"Il Vostro Quotidiano"
ROMA – «Ho rinnovato l’auspicio che proposte volte a incidere anche e soprattutto sulle cause strutturali della degenerazione dello stato delle carceri in Italia trovino sollecita approvazione in Parlamento». Lo ha detto Giorgio Napolitano in un passaggio della dichiarazione diffusa dopo aver ricevuto al Quirinale il prof. Andrea Pugiotto e altri firmatari di una lettera aperta sui temi della situazione carceraria. Il presidente della Repubblica fa riferimento alle proposte «già in avanzato stadio di esame, per l’introduzione di pene alternative alla prigione» e sottolinea che «restano nello stesso tempo aperte all’attenzione del Parlamento, in questa legislatura ormai vicina al suo termine e in quella che presto inizierà, sia le questioni di un possibile, speciale ricorso a misure di clemenza, sia della necessaria riflessione sull’attuale formulazione dell’art. 79 della Costituzione (recita: ”L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale; la legge che concede l’amnistia o l’indulto stabilisce il termine per la loro applicazione; in ogni caso l’amnistia e l’indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge”, ndr), che a ciò oppone cosi rilevanti ostacoli».
Fuori dal politichese: per l’ennesima volta, vista la vergognosa e degradante situazione delle carceri, lo Stato italiano pensa di risolvere il problema facendo uscir di cella coloro che sono stati invece condannati a rimanervi più a lungo. Non occorre essere dei feroci giustizialisti (cosa che noi non siamo) per sottolineare come – al pari dei condoni fiscali – questo triste gioco al “liberi tutti” che si ripresenta con sconcertante regolarità 1) fa strame di ogni certezza del diritto; 2) incentiva, anziché disincentivare, la commissione di reati; 3) amareggia la popolazione tutta e le vittime di reati in particolare, a tutto vantaggio di populisti, ultra-destra e “vendicatori fai da te”; 4) getta nel ridicolo lo Stato. Complimenti

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