ribadito Maroni sollecitato dai cronisti – perché non possiamo sopportare l'idea che la 'ndrangheta fosse arrivata addirittura dentro la Giunta regionale. Qualcuno non ha vigilato, evidentemente, ma un  assessore arrestato per 'ndrangheta è una cosa incompatibile con il governo di una Regione e la Lega ha  detto chiaramente qual è la sua posizione: noi siamo contro la criminalità organizzata e dobbiamo e vogliamo garanti re nella prossima giunta che la 'ndrangheta rimanga fuori dalla Regione. Sul fronte  politico, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine del convegno, il segretario federale ha poi chiarito che «Non so se poi le primarie ci saranno davvero. lo ho chiamato oggi il presidente Berlusconi per  dirgli personalmente quello che ho scritto e cioè che apprezzo questo gesto e che può essere un gesto che  apre nuove prospettive. Bisogna capire se quello che ha detto Berlusconi succederà davvero». Maroni ha  però glissato sul contenuto del suo colloquio con l'ex premier. «Chiedetelo a Berlusconi che strada vuole percorrere - ha aggiunto Maroni - lo so che strada vuole percorrere la Lega: vuole continuare ad essere protagonista della scena politica. come abbiamo fatto negli ultimi tempi e continuare ad essere  rappresentata nel territorio del Nord». Sul fatto che Formigoni consideri uno schiaffo al Pdl il fatto che in Lombardia possa esserci alla presidenza un candidato della Lega, Maroni spiega che a decidere sarà il  popolo sovrano e nessuno può essere il nume tutelare del popolo sovrano che deciderà da chi deve essere governata la Lombardia. Sollecitato ancora sulla questione alleanze, il segretario del Carroccio ha poi ricordato che «noi a Roma siamo all'opposizione» e aggiunto che «c'è stata qualche minaccia di ritorsione  all' inizio su Veneto e Piemonte che però è saggiamente rientrata. Ciò che succede in Lombardia rimane li  circoscritto. In Veneto e Piemonte le due giunte possono continuare a governare. In Lombardia vedremo cosa succederà».  

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