“Fabrizio Carcano - Lainate (Mi)”
“La Padania 30.10.2012”
Autonomia e pulizia. Concetti semplici, paletti ineludibili per il
futuro. Roberto Maroni continua a girare il territorio per incontrare la base
leghista. Ma non solo. Sempre più spesso, agli eventi organizzati dalla Lega
Nord si vedono persone che mai prima si erano fatte vedere a un comizio o a una
festa del Carroccio. C'è voglia di cambiamento, di una politica che guardi
avanti, alle cose concrete. È la politica che sta portando avanti la Lega, come
ha voluto sottolineare il Segretario federale domenica sera a Lainate, alla
serata conclusiva della festa provinciale del Ticino dove, nonostante un freddo
più invernale che autunnale, il capannone era gremito. Due i tasti su cui il
leader leghista ha insistito. L'autonomia innanzitutto, con la grande
Euroregione del Nord che «tratterrebbe il 75% delle proprie risorse qui, sul
nostro territorio, lasciando il rimanente 25% a Roma. Oggi, di 100 euro che
diamo a Roma con le nostre imposte ce ne ritornano soltanto 35. Bene, pensate a
quante cose potremmo fare, per i nostri cittadini, per le nostre imprese, per
il nostro lavoro, se potessimo trattenere non 35 di quei 100 euro ma 75».
L'Euroregione, a livello politico, potrebbe nascere prima di quando si immagini.
Forse già tra qualche mese. «Oggi governiamo nel Piemonte e nel Veneto, ma se
avessimo anche il Governatore della Lombardia pensate quale forza potremmo
esercitare su Roma, andando a imporre le nostre richieste». E per la Lombardia
Maroni, che non chiude la porta al Pdl con cui la Lega governa in Regione dal
2000 («Siamo aperti al dialogo con tutti, soprattutto con chi ha governato con
noi»), guarda a quel modello felicemente sperimentato nelle ultime
Amministrative a Verona, con il Carroccio capace di aggregare intorno a sé le
forze della società civile, in una coalizione che sposa gli ideali del
Movimento.
«Il modello Verona è un modello vincente, che ha funzionato: vogliamo applicarlo ovunque, a partire dalla Lombardia» ribadisce il numero uno del Carroccio. Che non si nasconde sull'ipotesi che possa essere proprio lui, come chiesto dal popolo lombardo, a correre per la Regione: «Se la Lega mi chiedesse il sacrificio d i candidarmi alla presidenza della Regione Lombardia, io sono pronto anche dimettendomi domani dal Parlamento». Resta ancora da capire quando la Lombardia andrà alle urne, e su questo Maroni è tranciante. «Siamo pronti a qualunque evenienza: no chiacchiere, no problem. La Lega è pronta ad andare al voto anche subito. Noi abbiamo le idee chiare, stiamo lavorando al programma. Siamo carichi e determinati, perché questa per la Regione Lombardia per noi è la madre di tutte le battaglie». Sulla pulizia Maroni batte più volte. «Non possiamo accettare che le organizzazioni criminali possano cercare di infiltrarsi nelle nostre istituzioni. Per questo abbiamo chiesto un azzeramento della Giunta in Lombardia e il voto anticipato, e non come dice Formigoni perché abbiamo tradito i patti». Sul palco di Lainate l'ex ministro degli Interni ha voluto al suo fianco Marco Tizzoni, che nel 2011 avrebbe potuto diventare vicesindaco di Rho (con Fabrizio Cecchetti sindaco) se avesse accettato un pacchetto di 500 voti di dubbia provenienza, voti che in seguito si sono rivelati controllati dalle cosche calabresi. E voti risultati decisivi, visto che al ballottaggio il centrosinistra si è imposto per appena 400 voti. «Ma Tizzoni quei voti li ha rifiutati. Perché è una persona onesta e leale. E nelle intercettazioni gli uomini di Cosa Nostra lo definiscono un pirla per averli rifiutati. Noi preferiamo quelli come Tizzoni – ha proseguito Maroni - e per questo gli ho chiesto di allestire una lista di persone come lui, oneste e coraggiose, per dare un segnale forte contro il voto di scambio e il pericolo di infiltrazioni malavitose nelle Amministrazioni».
«Il modello Verona è un modello vincente, che ha funzionato: vogliamo applicarlo ovunque, a partire dalla Lombardia» ribadisce il numero uno del Carroccio. Che non si nasconde sull'ipotesi che possa essere proprio lui, come chiesto dal popolo lombardo, a correre per la Regione: «Se la Lega mi chiedesse il sacrificio d i candidarmi alla presidenza della Regione Lombardia, io sono pronto anche dimettendomi domani dal Parlamento». Resta ancora da capire quando la Lombardia andrà alle urne, e su questo Maroni è tranciante. «Siamo pronti a qualunque evenienza: no chiacchiere, no problem. La Lega è pronta ad andare al voto anche subito. Noi abbiamo le idee chiare, stiamo lavorando al programma. Siamo carichi e determinati, perché questa per la Regione Lombardia per noi è la madre di tutte le battaglie». Sulla pulizia Maroni batte più volte. «Non possiamo accettare che le organizzazioni criminali possano cercare di infiltrarsi nelle nostre istituzioni. Per questo abbiamo chiesto un azzeramento della Giunta in Lombardia e il voto anticipato, e non come dice Formigoni perché abbiamo tradito i patti». Sul palco di Lainate l'ex ministro degli Interni ha voluto al suo fianco Marco Tizzoni, che nel 2011 avrebbe potuto diventare vicesindaco di Rho (con Fabrizio Cecchetti sindaco) se avesse accettato un pacchetto di 500 voti di dubbia provenienza, voti che in seguito si sono rivelati controllati dalle cosche calabresi. E voti risultati decisivi, visto che al ballottaggio il centrosinistra si è imposto per appena 400 voti. «Ma Tizzoni quei voti li ha rifiutati. Perché è una persona onesta e leale. E nelle intercettazioni gli uomini di Cosa Nostra lo definiscono un pirla per averli rifiutati. Noi preferiamo quelli come Tizzoni – ha proseguito Maroni - e per questo gli ho chiesto di allestire una lista di persone come lui, oneste e coraggiose, per dare un segnale forte contro il voto di scambio e il pericolo di infiltrazioni malavitose nelle Amministrazioni».

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