“La Padania 30.10.2012”
I Comuni sono nel panico, i Caf guardano il calendario terrorizzati, i
cittadini a poche settimane dalla scadenza
ancora non sanno di che morte moriranno, ma per il Governo tutto è
normale. L'Imu è sempre più un pasticcio eppure per il ministro dell'Economia
Vittorio Grilli «Le scadenze sono quelle previste e restano quelle, ovvero
il 17 dicembre. «Spero che i comuni che
non hanno deliberato - ha detto Grilli - lo facciano presto ma non è possibile
spostare la scadenza, altrimenti si mettono a rischio gli obiettivi di
deficit». È invece possibile mettere a
rischio i bilanci di comuni e famiglie. Nessuno infatti del governo ha
ancora speso una parola sulla situazione in cui si trovano i Comuni, alle prese
con previsioni di incasso astronomiche da parte del ministero e calcoli
sballati dei funzionari statali, e su quelle che dovranno affrontare le
famiglie, costrette a utilizzare le tredicesime per pagare la tassa sulla casa
di cui, per altro, ancora non conoscono l'importo esatto, nonostante sia stato
introdotto nel dicembre dell'anno scorso. In un anno l'unica risposta che il
governo dei tecnici ha dato è stata: pagate, poi si vedrà. Così, in attesa che dal Governo
qualcuno cambi ritornello il fronte degli scontenti si ingrossa sempre più e le
critiche crescono di volume. Dai Caf segnalano che solo 1.500 comuni (su quasi
8.100) hanno fornito i dati utili al calcolo delle aliquote e per questo hanno
chiesto una revisione delle scadenze, anche perché il 30 novembre come ultima
data utile per la pubblicazione sul web dei dati da parte dei comuni è
drammaticamente vicina a quella del saldo, il 17 dicembre. A rincarare la dose
delle critiche è arrivato poi il Codacons: «Calcolare il saldo dell'lmu sarà un
caos in caso di cambio delle aliquote da parte dei comuni.
Ecco perché è stato un atto irresponsabile dare così tanto tempo agli enti locali per decidere l'aliquota definitiva. Ci sono alcuni comuni che, pur avendo già modificato l'aliquota di riferimento, hanno già annunciato di doverla nuovamente cambiare nelle poche ore rimaste a disposizione, avendo avuto un gettito inferiore al previsto». Secondo l'associazione dei consumatori «Per rimediare al caos annunciato, il Governo dovrebbe almeno mettere a disposizione le proprie strutture ed i propri esperti per dare consigli al consumatore nel calcolo dell'imposta. Ad esempio il numero verde dell'agenzia delle entrate 848.800.444 andrebbe potenziato a questo scopo (attualmente, invece, gli operatori rispondono che si tratta di un' imposta municipale e che, quindi, i contribuenti devono rivolgersi al loro comune)». Infine, in base ai dati elaborati dalla Cgia di Mestre comunque una cosa è abbastanza certa: sarà una stangata. Su 81 capoluoghi esaminati dall'associazione degli artigiani solo sei infatti hanno abbassato le aliquote decise a giugno, 40 le hanno lasciate invariate e ben 35 le hanno invece alzate. Mediamente – calcola il Codacons - i rialzi delle aliquote produrranno, rispetto alla prima rata in acconto, un aumento medio del saldo pari a 25 euro per la prima casa e 159 euro per la seconda».
Ecco perché è stato un atto irresponsabile dare così tanto tempo agli enti locali per decidere l'aliquota definitiva. Ci sono alcuni comuni che, pur avendo già modificato l'aliquota di riferimento, hanno già annunciato di doverla nuovamente cambiare nelle poche ore rimaste a disposizione, avendo avuto un gettito inferiore al previsto». Secondo l'associazione dei consumatori «Per rimediare al caos annunciato, il Governo dovrebbe almeno mettere a disposizione le proprie strutture ed i propri esperti per dare consigli al consumatore nel calcolo dell'imposta. Ad esempio il numero verde dell'agenzia delle entrate 848.800.444 andrebbe potenziato a questo scopo (attualmente, invece, gli operatori rispondono che si tratta di un' imposta municipale e che, quindi, i contribuenti devono rivolgersi al loro comune)». Infine, in base ai dati elaborati dalla Cgia di Mestre comunque una cosa è abbastanza certa: sarà una stangata. Su 81 capoluoghi esaminati dall'associazione degli artigiani solo sei infatti hanno abbassato le aliquote decise a giugno, 40 le hanno lasciate invariate e ben 35 le hanno invece alzate. Mediamente – calcola il Codacons - i rialzi delle aliquote produrranno, rispetto alla prima rata in acconto, un aumento medio del saldo pari a 25 euro per la prima casa e 159 euro per la seconda».

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