martedì 2 ottobre 2012

MARONI: Chi non lotta ha già perso in partenza

"Paola Pellai"
"La Padania 02.10.2012"


Gli Stati Generali del Nord e quella rivoluzione stilata in 12 punti sono stati solo l' inizio della battaglia. Il  segretario federale Roberto Maroni l'ha ribadito senza incertezze domenica alla festa nazionale della Lega  Piemonte. Insieme a lui, anche il presidente Umberto Bossi, il governatore Roberto Cota e Gianna Gancia,  presidente della Provincia di Cuneo. «Noi siamo carne e ossa - ha tuonato Maroni -, noi siamo la voglia di  combattere. La battaglia sarà dura, ma chi non lotta ha già perso prima di cominciare ». Ecco perché nei prossimi mesi la Lega organizzerà una serie di manifestazioni contro il governo Monti. «Se lo Stato non aiuta  le imprese - ha detto Maroni - che ci sta a fare? Forse a sovvenzionare le industrie . decotte del Sud che non portano sviluppo ma ci depauperano gli stipendi? Mandiamo a casa Monti e chi lo sostiene•. •Uniti, con  forza e determinazione - ha proseguito il segretario - senza inginocchiarci a Roma e all'Europa delle banche  e dei burocrati. Il 7 ottobre saremo a Venezia nel giorno della battaglia di Lepanto, quella con cui  l'Occidente sconfisse l'lslam. E poi tutti a Modena 1'11 novembre. Altra tappa in Liguria a dicembre e in  gennaio in Piemonte con una manifestazione enorme. Chiuderemo il 7 aprile a Pontida, nell'anniversario del  giuramento•. E spiega: •Per noi la democrazia è una cosa seria. Se uno vuole diventare premier deve passare  dalle elezioni, altrimenti non è più democrazia. Monti vuole farlo? Si accomodi. Montezemolo vuole farlo? Si accomodi•. •Noi abbiamo un' idea precisa - ha aggiunto il segretario - chi vince le elezioni governa, chi  perde sta all'opposizione.
Ma basta con qualcuno preso dal mazzo e messo lì a governare il popolo. La  sovranità appartiene al popolo. Quindi questa fase deve chiudersi per sempre e dalle prossime elezioni chi  vince governa altrimenti non vi è più democrazia•. Maroni spiega come la due giorni lasciata alle spalle sia   servita proprio come un confronto forte di idee e ad aprire al dialogo •anche chi non la pensa come noi. Una  cosa ora ci è più chiara a tutti: questo Stato non è interessato a noi, ma ai nostri soldi. E l'Europa dei burocrati è riuscita a ribaltare il concetto di aiuto e di solidarietà. Invece è importante restituire valore a  parole come amicizia, onestà, rispetto e lavoro•. E' ora di ripartire dal Nord e di lasciar perdere •la lacrimosa ministra Fornero che ha fatto di tutto per complicare l' ingresso nel mondo del lavoro ai nostri giovani. Le nostre Regioni devono far crescere il Nord, dobbiamo trattenere al 75% per cento la nostra  ricchezza. Il Nord da 40 anni lavora per la Magna Grecia, adesso basta. E portiamo avanti anche una  politica di appalti a km O, prima le aziende del nostro territorio. Non consegnamo lavori ad imprese che  stanno 1000 chilometri più in là, li iniziano e poi li interrompono•. Nessun segnale di cedimento, la strada è  avviata. •Bersani ci ha criticato per il nostro incontro con gli imprenditori. Pensa di avere il monopolio? Visto  che fa tanto lo spocchioso sbarcheremo in forze in Emilia a prendere i voti di quelli che lui ha tradito. Bersani  ha un po' di ruggine addosso. Qualcuno lo vuole rottamare e forse è anche ora•. Su un altro concetto Maroni ha voluto essere chiaro: •Berlusconi, Bersani, Casini e Fini sono romani. Pensano ad alleanze, ma non ce ne  frega niente, noi pensiamo ad allearci con la nostra gente•. E su un 'altra cosa ha sottoscritto con la gente un patto di ferro: •Contrasteremo le assurde politiche sull'immigrazione. Ho sentito che anche al Colle più alto  di tutti {il Quirinale, ndr) sono favorevoli all'amnistia. Così tanti delinquenti saranno liberi, ma la Lega la  bloccherà. Per farla ci vuole una maggioranza qualificata in Parlamento e noi siamo in grado di bloccare  qualunque amnistia•. Tanti nemici lungo la strada, ma nessuna paura •perchè noi - spiega il segretario non siamo nè maroniani nè bossiani. Noi siamo leghisti•. E per riuscire a spazzare via prima i tanti nemici ecco il  regalo di Gianna Gancia: una scopa dorata in saggina •per l'ottimo lavoro che ha fatto nella Lega e per  spazzare via il Governo. Ne avrà bisogno per respingere quelli che pensano di poter spazzare via noi. 

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